mercoledì 9 luglio 2008

Binario morto


La situazione delle ferrovie a livello nazionale è più o meno disastrosa, Toscana e Versilia non fanno eccezione.
Il treno è uno tra i mezzi di spostamento teoricamente più economici, veloci e puliti (inteso come eco-compatibili) che ci sia. Tutto questo ovviamente sulla carta. Basta andare alla stazione e provare a prendere un qualsiasi treno per rendersene conto.

Un biglietto di sola andata di seconda classe per un viaggio nella fascia dei 30 chilometri (Lucca, Pisa, Massa per intenderci) con un treno regionale ha il costo di 2.40 euro. Questo significa che 5 persone spendono 24 euro tra andata e ritorno per fare i 22 chilometri che separano Viareggio da Pisa o da Lucca. Con quella cifra con un utilitaria dai consumi medi si fa due volte quel tragitto e una macchina a metano fa 10 volte tanto. Le tariffe sono tra le meno care d’Europa? Anche la qualità del servizio e gli stipendi sono tra le peggiori d’Europa.
Il treno non è quindi economico. Anche se c’è da dire che un abbonamento mensile (che interessa studenti e pendolari) permette ancora buoni risparmi.

Sempre per il solito tragitto con il treno si dovrebbero impiegare circa 17 minuti, una sciocchezza se comparati alle code e agli stress che si affrontano viaggiando in automobile.
Quando però poi il treno fra ritardi vari, guasti, problemi di “sovraffollamento” e lavori sulla linea ne impiega invece 40 o più allora si rimpiange ancora più amaramente di non aver preso una macchina.
Il treno non è quindi veloce o almeno non lo è sempre.

Resta come ultima difesa quella dell’ecocompatibilità e qui almeno non si può dire niente. Le automobili e i pullman viaggiano utilizzando motori a combustione e portando pochi passeggeri, i treni hanno motori elettrici e portano un gran numero di passeggeri. Certo l’elettricità è prodotta generando inquinamento, ma se si ripartiscono le emissioni inquinanti per ogni passeggero di un treno per pendolari piuttosto che per una vettura o un pullman la cifra è risibile. Inoltre l’inquinamento è delocalizzato nei luoghi di produzione dell’energia, mentre i veicoli a combustione interna lo portano direttamente nei centri cittadini.

Sulle comodità di un viaggio in treno è meglio non soffermarsi troppo, è come sparare sulla croce rossa. A meno di prendere un Eurostar (con le dovute eccezioni) e spendere cifre astronomiche, nessun treno soddisfa minimamente le condizioni basilari di decenza. Pochi posti a sedere, bagni spesso inagibili o disastrati, sporcizia ovunque, caldo afoso d’estate e gelo d’inverno; insomma carri bestiame.
I treni che viaggiano fra Pisa e La Spezia e alcuni di quelli che percorrono la tratta Viareggio-Firenze, quelli che portano un gran numero di studenti e pendolari ogni giorno e anche turisti nei periodi propizi, sono tra i peggiori della regione. Spesso risalgono alla fine degli anni ’70 e hanno subito un po’ di “maquillage” a metà anni ’90. Insomma è 30 anni che sono sulla piazza.
Migliaia di persone ogni giorno sono costrette a spostarsi su queste cariatidi viaggianti, spesso in piedi per lunghi tratti. La gente non ne può più e non ci si può certo scandalizzare se qualcuno si rifiuta di pagare il biglietto, deve essere chiaro che questa pratica è criminosa e peggiora ulteriormente le condizioni ma è generata principalmente dallo scontento prodotto da questa situazione. Aggiungendoci poi che i controlli sono pressoché inesistenti si capiscono molte cose.

Le liberalizzazione si pensava portassero qualche beneficio, di fatto hanno creato un monopolio.
Oltretutto l’azienda che detiene questo monopolio peggiora continuamente la situazione, tagli al personale, tagli nei treni regionali, tagli nella manutenzione. Presto le biglietterie di tutte gli scali della Versilia saranno automatizzate, le stazioni diverranno luoghi ancora meno sorvegliati e quindi meno sicuri. Il prossimo anno potrebbero esserci anche dei tagli sui treni, così turisti, studenti e lavoratori dovranno subire ancora altri disagi ogni giorno. I controllori sono già scomparsi da un pezzo, specie estinta con buona pace di chi ogni giorno viaggia a scrocco mentre gli altri pagano.

L’unica fortuna delle ferrovie è il caro petrolio. La gente se vuole spostarsi, specialmente se lo fa spesso o per lunghi tratte è costretta a prendere il treno, ma un’azienda seria non si può basare unicamente sugli andamenti di borsa del greggio per stabilire la propria strategia.

Servono investimenti, in Toscana sono sicuramente una priorità se si vuole raggiungere quella mobilità sostenibile tanto sbandierata dai politici locali. Anche il turismo rischia in parte di essere compromesso dalle scelte scellerate delle Ferrovie dello Stato.
Sindaci, presidenti di provincia e di regione devono mobilitarsi, fare pressione, intervenire. Ma anche i cittadini possono e devono fare qualcosa, basta anche un’azione semplice come una mail di protesta. Più saranno e meglio sarà per tutti.
La TAV può anche essere una priorità, è pur sempre un progetto europeo, ma lo sono anche il ponte sullo Stretto di Messina e le altre “grandi opere”? Non c’è proprio un criterio per impegnare in modo migliore quei miliardi di euro?
Il tratto Viareggio-Pistoia è ancora mono binario, la Garfagnana e il Senese non hanno le linee elettrificate, il materiale rotabile è vecchio, i guasti all’ordine del giorno, le stessa sicurezza è compromessa, ma le ferrovie vogliono entrare o no nel ventunesimo secolo?

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3 Commenti:

Anonymous andrea capovani ha detto...

il tema di questo post mi riguardava personalmente fino a poco tempo fa... la situazione dei treni in italia e soprattutto della tratta spezia-pisa è disastrosa. costi, ritardi, sporcizia, temperatura... non c'è niente che funzioni a dovere! e pensare che se i mezzi pubblici fossero valorizzati ed incentivati si potrebbero risolvere molti problemi e ridurre enormemente il traffico urbano...

9 luglio 2008 alle ore 21:23  
Anonymous Anonymous ha detto...

E intanto corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre verso la morte
e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice,

guy fawkes

10 luglio 2008 alle ore 15:50  
Anonymous Max Bertoni ha detto...

Guido Fawkes (13 aprile 1570 - 31 gennaio 1606), comunemente noto come Guy Fawkes (talvolta scritto anche come Faukes o Faux), che utilizzava anche lo pseudonimo John Johnson, era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un'esplosione il re Giacomo I d'Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese mentre erano riuniti nella Camera dei Lord per l'apertura delle sessioni parlamentari dell'anno 1605.

Chi sei o anonimo cospiratore?

10 luglio 2008 alle ore 17:27  

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