giovedì 18 giugno 2009

Blog ripristinato

Ci scusiamo per questi giorni di assenza, non dovuto alla nostra volontà, bensì a causa di un problema tecnico sulla piattaforma blogger che ha costretto il webmaster ad un macchinoso stratagemma per aggirare il problema.
Al momento sembra che sia tutto funzionante, qualora rilevaste errori o impossibilità a visualizzare i commenti o altri contenuti del blog vi preghiamo di segnalarlo all'indirizzo grilliviareggini@yahoo.it.

Vi ringraziamo per la pazienza e ci scusiamo di nuovo per questa settimana di assenza forzata.

Ciao!

Etichette: , , , , ,

sabato 11 aprile 2009

Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

"Impregilo!

Si, sempre lei (l'azienda di Caltagirone, suocero del segretario UDC Casini)

La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi.
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi.
La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta.

Chi diavolo è questa società dall'enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?

PS: Se per qualcuno non fosse sufficiente basta andare sul sito dell'Impregilo e ricercare "Ospedale" per leggere. In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito indicati:
• Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21
camere operatorie.
• Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’
avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3,
210 posti letto, 7 camere operatorie.
• Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12
camere operatorie.
• Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle
infezioni da HIV.
• Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
• Ospedale Versilia: 80.000 m2, 600 posti letto.
• Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.

Inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio."

Etichette: , , ,

martedì 10 marzo 2009

Responsabilità storiche



Prima ancora di commentare ricordiamo le vittime della strage di Bologna, 2 agosto 1980:
  • Antonella Ceci, anni 19
  • Angela Marino, anni 23
  • Leo Luca Marino, anni 24
  • Domenica Marino, anni 26
  • Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
  • Vito Diomede Fresa, anni 62
  • Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
  • Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
  • Carlo Mauri, anni 32
  • Luca Mauri, anni 6
  • Eckhardt Mader, anni 14
  • Margret Rohrs In Mader, anni 39
  • Kai Mader, anni 8
  • Sonia Burri, anni 7
  • Patrizia Messineo, anni 18
  • Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
  • Manuela Gallon, anni 11
  • Natalia Agostini In Gallon, anni 40
  • Marina Antonella Trolese, anni 16
  • Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
  • Roberto De Marchi, anni 21
  • Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
  • Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
  • Vittorio Vaccaro, anni 24
  • Velia Carli In Lauro, anni 50
  • Salvatore Lauro, anni 57
  • Paolo Zecchi, anni 23
  • Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
  • Catherine Helen Mitchell, anni 22
  • John Andrew Kolpinski, anni 22
  • Angela Fresu, anni 3
  • Maria Fresu, anni 24
  • Loredana Molina In Sacrati, anni 44
  • Angelica Tarsi, anni 72
  • Katia Bertasi, anni 34
  • Mirella Fornasari, anni 36
  • Euridia Bergianti, anni 49
  • Nilla Natali, anni 25
  • Franca Dall'olio, anni 20
  • Rita Verde, anni 23
  • Flavia Casadei, anni 18
  • Giuseppe Patruno, anni 18
  • Rossella Marceddu, anni 19
  • Davide Caprioli, anni 20
  • Vito Ales, anni 20
  • Iwao Sekiguchi, anni 20
  • Brigitte Drouhard, anni 21
  • Roberto Procelli, anni 21
  • Mauro Alganon, anni 22
  • Maria Angela Marangon, anni 22
  • Verdiana Bivona, anni 22
  • Francesco Gomez Martinez, anni 23
  • Mauro Di Vittorio, anni 24
  • Sergio Secci, anni 24
  • Roberto Gaiola, anni 25
  • Angelo Priore, anni 26
  • Onofrio Zappala', anni 27
  • Pio Carmine Remollino, anni 31
  • Gaetano Roda, anni 31
  • Antonino Di Paola, anni 32
  • Mirco Castellaro, anni 33
  • Nazzareno Basso, anni 33
  • Vincenzo Petteni, anni 34
  • Salvatore Seminara, anni 34
  • Carla Gozzi, anni 36
  • Umberto Lugli, anni 38
  • Fausto Venturi, anni 38
  • Argeo Bonora, anni 42
  • Francesco Betti, anni 44
  • Mario Sica, anni 44
  • Pier Francesco Laurenti, anni 44
  • Paolino Bianchi, anni 50
  • Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
  • Berta Ebner, anni 50
  • Vincenzo Lanconelli, anni 51
  • Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
  • Romeo Ruozi, anni 54
  • Amorveno Marzagalli, anni 54
  • Antonio Francesco Lascala, anni 56
  • Rosina Barbaro In Montani, anni 58
  • Irene Breton In Boudouban, anni 61
  • Pietro Galassi, anni 66
  • Lidia Olla In Cardillo, anni 67
  • Maria Idria Avati, anni 80
  • Antonio Montanari, anni 86
...e Le Condanne di Gelli

Licio Gelli è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati:

  • Procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato;
  • Calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola;
  • Tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna;
  • Bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano).

Nel 1993 venne indagato per offesa all'onore dell'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per un articolo pubblicato sul mensile trevigiano "Il piave" [12].

A questo punto ci chiediamo come abbia potuto l'amministrazione comunale di Pietrasanta, per voce dell'assessorato alla cultura, invitare un personaggio squallido come Licio Gelli, che da insegnare o narrare a nostro avviso non ha un bel niente e soprattutto con la sua presenza offende la memoria delle vittime di Bologna e tutte le vittime del fascismo.

Il sindaco Mallegni, che ha facoltà di amministrare la sua stessa giunta e guidarla attraverso scelte logiche e soprattutto etiche, si vergogni.

Il chiostro di Sant'Agostino ha ospitato in passato anche il prescritto a vita Andreotti, le cui frequentazioni mafiose fino al 1980 sono state accertate in tribunale.

Quali altri indegni personaggi ci aspettano?

Peccato perché il chiostro ha ospitato "anche" persone con la fedina penale pulita del calibro di Marco Travaglio...ecco, gradiremmo persone così nella nostra martoriata Versilia, già teatro di revisionismi storici dal sapore di ricino.




Etichette: , , , , , ,

lunedì 23 febbraio 2009

Posteggiando all'ospedale Versilia...

Sicuramente chiunque si sarà trovato a transitare per l'ospedale Versilia, magari nell'impresa di trovare posto nel sempre intasato parcheggio, avrà notato una serie di "parcheggiatori" improvvisati.
Si tratta di alcuni immigrati che, oltre a svolgere la loro usuale pratica di vendita di alcuni oggetti (fazzoletti, accendini, ecc) cercano di attrarre clienti e di raggranellare qualche spicciolo in più indicando i posti liberi a chi deve posteggiare.
Alcuni trovano questa pratica fastidiosa, molti si lamentano dell'invadenza di queste persone. Tralasciando questo fatto, che è problema soggettivo ed ha già dato atto ad accesi dibattiti, c'è un altro aspetto su cui è bene concentrarsi.
Ogni mattina, all'incirca intorno alle 7 e mezzo, una bella macchina (di lusso insomma) scarica molti di questi parcheggiatori proprio di fronte all'ospedale. Sembra chiaro quindi che queste persone siano sfruttate da qualche "capo" che approfitta della quasi sicura condizione di clandestini di queste persone.
Spesso poi, all'ora del rietro, che avviene con un pullman, si assiste a risse tra questi uomini, proprio alla fermata dell'autobus nei pressi del pronto soccorso dove tra l'altro ci dovrebbe essere una postazione delle forze dell'ordine.

Che fare allora? Appare evidente che il ripristino dell'ordine e della legalità debba essere affidato alle forze dell'ordine e non a qualche ronda come spererebbe il nostro governo, inoltre ad essere puniti per primi devono essere gli sfruttatori, senza quindi far ricadere tutte le colpe, come invece spesso succede, sugli sfruttati da questa situazione...

Etichette: , , ,

venerdì 13 febbraio 2009

PUBBLICA AMMINSTRAZIONE:QUALI CONTROLLI?

Con questo post mi voglio riallacciare a quello apparso pochi giorni fa sul blog di Beppe Grillo inerente la volontà di cancellazione da parte dell' attuale Governo del massimo organo di controllo: la Corte dei Conti.
La Corte dei Conti ha il compito di accertare i danni cagionati allo Stato o altro Ente Pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento.
E' un organo cioè che controlla come sono spesi i nostri soldi.
Dal Blog di Beppe (è stato pubblicato al riguardo un interessantissimo intervento video di Gianantonio Stella) si evince la volontà dei nostri amministratori pubblici e politici di controllare tale organo come si sta tentando di fare con la magistratura.
A proposito di controlli nel novembre u.s., nella Sala Cope di Querceta nel Comune di Seravezza, grazie all' iniziativa del movimento sindacale Articolo 36 della costituzione del Comune di Seravezza nonché all' intervento di autorevoli relatori quali il Sostituto Procuratore della Repubblica(ora promosso Procuratore ad Alba) Dott. Domenico Manzione e il Dott. Roberto D' Ippolito, si è tenuto un interessante incontro sui controlli nella pubblica amministrazione.
La serata è stata onorata da una buona e qualificata partecipazione di pubblico, nonostante le cattive condizioni meteorologiche, la scarsa pubblicità fatta dai media locali, il luogo disagiato dal punto di vista dei parcheggi e l' ora pomeridiana nella quale in pochi dispongono di tempo libero, rappresentando sicuramente che la cittadinanza ha voglia di coinvolgimento ed approfondimento di tali temi.


Veniamo alla sostanza.
Negli Enti locali dal dopoguerra ad oggi si è passati sempre più da una forma di controllo fortemente accentratrice da parte dello Stato a controlli che hanno determinato e determineranno ancor di più l'autonomia degli enti locali (Regioni, Province, Comuni).
In passato tale controllo degli atti deliberativi veniva demandato anche ad organi quali il CORECO (comitato regionale di controllo) che esercitava una verifica di legittimità e di merito sugli atti stessi,accertando cioè oltre che il rispetto legislativo di quanto veniva deliberato anche l' opportunità amministrativa degli atti.
In pratica si poteva eccepire se tali atti potessero essere “opportuni” per l' Ente.
Dagli anni '90 sono state varate diverse leggi che di fatto hanno “stravolto” tale sistema portando gli Enti locali verso forme di autocontrollo.
La legge 142 del 1990 che ha concesso potestà statutaria agli enti locali ed eliminato il controllo di merito diminuendo anche gli atti sottoposti al controllo di legittimità.
La legge 241 sempre del 1990 ha aperto le porte all' auspicato processo partecipativo dei cittadini e ha inserito la possibilità di accesso agli atti stessi (in maniera pero' molto limitata e troppo circoscritta).
E' stata la volta poi sempre negli anni '90 delle due leggi Bassanini del 1997 (la 59 e la 127): che hanno dato il via al percorso di federalismo amministrativo col passaggio di molte funzioni a livello locale ed hanno assestato un altro colpo al controllo di legittimità degli atti degli Enti Locali.
Tali leggi sono state rese organiche dal Testo Unico degli Enti Locali n° 267 del 2000.
Tali cambiamenti sono avvenuti a costituzione invariata.
Solo con la legge n.3 del 2001 tali modifiche hanno avuto un sigillo costituzionale.
L' intento dello Stato di responsabilizzazione degli Enti locali è assolutamente lodevole resta da vedere se le autonomie locali sono in grado di farne buon uso e non abusarne.
A giudicare dai risultati forse il senso di maturità a cui chiama la riforma non è ancora presente nei nostri Enti e molto credo sia ancora da fare soprattutto in tema di partecipazione.
E' auspicabile una responsabilità maggiore altrimenti il cittadino che in questo contesto non dispone di mezzi idonei per porre un freno ad un eventuale azione non opportuna o peggio ancora illegale della pubblica amministrazione si vede costretto a rivolgersi alla Magistratura.
Quest'ultima ha ancora una buona parte di autonomia decisionale, ma c'è da chiedersi fino a quando tale possibilità gli verrà lasciata.
Non è un caso se anche a livello locale si sono inseriti istituti come il rispetto del patto di stabilità che ha il compito di far porre agli amministratori una maggiore attenzione nel controllo della gestione della spesa dei loro bilanci.
La riforma da un lato a permesso un'attività amministrativa più snella ed un risparmio di spesa ,ma la soppressione dei controlli ha aperto la possibilità di un azione pubblica passibile di illegalità ed inopportunità.
Un'ultima considerazione riguardo alla partecipazione dei cittadini ed all'istituzione degli URP (uffici di relazione col pubblico), ufficio principe di ogni Ente locale, basta recarsi nei nostri Comuni per vedere come sono stati organizzati e funzionano.





Etichette: , ,

domenica 18 gennaio 2009

SCEC o melanzane?




Ho chiuso il mio conto in banca.
Ho deciso di fare questo passo e sinceramente è una cosa che consiglio a tutti.
Possiamo fare a meno delle banche e del loro finto aiuto e reale interesse a spremerci come limoni.
Mi chiamavano solamente se il conto andava sotto e per ricordarmi che era meglio coprirlo quanto prima. Per sapere se ero contento dei loro servizi mi hanno chiamato solamente una settimana dopo che avevo chiuso tutto, domandandomi il perchè di tale decisione.

Ho chiuso il mio conto in banca perchè ero stufo di regalare soldi e sostenere questo meccansimo perverso del debito.
La massa monetaria circolante è del 6%, i soldi non ci sono, lo Stato s'indebita e i debiti li paghiamo noi.
I soldi quindi siamo noi a darli alle banche e poi le banche ce li prestano?!...ma che c***o di gioco è???
Siamo salvi ed abbiamo, per il momento, scampato il peggio.
Non abbiamo fatto la fine dell'Argentina grazie all'euro.
In Argentina però la gente reagiva, scendeva per strada, bloccava tutto e si faceva sentire battendo i mestoli sulle pentole e...inserendo la moneta locale.
Esiste anche da noi la moneta locale e si chiama SCEC.
A Viareggio e a Lido di Camaiore esistono già delle realtà che promuovono la moneta locale.
Il vantaggio è di tutti, specialmente perchè lo SCEC viene praticamente regalato, si paga solamente una quota annuale di 5 euro e non c'è debito dietro.
Oggi se vai in banca e chiedi un prestito ti chiedono una garanzia, cioè beni intestati (quindi soldi o titoli)...un po' come se andassimo dal verduraio e volessimo comprare una melanzana e il verduraio ci domandasse se a casa abbiamo delle melanzane come garanzia.
Passatemi l'aneddoto e cercate di capire l'aberrazione che il sistema banco-finanziario ci costringe a sostenere.
Possiamo dire basta...l'economia riparte dal basso!

Per iscriversi visitate http://www.arcipelagotoscana.org/

e per sapere dove spendere i vostri SCEC andate qui

p.s. vedi anche
http://www.beppegrillo.it/2009/01/i_conti_dormien.html

Etichette: , , , , , , , ,

giovedì 8 gennaio 2009

Assassino a piede libero


Ecco il volantino che mi è stato consegnato dal Coordinamento Associazioni Animaliste...

Non c'è altro da aggiungere, se non la semplice richiesta di far girare questo volantino e l'avviso stesso a tutti i vostri conoscenti

Grazie

Paolo Miniussi

Grilli Versiliesi

Etichette: , , , , , ,

mercoledì 17 dicembre 2008

Thor?

Ecco qua l'ennesima fregatura, propinataci con la scusa della "termovalorizzazione" e dell'emergenza rifiuti. Non c'è neanche bisogno di commentare, basta che una persona dotata di buon senso si legga questo articoletto del CNR per capire davanti a che imbroglio ci troviamo di fronte.

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno. [...]
ARTICOLO COMPLETO

Una domanda sorge spontanea? Ma dov'è il recupero dei rifiuti in tutto questo processo? Dov'è la "raccolta differenziata"? E come mai non si accenna minimamente alle emissioni dell'impianto, dicendo che sono semplicemente "inesistenti"?
Speriamo che questa bella sorpresina non venga un giorno adottata dalle nostre amministrazioni, magari come rimpiazzo dell'inceneritore (speriamo in futuro chiuso) del Pollino, sarebbe come spengere l'inceneritore per accenderne un altro.

Etichette: , , , ,

martedì 9 dicembre 2008

Non buttare il tuo futuro nel bidone





















Lunedì 15 dicembre 2008 alle ore 21, presso la Circoscrizione n°4 Viareggio Nuova, in Piazza del Buon Consiglio quartiere Terminetto, i Grilli Versiliesi, insieme all'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e al Coordinamento rifiuti zero Ato Costa organizzano un incontro per parlare,informare e dibattere:


- sulle problematiche salutari,ambientali ed economiche relative all'incenerimento dei rifiuti;

- cosa è accaduto e cosa sta accadendo all'impianto d'incenerimento di Pietrasanta;

- riciclo e raccolta differenziata porta a porta.

Per informazioni:
meetup91@yahoo.com
segnalazioni@grilliversiliesi.it

Etichette: , , , , ,

giovedì 4 dicembre 2008

LA partecipazione

Town Meeting di 1.300 persone ad Hamilton County, Ohio

"Libertà è partecipazione"
G.Gaber.

La Toscana è la prima Regione italiana ad avere approvato una legge che riconosce e garantisce a tutti il diritto alla partecipazione. La legge è stata approvata dal Consiglio regionale il 19 dicembre 2007. Ora, con la nomina dell'Autorità, è pienamente operativa.
Grazie a questa legge cittadini, associazioni e istituzioni toscane potranno presentare richieste perché sui grandi interventi e progetti, regionali e locali, si aprano processi di partecipazione. Una possibilità estesa a tutti coloro che abitano nella regione, per lavoro o per studio, anche stranieri, e non solo ai toscani.
Quella sulla partecipazione è una legge unica nel suo genere (L.R. 69/2007), che guarda al dibattito pubblico francese ma anche al town meeting anglosassone e ad altre esperienze nel mondo. È stata approvata e costruita assieme ai cittadini, grazie ad un coinvolgimento dal basso che ha sfruttato anche le nuove possibilità offerte da internet.una scommessa anche sulle capacità dei cittadini perché sui grandi progetti si apra una discussione prima e non quando, all'inaugurazione di un cantiere, si alzano le prime proteste”.
Sono tre le date, nel corso dell'anno, entro cui i cittadini potranno chiedere che venga aperto un processo partecipativo: il 31 marzo, il 31 luglio e il 30 novembre. Naturalmente anche la Regione potrà decidere di aprire un dibattito pubblico su uno o più provvedimenti inseriti nella propria agenda.
L'esito del dibattito pubblico non è vincolante. Nel caso il parere sia contrario, chi ha proposto il progetto può rinunciarvi o sostenerne uno diverso, oppure insistere con il progetto iniziale fornendo opportune motivazioni.
I progetti che potranno essere messi sotto esame sono quelli dal grande impatto sul territorio regionale e quelli a dimensione locale: strade, nuovi insediamenti, inceneritori, impianti eolici o di rigassifficazione, alta velocità, nuovi tracciati dell'autostrada ma anche grandi scelte sociali.

Adesso non ci sono più scuse, questa legge non è perfetta, ma è qualcosa, uno strumento che possiamo sfruttare a vantaggio di tutti, per il bene di tutti. Ora i cittadini che vogliono cambiare le cose devono AGIRE.

Etichette: , ,

martedì 2 dicembre 2008

Giornata mondiale contro l'incenerimento






Lunedì 1 Dicembre alle 21, a Pietrasanta, nella Sala dell'Annunziata in S.Agostino in occasione della "Giornata Mondiale contro l'incenerimento e per le alternative" promossa da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia ha incontrato cittadini e le amministrazioni ad una serata di approfondimento della questione inceneritore in base agli ultimi avvenimenti.
Presto pubblicheremo un piccolo report della serata

Etichette: , , , , ,

lunedì 1 dicembre 2008

stasera giornata mondiale contro l'incenerimento

Lunedì 1 Dicembre alle 21, a Pietrasanta, nella Sala dell'Annunziata in S.Agostino (Via S.Agostino n.1) in occasione della "Giornata Mondiale contro l'incenerimento e per le alternative" promossa da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia invita tutti i cittadini e le amministrazioni ad una serata di approfondimento della questione inceneritore in base agli ultimi avvenimenti:
-Proiezione del breve film "La storia delle cose" (di Annie Leonard);
-Aggiornamento sulle AZIONI LEGALI intraprese dal comitato per la questione inceneritore;
-relazione sulla situazione per niente consolante dei controlli ARPAT e delle analisi compiute dalla ASL sulla diossina.
-Partenza di una NUOVA RACCOLTA DI FIRME: per pretendere SUBITO la BONIFICA del territorio circostante l'inceneritore della Versilia, e tutte LE ANALISI NECESSARIE per capire quali siano state le ricadute sul territorio di questo inceneritore e di quello precedente
-annuncio della vertenza nazionale, supportata dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, contro l'imbroglio dei sussidi all'incenerimento, i cip6 (prima nelle nostre bollette distinti dalla voce A3, ora "spariti", ma ugualmente pagati da tutti noi, con il 7% di ogni pagamento).
- per festeggiare la Raccolta Porta a Porta ottenuta a Pietrasanta grazie alla petizione di oltre 2500 firme, fatta in pochi giorni, durante il mese di settembre, una vittoria del Coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa e di tutti i cittadini che hanno dato il loro contributo.
ULTIME NOTIZIE:all'incontro sarrano presenti anche Paul Connet, Rossano Ercolini,dott.Angotzi direttore dell'Asl Versilia, dott.ssa Cavallaro ass.ambiente della provincia di Lucca

Etichette: , , , , , , ,

giovedì 27 novembre 2008

Non perdere il treno

Ecco una riflessione di un utente della rete e cittadino di Viareggio.

Il quattordici dicembre entrerà in vigore il nuovo orario ferroviario. Con alcune sorprese. Infatti Trenitalia ha trovato un modo tutto suo per confezionare la sua strenna natalizia alla nostra città.

Da quel giorno, infatti, scomparirà dal tabellone degli orari l’unico convoglio Eurostar in transito sulla linea Genova – Roma. Questa scomparsa riguarda la sosta nella nostra stazione. Perché altrove, invece, continuerà a fermarsi…
Lo stesso giorno sarà cancellata l’unica relazione internazionale rimasta (dopo che erano stati persi negli anni passati gli eurocity per Nizza, Barcellona, Parigi): l’Eurocity 175/176 “Cisalpino” per Zurigo, con importanti coincidenze a Milano per Parigi e Basilea.
Sulla linea tirrenica, tra gli altri, entrerà in esercizio un nuovo tipo di treno, l’”Eurostar City”, una via di mezzo fra i tradizionali convogli Intercity e gli Eurostar veri e propri (che dovrebbero essere il fiore all’occhiello delle nostre Ferrovie).

Questa nuova relazione, identificata con i numeri 9798/9799, farà sosta nella stazione di Viareggio alle 17:15 nel suo tragitto in direzione nord. A conferma della schizofrenia degli estensori degli orari, non si fermerà invece nel suo tragitto in direzione sud: lo stesso treno ci passerà sotto il naso quando viaggerà in direzione di Roma. Il convoglio in oggetto si fermerà invece a Follonica (dove effettuerà il servizio viaggiatori in entrambe le direzioni, sia all’andata che al ritorno). Nessuno nutre dell’astio nei confronti di questa ridente cittadina della Riviera degli Etruschi, a parte certe rivalità sportive. Si può però notare che a Follonica risiedono circa un terzo degli abitanti di Viareggio. Evidentemente, per le ferrovie e per gli estensori dei loro orari, per fare un follonichese ci vogliono all’incirca tre viareggini.

Queste e altre amenità si scoprono facendo alcune ricerche sul sito di Trenitalia, impostando sull’orario una data successiva al prossimo 14 Dicembre. Io faccio appello a chi credo sensibile a questi temi. Non si tratta, vedete, di una questione di prestigio o di grandeur, per cui si vuole che la nostra stazione sia quella dove fanno sosta tutti i treni del mondo. Ma viviamo in una località che è costantemente sepolta dal traffico privato. Come si fa a qualificare l’offerta turistica se non si contrasta l’idea che la gente deve arrivare sempre e solo in auto in un luogo dove si trovano vetture parcheggiate in ogni modo e in ogni posto disponibile, sui marciapiedi, nelle piazze, sugli incroci sino a impedire la svolta ai veicoli in movimento? Ho amici in Francia e in Germania, Paesi dove le culture della mobilità e del rispetto sono migliori e più avanzate di quanto non lo siano da noi. Lì, con una rete ferroviaria adeguata e moderna si viaggia molto volentieri coi TGV e con gli ICE.

Ma, senza guardare all’estero, vi faccio notare che la Riviera Romagnola è servita con fior di Eurostar e da treni che arrivano sin da tutto il nord Europa. Esistono servizi treno più auto che consentono ai cittadini tedeschi, olandesi, scandinavi, eccetera di raggiungere quelle località con la propria vettura al seguito, imbarcata sui carri - bisarca, senza guidare per migliaia di chilometri, dormendo in vagone letto. E’ un servizio che i turisti dell’Europa del Nord gradiscono moltissimo.

Forse voi credete che questi servizi siano piovuti lì per qualche intercessione divina? O forse sono state messe in atto scelte adeguate da politici attenti agli interessi generali della loro area di competenza? Perdere il treno è un altro segno della decadenza di Viareggio. La nostra stazione è quella di riferimento per il traffico ferroviario a lunga percorrenza dell’intero comprensorio. Fatto di sette comuni. E quindi copre un bacino di oltre centosessantamila abitanti. Insieme a quella di Pisa, è il punto di connessione con la linea tirrenica per i viaggiatori che provengono da Lucca e dalla sua Piana, rappresentando anche il termine di linea della ferrovia Firenze – Prato – Pistoia – Lucca – Viareggio.

Ci sarà qualcuno che storce il naso pensando ai turisti un po’ ciabattoni che arrivano le domeniche d’estate coi treni regionali. Anche se questi non andrebbero poi snobbati più di tanto, visto che comunque si astengono dall’intasare strombazzando i nostri viali a mare. Ma se si vuole riqualificare l’offerta turistica, ogni mezzo per decongestionare e disinquinare la città è essenziale. Visto che è afflitta da un traffico di livello metropolitano, sommersa da auto in sosta in ogni dove, promuovere il trasporto pubblico diventa un’esigenza primaria. In primo luogo quello ferroviario.

L’assenza di un’offerta adeguata e il taglio ulteriore dei servizi vanno nella direzione contraria. Impedendo di arrivare a Viareggio in Eurostar o di vendere dei pacchetti di viaggio dalle capitali Nordeuropee con servizi adeguati. Come si fa a invertire la tendenza in atto? Cosa dicono il Sindaco, i sodali viareggini e versiliesi del ministro dei trasporti Matteoli, cosa dice l’APT, cosa dicono gli assessorati provinciali al turismo, cosa propongono quelli regionali? Afasia istituzionale…
Andrea Pieraccini

Etichette: , , , ,

mercoledì 26 novembre 2008

Operazione trasparenza VI

Due comunicati giunti ai Grilli Versiliesi.

Come l'ARPAT anche la ASL non ha fatto i controlli che noi cittadini, e le amministrazioni sicuramente, pensiamo siano necessarie per la tutela della nostra salute. La ASL ci ha precisato che questa mancanza non è dipesa da una loro scelta, gli studi approfonditi per capire quali sono state le conseguenze dell'inceneritore sugli animali e sugli abitanti versiliesi, non sono state mai veramente richieste e finanziate prima. Ma secondo quanto abbiamo appreso dai giornali, le analisi dei campioni alimentari che la ASL ha fatto dopo la seconda emissione di diossina di quest'anno, dovevano servire per chiarire se la diossina era ricaduta sul territorio, e con quale intensità. Da questo dipendeva la decisione se chiudere o no l'inceneritore. Sono stati presi 5 campioni: tre di latte ovino, uno di miele "favico" (con la cera) e uno di pesce (a proposito, dove sono i risultati delle analisi riguardanti il pesce? Sono tre mesi che le aspettiamo). Ma il direttore della USL, dott. Angotzi, durante la conferenza stampa del 29 Settembre ha chiaramente detto che i campioni "analizzati erano stati assegnati alla USL per un Piano Nazionale Residui e per un Piano Nazionale Alimentazione Animale, e solo "su concessione delle autorità preposte sono stati utilizzati anche per orientarli all'inceneritore. Il dott. Angotzi, parlando del piano d'indagine ha affermato chiaramente : “non è questo lo strumento…, se volete sapere qual è l'inquinamento da inceneritore, non è questo lo strumento, non è stato pensato per questo". Ma sui giornali abbiamo letto che le analisi erano andate bene, e nessuno ha smentito. Allora, tutti devono sapere che non era vero. A conclusione della relazione sulle analisi il dott. Angotzi scrive: "I risultati attuali, benché ampiamente sotto i limiti di legge, dimostrano che da valori inferiori ai limiti di sensibilità si è passati a valori misurabili. La strategia di campionamento dettata dal PNR non permette di valutare se questo aumento di concentrazioni è limitato all'area del termovalorizzatore o estesa a tutta la Versilia e rende difficile definire una correlazione assoluta ed univoca con le concentrazioni delle stesse sostanze in emissione dal termovalorizzatore. Si rende pertanto indispensabile un piano specifico ed approfondito per il monitoraggio della contaminazione ambientale da queste sostanze". Allora le certezze ancora non ci sono. Tutto però procede come se ci fossero: la Provincia aveva 120 giorni per approfondire la situazione, e, invece, in un mese ha dato il permesso con una Determina ai lavori di ristrutturazione dell'impianto. Perché? Perché non hanno aspettato? L'Assessore Maura Cavallaro, aveva assicurato che non ci sarebbe stata fretta nella procedura; proprio nella stessa conferenza stampa della AUSL. ci aveva detto che il piano di Veolia sarebbe stato presentato pubblicamente, che avrebbe chiamato i cittadini a pronunciarsi a riguardo. Niente di tutto questo. Per quanto riguarda le analisi future l'AUSL prevede due indagini epidemiologiche (previ autorizzazione da parte delle amministrazioni e finanziamenti): un controllo su cause di morte e un'indagine sui bambini alla nascita. Ma queste indagini richiederanno tempo e hanno già dei grossi limiti, come lo stesso dott.Angotzi ha spiegato: "quando mettiamo in campo indagini epidemiologiche, si sa dove si parte, si sa dove sono i limiti dell'indagine; ben difficilmente si riesce a sapere dove si arriva. In genere, purtroppo, come diceva la Dott.ssa Raffaelli, un'indagine è destinata ad essere approfondita". Cosa vuol dire per i cittadini? Che si faranno delle indagini, si sa quando partiranno, ma non si sa quando porteranno a dei risultati certi. Di nuovo ci troviamo di fronte a questo problema: come abbiamo già dichiarato, mancano le risorse finanziarie e umane per le analisi ARPAT, e mancano gli strumenti utili a sapere in tempi brevi e con certezza, le conseguenze da inquinamento per l'inceneritore della Versilia. La soluzione noi l'abbiamo: chiudiamo l'inceneritore per sempre; in questo modo, sia l'ARPAT, sia l'AUSL, avranno più risorse e più energie per ben altro. Noi, a questo punto, urliamo: basta prendere in giro i cittadini. Non vogliamo essere usati come cavie e dimostrare quando sarà troppo tardi per noi, quando cioè, ci ammaleremo in numero sempre più crescente, che l'inceneritore nuoce alla nostra salute. L'argomento è troppo serio: tante persone, adulti e bambini, si ammaleranno in forma più o meno grave, fino a rimetterci la vita! E' bene poi non dimenticare che nel terreno circostante l'inceneritore ci sono ben 150.000Mc di ceneri " (ARPAT già tre anni fa aveva segnalato all'amministrazione e a ERSU che era necessario fare dei controlli sulla tenuta della messa in sicurezza delle ceneri"da ARPAT già tre anni fa) e un'area di 3000 Mq da bonificare, non sappiamo con quale pericolo per le falde acquifere sottostanti. A questo punto, i cittadini devono prendere consapevolezza dell'esistenza certa di alternative all'incenerimento che in altre località italiane ed estere stanno portando ad ottimi risultati e devono allearsi per pretendere che sia fatta la bonifica promessa da 15 anni e mai realizzata, e le analisi, per capire quali ricadute abbiano avuto questo inceneritore e quello che c'era prima. Deve essere individuato un punto zero. Se, come dice l'AUSL, non ci sono gli elementi per tenere chiuso l'inceneritore, noi sosteniamo con forza che non ci sono nemmeno quelli per riconcederne la riapertura. Vogliamo la bonifica e le analisi ora, e non dopo l'eventuale riapertura dell'impianto che non vogliamo. Anche il sindaco Mallegni ha dichiarato su Rete Versilia che l'inceneritore non doveva essere proprio costruito, senza una totale bonifica. Gli chiediamo di pretenderla ora. Ma noi cittadini ci dobbiamo svegliare: siamo noi a dover pretendere le analisi subito.
Lunedì 1 Dicembre, in occasione della "Giornata mondiale contro l'incenerimento e per le alternative", a Pietrasanta, presso Sala dell'Annunziata, a S. Agostino, alle 21, sarà organizzata una serata per informare i cittadini sull'attività del comitato di queste ultime settimane, sulle azioni legali intraprese, sulla manifestazione che si ha intenzione di organizzare al più presto e sulla petizione che si farà firmare per chiedere le analisi e la bonifica subito.
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia

Vi giro la mail che ho inviato a canale 39 dopo essermi scandalizzata per quello che l'assessore stava dicendo in trasmissione a proposito della necessità dell'inceneritore della versilia per chiudere il ciclo dei rifiuti! E' completamente disinformato...
ciao
cinzia
L'assessore Cinquini ha parlato di termovalorizzatore, il termine esatto è inceneritore nessun altro paese ha coniato un termine diverso da inceneritore perchè in effetti la resa energetica ottenuta bruciando rifiuti non è tale da poterlo chiamare "valorizzatore". La stessa Comunità Europea li chiama inceneritori. L'assessore ha parlato del danno provocato dalle discariche che bruciano territorio e che poi lasciano colline come quella delle "Carbonaie". Gli vorrei chiedere perchè non ha parlato della collina che è situata presso l'inceneritore della Versilia che è stata formata dall'accumulo di ceneri e che non è stata interamente bonificata e la cui messa in sicurezza, a quanto comunicatoci da Arpat, non è stata sempre monitorata. Il Presidente di Sea, avv. Tucci ha parlato di alte percentuali di raccolta differenziata, con percentuali del 43% per Viareggio e del 35% per Camaiore, vorrei spiegare che il Decreto Ronchi del 97 prevedeva il raggiungimento del 35% al 2003, quindi le nostre amministrazioni sono in ritardo nel raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo TU ambientale prevede il raggiungimento di almeno il 45% entro il 2008, e vorrei evidenziare "almeno" che significa il minimo. L'altra inesattezza che è stata detta è che il ciclo dei rifiuti si chiude con l'inceneritore. E' una grave disinformazione che deriva sicuramente da mancanza di notizie al riguardo. Se l'assessore e il sindaco avessero partecipato alle numerose conferenze da noi organizzate con esperti del settore avrebbero sicuramente fornito un'opinione diversa. Il prof. Paul Connet, professore di biochimica all'Università St. Lawrence dello stato di New York e papabile candidato al Premio Nobel per la chimica per il 2008 è venuto diverse volte nel nostro territorio per spiegare la strategia Rifiuti Zero, che non prevede inceneritori e discariche, abbiamo inoltrato gli inviti a tutti gli amministratori. La dott.ssa Gentilini, oncologa ematologa è venuta pochi mesi fa a parlarci dei danni provocati alla salute e imputabili direttamente agli inceneritori. Sta seguendo, come perito di parte, proprio in questi giorni, il processo di Forlì dove si discute della presenza nelle cellule tumorali di un bambino di una sostanza (tungsteno) emessa dall'impianto che è situato nei pressi della sua abitazione. Gli inceneritori, come attestano numerosi studi scientifici, nuociono gravemente alla salute, anche se monitorati. Non riducono il volume dei rifiuti anzi li moltiplicano, bruciano, oltre ai rifiuti, tante altre risorse aggiunte durante il processo quali carboni, acqua, metano, ecc ed emettono una grande quantità di fumi contenenti particolato. Se ad oggi siamo con questi quantitativi di rifiuti e con un trend in crescita significa che negli anni le amministrazioni non hanno adempiuto agli obbligli di legge. La legge comunitaria, recepita dalla normativa nazionale, prevede in primo luogo Riduzione, Riciclo, Riuso. Le politiche di raccolta differenziata porta a porta, dove applicate, hanno raggiunto percentuali più alte dell'80%, quindi in discarica mandano uno stabilizzato, non tossico, inferiore al 20% e sempre in diminuzione. Anche con i numeri che ha fornito l'Assessore, si rileva che noi con l'inceneritore mandiamo in discarica un 60% oltre a ceneri,scorie e fangli tossici che residuano dall'impianto. Il rifiuto si riduce con pratiche sostenibili, si devono costruire impianti per il riciclo dell'organico e dei materiali. Perchè l'Assessore non ha parlato della mancanza di analisi e monitoraggi presso l'inceneritore, dei controlli che finora sono stati autocontrolli del gestore stesso e della mancanza di fondi per il futuro per un sistema di controlli esterno? Faccio parte dell'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e abbiamo chiesto da più di due mesi un incontro al Sindaco Lunardini con tutti gli altri Sindaci affinchè diano risposta alle nostre domande, e malgrado la recente e moderna normativa sulla partecipazione, non ci è stato ancora possibile ottenere quest'incontro. Siamo sempre disponibili ad un corretto dialogo e a organizzare incontri tra gli amministratori e i nostri tecnici ed esperti.
Cordiali saluti,
cinzia

P.S. Ricordiamo a tutti che domenica 30 novembre dalle ore 10.00 in passeggiata sarà presente un banchetto informativo dei Grilli Versiliesi, maggiori informazioni QUI.

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

martedì 18 novembre 2008

L'INCENERITORE SU RETE VERSILIA




- Questa sera su Rete Versilia alle 21:30 potrete vedere il programma in diretta "Carte in tavola", condotto da Andrea Montanesi. La puntata avrà come argomento l'inceneritore della Versilia. Saranno presenti:
alcuni membri del nostro comitato (l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia), il sindaco di Seravezza, Ettore Neri, il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, il sindaco di Massarosa, Fabrizio Larini.


- Colgo l'occasione di mandarvi anche questo comunicato che, una volta integrato di altri dettagli, sarà dato ai giornalisti:

E’ bene che i cittadini sappiano che i controlli adeguati per l’ inceneritore non ci sono stati, non ci sono e non ci saranno mai, (perché mancano le risorse, sia umane che finanziarie per attuarli).
Dopo aver assistito e partecipato al Forum provinciale dell’ARPAT dello scorso 14 ottobre, il 12 Novembre siamo andati a Firenze, al Forum regionale dell’ARPAT, per capire quali saranno i miglioramenti che si apporteranno all’interno dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente. Per riassumere, citiamo le parole già riportate nella seconda diapositiva che il Responsabile del Dipartimento provinciale ARPAT di Lucca, Marco Pellegrini, presentò il 14 ottobre:“Una sconfortante premessa: la capacità di risposta del Dipartimento e dell’Agenzia in generale è fortemente inferiore alle richieste. E’ improbabile che le risorse in futuro aumentino, è possibile che diminuiscano. E’ quindi necessario aumentare la nostra efficienza.”.
Ma è solo l’ARPAT che deve fare i controlli e valutare l’inquinamento, e che, per ricondurre tutto alla nostra situazione in Versilia, deve controllare l’inceneritore di Falascaia e valutare l’inquinamento da esso derivante. Quanto è accaduto (gli sforamenti per anni di monossido di carbonio, e forse di diossina, ora oggetto d'indagine della Procura) dimostra senza dubbio quanto i controlli siano stati insufficienti e inadeguati. Lo stesso dott. Pellegrini ci ha confessato :”Tutti gli impianti sono da controllare due volte all’anno e non ce la facciamo”.
Di fronte a questa impossibilità di adempiere alle norme sul controllo, l’agenzia ha da tempo usato, e ha dichiarato che userà sempre più, l’autocontrollo; questo vuol dire che il gestore dell’impianto, che dovrebbe essere controllato, fa il controllo di se stesso, e, solo periodicamente, sarà controllato dall’ARPAT. Sull’autocontrollo, il dott. Pieroni della USL, Responsabile dell’Igiene e della Sanità pubblica, al forum del 14 ottobre, ha dichiarato: “è necessario un livello di verifiche tali che sia sufficiente a poter tener sotto controllo gli autocontrolli; se le verifiche sono troppo poche o addirittura assenti, poi finisce come purtroppo è successo, esperienza recente, sul nostro territorio. Questa è una cosa importantissima e io credo che, su questo, l’ARPAT si debba impegnare fortemente”. E in seguito, il dott. Pieroni ha ancora detto “a mio avviso è importante che vengano aumentati i controlli sia sulle emissioni dell’impianto di Falascaia, per essere chiari, sia anche sulle ricadute sul territorio. In questo senso le delibere regionali sul controllo degli impianti di incenerimento è già superata perché la delibera prevede un numero di controlli troppo limitato rispetto agli autocontrolli”.
Ma, ora sappiamo, che non ci sono le risorse per migliorare questo stato di cose.
Noi cittadini, cosa dobbiamo capire una volta per tutte? Che non ci saranno mai controlli adeguati al nostro inceneritore, e che la nostra salute, per quanto riguarda i danni che un impianto del genere può provocare, non potrà essere salvaguardata.
Intanto, però, la Provincia (senza consultarci, come invece, l’Ass. Maura Cavallaio, durante la conferenza stampa della USL ci aveva promesso) il 31 Ottobre ha autorizzato Veolia a fare i lavori sull’impianto, che così riaprirà tra qualche settimana…
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia.

A questo comunicato, aggiungo che il Dott. Pellegrini, alla fine del Forum del 14 Ottobre affermò (e noi abbiamo la registrazione): "quando so che da noi ci saranno 4000 emissioni in atmosfera e so che ne vengono guardate, a parte Falascaia e qualche altra, 4 o 5 l’anno, e sono sempre le stesse, cosa so delle altre 3900 ?"Di fronte a questi numeri, a parte lo sconcerto, resta da realizzare, che neanche raddoppiando le risorse economiche ed umane dell'ARPAT si avranno i controlli adeguati, e, inoltre, che gli inceneritori "risucchiano" troppe risorse, a discapito di tutto il resto che esiste sul territorio e che dovrebbe essere controllato in ugual misura. Anche per questo, gli inceneritori vanno chiusi. rifiuti ambiente inceneritore inceniritore inceneritore rifiuti ambiente raccolta differenziata raccolta differenziata

Etichette: , , , , , ,

giovedì 6 novembre 2008

Operazione trasparenza IV


Ci è giunta questa importante comunicazione che pubblichiamo, riguarda il bene di tutti. Leggete e diffondete, per capire a chi ci siamo affidati...


Relazione sintetica della commissione consiliare cultura del Comune di Viareggio del 05/11/08
L'orario d'inizio comunicatoci era sbagliato, pertanto sono entrato, insieme ai resp. cgil, dopo 30min. dall'inizio e sono stato l'unico del comitato genitori presente poichè altri sono arrivati giustamente all'orario comunicatoci. Purtroppo non vi so dire con esattezza chi fossero i presenti, sicuramente l'Ass. Prov.le e l'Ass. Pistoia, la presidentessa della commiss. che mi han detto essere di AN, un'altra di maggioranza ex maestra in pensione (credo di F.I.) una di Rifondaz (Lazzerini), e credo uno del PD, la preside del nautico, due prof. del Marconi una del Galilei e Giovanna Guastini della Cgil e forse qualcun altro che non ho potuto identificare. Essendo solo, mi sono qualificato come rappresentante del comitato dei genitori Versiliesi (pur non essendo padre e nemmeno Versiliese ;-))

Al di là dei singoli interventi, basta e avanza riferirvi un unico episodio. Dopo alcuni minuti che la sig.ra Guastini esponeva (in maniera molto chiara e oggettiva) i contenuti del piano programmatico del Miur, le facce dei consiglieri della maggioranza, si facevano sempre più sbigottite.
Ad un certo punto è stata posta la seguente domanda:
"ma quel foglio che sta leggendo cos'è, e dove l'ha preso?"
A quanto pare nessun consigliere (x lo meno quelli della maggioranza) sapeva dell'esistenza del piano programmatico.
Inutile dire che io, i sindacati e i docenti presenti, avevamo ognuno la nostra copia sottolineata e consunta.
La Cgil ha fornito al Comune, copia di tale documento.
Al che la Guastini ha posto la domanda che orbitava inevitabilmente in tutte le nostre teste.
"Ma se non avete letto i contenuti completi della -riforma- su cosa vi siete documentati per parlarne in commissione?"
Risposta disarmante... "dalla televisione"

Non credo sia necessario andare oltre... Uscendo dal Comune sono stato tentato di andare a ReteVersilia a farmi intervistare da Lucarini, in un paese normale l'opposizione chiederebbe le dimissioni di questa gente... Ma non credo che atti eclatanti possano esserci così d'aiuto ora, se sono disposti ad ascoltarci... La cosa positiva è che gli è caduto il mondo addosso, si sono resi conto solo ora che il problema esiste eccome, che i facinorosi strumentalizzatori di minori e indottrinati dalla sinistra forse forse tutti i torti non li hanno...
Si sono resi conto che il LORO governo stavolta gliel'ha combinata grossa e che ora le rogne sono TUTTE le loro e che su questo campo la posta in gioco è alta, altro che piano della sosta!
CHE DOBBIAMO FARE ORA? Non solo informare i cittadini, ma pure gli enti locali a quanto pare...

IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO SI TERRA' MARTEDI' PROSSIMO ALLE ORE 16,00

Mi sono lamentato dell'orario indecente e mi è stato risposto che lo hanno fatto per venire incontro alle esigenze degli studenti minorenni e che ormai non si può più cambiare... mi sono morso la lingua x non diventare offensivo.
Massima partecipazione a questo consiglio comunale: noi abbiamo le idee chiarissime, loro hanno solo 5 giorni per raccapezzarsi.
Possiamo fare tutti gli interventi che vogliamo, della durata di 10min circa, ma è meglio se ci presentiamo come gruppo con mozioni unitarie lette da un portavoce.
Sarebbe necessario preparare almeno delle bozze x essere chiari coincisi e non dimenticarsi nulla.
E' altresì importantissimo divulgare la notizia a chiunque stia dalla nostra parte.
Erika si sta muovendo per far intervenire qualcuno che abbia titolo per parlare seriamente di pedagogia e smontare le balle del maestro unico figura di riferimento e meno tempo = più qualità, ma chiunque abbia idee o conosca qualcuno, si attivi subito.
Secondo noi è necessario contattare oltre che dirigenti scolastici, soprattutto anche tutte le associazioni di categoria (cna federalberghi confesercenti ecc) e a tutela del consumatore e delle famiglie, x dimostrare, ad esempio, che la riduzione del tempo pieno creerà enormi problemi sociali ed economici a tutte le categorie di persone, siano esse commercianti, operai, artigiani, albergatori, nonni... anche perchè un'altra brillante osservazione dei consiglieri di maggioranza è stata: "ma a Viareggio non ci saranno mica tante famiglie ad aver bisogno del tempo pieno, non ci saranno mica tante famiglie in cui al pomeriggio la mamma è a casa o male che vada i nonni che fanno?" Al di la delle strumentalizzazioni forse è meglio tenere i contatti con i sindacati e i partiti di opposizione, per il conseguimento di interessi comuni, basta non farsi prevaricare.
ciao
grazie
Juri (ed Erika - scuola primaria Lambruschini)

P.S. chi non l'avesse ancora visto si scarichi il dossier "tutte le bugie della sinistra sulla scuola e università" a questo link giusto per farsi quattro risate.

Vi aspettiamo numerosi martedì 11 novembre alle ore 16,00. Sala del consiglio comunale, municipio di Viareggio, Piazza Nieri e Paolini 3.

Etichette: , , , , , , , ,

martedì 4 novembre 2008

come ti privatizzo...l'acqua!!!!

ACQUA IN BOCCA - VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA
di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia) - 16 Ottobre 2008
Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica [in parte già regolamentata legge Galli, n. 36 del 1994 ndr.]. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis della legge 133 del ministro Tremonti [che regolamenta anche i tagli all'università ndr.] che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) [e l'inceneritore di Pietrasanta ndr.] ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L´acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Ecco uno stralcio della legge, consultabile integralmente
qui

Art. 23-bis.

Servizi pubblici locali di rilevanza economica

1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche' di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili. 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.
[...]

5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.
[...]

Etichette: , , , , ,

mercoledì 15 ottobre 2008

Politica...Chi è Costei?


Politica..."Città" ed "Arte" insieme."L'arte di governare gli stati", le "Polis".Però bisognerebbe ricordarsi del materiale con cui sono fatte queste queste "Polis"... di case? di strade? di "politici"?No, la materia con cui sono fatte le polis sono i cittadini,i "politi".
"Polita" è l'individuo che agisce in nome della collettività, che si preoccupa dell'interesse pubblico.E' il punto più alto della società.
In basso, in fondo a questa scala ideale di valori giace la figura opposta al polita: lo "Idion", colui che si disinteressa della collettività, che si preoccupa solo ed esclusivamente del suo interesse... lo "Idion", ovvero l'Idiota,ha un atteggiamento talmente aberrante nei confronti della società che il termine stesso ha poi assunto il significato di "uomo di corto intendimento".

Etichette: ,

venerdì 18 luglio 2008

E NOI PAGHIAMO



Molti cittadini non sanno che esiste una legge,esattamente il DLGS152/2006,il cui Art.205 cita testualmente ai commi 1 e 3:

1. In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:

a) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;

b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008;

c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.

3. Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, e' applicata un'addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autorità d'ambito, istituito dall'articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l'onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni.

In Parole povere,i comuni,quindi i cittadini,quindi noi,che non raggiungono gli obbiettivi minimi prefissati per legge,si vedranno salassare il portafoglio con un aumento della tassa dei rifiuti del 20%.
Vediamo come siamo messi in Versilia con dati aggiornati a maggio 2008 (fonte ATO2)

Forte dei Marmi 39%
Seravezza 36%
Viareggio 33%
Pietrasanta 31%
Massarosa 26%
Camaiore 23%
Stazzema 7%

Quindi? è vero,sono solo dati provvisori,ma il 45% a fine anno non lo raggiungeremo mai.
Ringrazio vivamente tutti i politici,i dirigenti e le società municipalizzate per questo
risultato.
E NOI PAGHIAMO!!!!!!!!!!!sic

Etichette: , ,

mercoledì 9 luglio 2008

Binario morto


La situazione delle ferrovie a livello nazionale è più o meno disastrosa, Toscana e Versilia non fanno eccezione.
Il treno è uno tra i mezzi di spostamento teoricamente più economici, veloci e puliti (inteso come eco-compatibili) che ci sia. Tutto questo ovviamente sulla carta. Basta andare alla stazione e provare a prendere un qualsiasi treno per rendersene conto.

Un biglietto di sola andata di seconda classe per un viaggio nella fascia dei 30 chilometri (Lucca, Pisa, Massa per intenderci) con un treno regionale ha il costo di 2.40 euro. Questo significa che 5 persone spendono 24 euro tra andata e ritorno per fare i 22 chilometri che separano Viareggio da Pisa o da Lucca. Con quella cifra con un utilitaria dai consumi medi si fa due volte quel tragitto e una macchina a metano fa 10 volte tanto. Le tariffe sono tra le meno care d’Europa? Anche la qualità del servizio e gli stipendi sono tra le peggiori d’Europa.
Il treno non è quindi economico. Anche se c’è da dire che un abbonamento mensile (che interessa studenti e pendolari) permette ancora buoni risparmi.

Sempre per il solito tragitto con il treno si dovrebbero impiegare circa 17 minuti, una sciocchezza se comparati alle code e agli stress che si affrontano viaggiando in automobile.
Quando però poi il treno fra ritardi vari, guasti, problemi di “sovraffollamento” e lavori sulla linea ne impiega invece 40 o più allora si rimpiange ancora più amaramente di non aver preso una macchina.
Il treno non è quindi veloce o almeno non lo è sempre.

Resta come ultima difesa quella dell’ecocompatibilità e qui almeno non si può dire niente. Le automobili e i pullman viaggiano utilizzando motori a combustione e portando pochi passeggeri, i treni hanno motori elettrici e portano un gran numero di passeggeri. Certo l’elettricità è prodotta generando inquinamento, ma se si ripartiscono le emissioni inquinanti per ogni passeggero di un treno per pendolari piuttosto che per una vettura o un pullman la cifra è risibile. Inoltre l’inquinamento è delocalizzato nei luoghi di produzione dell’energia, mentre i veicoli a combustione interna lo portano direttamente nei centri cittadini.

Sulle comodità di un viaggio in treno è meglio non soffermarsi troppo, è come sparare sulla croce rossa. A meno di prendere un Eurostar (con le dovute eccezioni) e spendere cifre astronomiche, nessun treno soddisfa minimamente le condizioni basilari di decenza. Pochi posti a sedere, bagni spesso inagibili o disastrati, sporcizia ovunque, caldo afoso d’estate e gelo d’inverno; insomma carri bestiame.
I treni che viaggiano fra Pisa e La Spezia e alcuni di quelli che percorrono la tratta Viareggio-Firenze, quelli che portano un gran numero di studenti e pendolari ogni giorno e anche turisti nei periodi propizi, sono tra i peggiori della regione. Spesso risalgono alla fine degli anni ’70 e hanno subito un po’ di “maquillage” a metà anni ’90. Insomma è 30 anni che sono sulla piazza.
Migliaia di persone ogni giorno sono costrette a spostarsi su queste cariatidi viaggianti, spesso in piedi per lunghi tratti. La gente non ne può più e non ci si può certo scandalizzare se qualcuno si rifiuta di pagare il biglietto, deve essere chiaro che questa pratica è criminosa e peggiora ulteriormente le condizioni ma è generata principalmente dallo scontento prodotto da questa situazione. Aggiungendoci poi che i controlli sono pressoché inesistenti si capiscono molte cose.

Le liberalizzazione si pensava portassero qualche beneficio, di fatto hanno creato un monopolio.
Oltretutto l’azienda che detiene questo monopolio peggiora continuamente la situazione, tagli al personale, tagli nei treni regionali, tagli nella manutenzione. Presto le biglietterie di tutte gli scali della Versilia saranno automatizzate, le stazioni diverranno luoghi ancora meno sorvegliati e quindi meno sicuri. Il prossimo anno potrebbero esserci anche dei tagli sui treni, così turisti, studenti e lavoratori dovranno subire ancora altri disagi ogni giorno. I controllori sono già scomparsi da un pezzo, specie estinta con buona pace di chi ogni giorno viaggia a scrocco mentre gli altri pagano.

L’unica fortuna delle ferrovie è il caro petrolio. La gente se vuole spostarsi, specialmente se lo fa spesso o per lunghi tratte è costretta a prendere il treno, ma un’azienda seria non si può basare unicamente sugli andamenti di borsa del greggio per stabilire la propria strategia.

Servono investimenti, in Toscana sono sicuramente una priorità se si vuole raggiungere quella mobilità sostenibile tanto sbandierata dai politici locali. Anche il turismo rischia in parte di essere compromesso dalle scelte scellerate delle Ferrovie dello Stato.
Sindaci, presidenti di provincia e di regione devono mobilitarsi, fare pressione, intervenire. Ma anche i cittadini possono e devono fare qualcosa, basta anche un’azione semplice come una mail di protesta. Più saranno e meglio sarà per tutti.
La TAV può anche essere una priorità, è pur sempre un progetto europeo, ma lo sono anche il ponte sullo Stretto di Messina e le altre “grandi opere”? Non c’è proprio un criterio per impegnare in modo migliore quei miliardi di euro?
Il tratto Viareggio-Pistoia è ancora mono binario, la Garfagnana e il Senese non hanno le linee elettrificate, il materiale rotabile è vecchio, i guasti all’ordine del giorno, le stessa sicurezza è compromessa, ma le ferrovie vogliono entrare o no nel ventunesimo secolo?

Etichette: , , ,