venerdì 27 giugno 2008

Scandalo a corte


In queste settimane si sono sprecati elogi per le grandi opere versiliesi. In una quindicina di giorni sono stati inaugurati i pontili di Lido di Camaiore e Tonfano.
Bisogna ammetterlo, il pontile di Lido è inattaccabile sotto quasi qualsiasi punto di vista, esteticamente leggero, costruito con materiali resistenti, a basso impatto ambientale eccetera.
Quello del Tonfano forse un po' meno bello (ma si tratta di pareri soggettivi) e che ha incontrato difficoltà maggiori nella fase di realizzazione.
Entrambi comunque sono costati parecchio alla collettività, diversi milioni di euro a Pietrasanta o la cessione per parecchi anni dei diritti su piazze e parcheggi a Camaiore.
I vantaggi che portano sono comunque ancora tutti da valutare, indubbiamente turisti e residenti apprezzano e poi perché no, queste opere potrebbero far pendere il piatto della bilancia sulla scelta di un luogo dove trascorrere le vacanze dalla parte dei comuni che li hanno realizzati e comunque rivitalizzano e portando molte personele zone dove sono stati costruiti, aumentandone così il giro d'affari.
E il resto?
Quanto costerà la manutenzione delle due strutture alla collettività?
Il pontile di Lido, vuoi per il caldo, vuoi per il grande afflusso di persone, mostra già i primi segni di cedimento e la copertura presenta evidenti crepe e sbollature. I denari necessari al suo mantenimento, anche straordinario, sono stati conteggiati o no?

Queste sono le critiche che si possono muovere alle strutture in se, ma è di questi giorni uno scandalo ben più grave che coinvolge l'amministrazione camaiorese ed è legata alla costruzione del suddetto pontile.

La magistratura ha aperto infatti un indagine, denominata affari sporchi, in cui sono coinvolte circa 40 persone. Le accuse variano dalla corruzione alla turbativa d’asta, dal falso ideologico all’abuso d’ufficio. I nomi sono svariati: politici, architetti, imprenditori, segretari comunali, comandanti dei vigili urbani. Certo siamo solo all'inizio, l'inchiesta potrebbe allargarsi o tutto potrebbe finire in una bolla di sapone.
Una cosa però è certa: la politica versiliese, da Pietrasanta a Viareggio passando per Camaiore e chissà quante altre amministrazioni, è intrisa di una malcostume ormai imperante, dove contano più gli affari privati della res publica.
Emblematici sono i casi Mallegni e Viareggio Patrimonio.
E' chiaro che tale degenerazione della cosa pubblica non può più essere tollerata, la politica non è una forma di guadagno personale, la politica è un servizio civile che gli uomini offrono ai cittadini.
Tutti noi, privati cittadini, ogni giorno dobbiamo impegnarci affinchè questa degenerata "scuola di pensiero" venga abbandonata e si ritorni a fare politica seria e pulita.
Per questo è necessario vigilare, controllare ogni giorno i nostri "dipendenti", chiedere la trasparenza di bilanci e appalti e denunciare le irregolarità. Se non ci impegnamo tutti, se ci arrendiamo alla disillusione e bolliamo come qualunquista chiunque ci provi, non cambierà mai niente se non in peggio e la politica sarà sempre di più un mestiere per il lucro di pochi.

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