mercoledì 11 febbraio 2009

Ah, la France!

Ci fa piacere non essere gli unici cittadini che si interessano del problema acqua, ecco un interessante commento di un nostro compaesano...

"Mentre a Viareggio ci dobbiamo sorbire il carrozzone GAIA, con il connesso carrozzone ATO (o è GAIA che è connessa all'ATO?), con le sue continue richieste di aumenti di capitale (ossia soldi pubblici gettati nella voragine) e di aumenti di tariffe (ossia soldi pubblici gettati nella voragine), i francesi si sono già rotti le scatole dell'acqua privata.
Lo scorso 24 novembre, il consiglio comunale di Parigi ha deciso per il completo ritorno in mani pubbliche dell'"Eau de Paris" società finora mista. Dal 1984 Parigi aveva ceduto la distribuzione dell'acqua a Suez e a Veolia, multinazionali del settore.
"L'acqua non è una merce come un'altra. Riportare la distribuzione al Comune farà risparmiare almeno 30 milioni di euro all'anno" ha dichiarato l'assessore di Parigi all'acqua. Un altro francese, Marc Laimé esperto del problema acqua, dichiara che "la durata dei contratti (20, 25, anche 30 anni) favorisce gli abusi da posizione dominate, aggravati dalla mancanza di concorrenza" e in un suo saggio consiglia i Comuni su come preparare il ritorno alla gestione diretta della primaria risorsa.
I francesi sono stati tra i primi a privatizzare l'acqua. Forse qualcosa più di noi avranno capito. Invece di continuare a prendere ordini da GAIA e ATO, sarebbe bene cominciare a decidere per il bene della città.
Ma chi glielo dice al Soldato Luca?"

Fonte: Batano

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