venerdì 13 febbraio 2009

PUBBLICA AMMINSTRAZIONE:QUALI CONTROLLI?

Con questo post mi voglio riallacciare a quello apparso pochi giorni fa sul blog di Beppe Grillo inerente la volontà di cancellazione da parte dell' attuale Governo del massimo organo di controllo: la Corte dei Conti.
La Corte dei Conti ha il compito di accertare i danni cagionati allo Stato o altro Ente Pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento.
E' un organo cioè che controlla come sono spesi i nostri soldi.
Dal Blog di Beppe (è stato pubblicato al riguardo un interessantissimo intervento video di Gianantonio Stella) si evince la volontà dei nostri amministratori pubblici e politici di controllare tale organo come si sta tentando di fare con la magistratura.
A proposito di controlli nel novembre u.s., nella Sala Cope di Querceta nel Comune di Seravezza, grazie all' iniziativa del movimento sindacale Articolo 36 della costituzione del Comune di Seravezza nonché all' intervento di autorevoli relatori quali il Sostituto Procuratore della Repubblica(ora promosso Procuratore ad Alba) Dott. Domenico Manzione e il Dott. Roberto D' Ippolito, si è tenuto un interessante incontro sui controlli nella pubblica amministrazione.
La serata è stata onorata da una buona e qualificata partecipazione di pubblico, nonostante le cattive condizioni meteorologiche, la scarsa pubblicità fatta dai media locali, il luogo disagiato dal punto di vista dei parcheggi e l' ora pomeridiana nella quale in pochi dispongono di tempo libero, rappresentando sicuramente che la cittadinanza ha voglia di coinvolgimento ed approfondimento di tali temi.


Veniamo alla sostanza.
Negli Enti locali dal dopoguerra ad oggi si è passati sempre più da una forma di controllo fortemente accentratrice da parte dello Stato a controlli che hanno determinato e determineranno ancor di più l'autonomia degli enti locali (Regioni, Province, Comuni).
In passato tale controllo degli atti deliberativi veniva demandato anche ad organi quali il CORECO (comitato regionale di controllo) che esercitava una verifica di legittimità e di merito sugli atti stessi,accertando cioè oltre che il rispetto legislativo di quanto veniva deliberato anche l' opportunità amministrativa degli atti.
In pratica si poteva eccepire se tali atti potessero essere “opportuni” per l' Ente.
Dagli anni '90 sono state varate diverse leggi che di fatto hanno “stravolto” tale sistema portando gli Enti locali verso forme di autocontrollo.
La legge 142 del 1990 che ha concesso potestà statutaria agli enti locali ed eliminato il controllo di merito diminuendo anche gli atti sottoposti al controllo di legittimità.
La legge 241 sempre del 1990 ha aperto le porte all' auspicato processo partecipativo dei cittadini e ha inserito la possibilità di accesso agli atti stessi (in maniera pero' molto limitata e troppo circoscritta).
E' stata la volta poi sempre negli anni '90 delle due leggi Bassanini del 1997 (la 59 e la 127): che hanno dato il via al percorso di federalismo amministrativo col passaggio di molte funzioni a livello locale ed hanno assestato un altro colpo al controllo di legittimità degli atti degli Enti Locali.
Tali leggi sono state rese organiche dal Testo Unico degli Enti Locali n° 267 del 2000.
Tali cambiamenti sono avvenuti a costituzione invariata.
Solo con la legge n.3 del 2001 tali modifiche hanno avuto un sigillo costituzionale.
L' intento dello Stato di responsabilizzazione degli Enti locali è assolutamente lodevole resta da vedere se le autonomie locali sono in grado di farne buon uso e non abusarne.
A giudicare dai risultati forse il senso di maturità a cui chiama la riforma non è ancora presente nei nostri Enti e molto credo sia ancora da fare soprattutto in tema di partecipazione.
E' auspicabile una responsabilità maggiore altrimenti il cittadino che in questo contesto non dispone di mezzi idonei per porre un freno ad un eventuale azione non opportuna o peggio ancora illegale della pubblica amministrazione si vede costretto a rivolgersi alla Magistratura.
Quest'ultima ha ancora una buona parte di autonomia decisionale, ma c'è da chiedersi fino a quando tale possibilità gli verrà lasciata.
Non è un caso se anche a livello locale si sono inseriti istituti come il rispetto del patto di stabilità che ha il compito di far porre agli amministratori una maggiore attenzione nel controllo della gestione della spesa dei loro bilanci.
La riforma da un lato a permesso un'attività amministrativa più snella ed un risparmio di spesa ,ma la soppressione dei controlli ha aperto la possibilità di un azione pubblica passibile di illegalità ed inopportunità.
Un'ultima considerazione riguardo alla partecipazione dei cittadini ed all'istituzione degli URP (uffici di relazione col pubblico), ufficio principe di ogni Ente locale, basta recarsi nei nostri Comuni per vedere come sono stati organizzati e funzionano.





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1 Commenti:

Anonymous paolo m ha detto...

Straordinario! Grande Michele e soprattutto grazie per i tuoi interventi, preziosissimi!

15 febbraio 2009 alle ore 19:07  

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