mercoledì 26 novembre 2008

Operazione trasparenza VI

Due comunicati giunti ai Grilli Versiliesi.

Come l'ARPAT anche la ASL non ha fatto i controlli che noi cittadini, e le amministrazioni sicuramente, pensiamo siano necessarie per la tutela della nostra salute. La ASL ci ha precisato che questa mancanza non è dipesa da una loro scelta, gli studi approfonditi per capire quali sono state le conseguenze dell'inceneritore sugli animali e sugli abitanti versiliesi, non sono state mai veramente richieste e finanziate prima. Ma secondo quanto abbiamo appreso dai giornali, le analisi dei campioni alimentari che la ASL ha fatto dopo la seconda emissione di diossina di quest'anno, dovevano servire per chiarire se la diossina era ricaduta sul territorio, e con quale intensità. Da questo dipendeva la decisione se chiudere o no l'inceneritore. Sono stati presi 5 campioni: tre di latte ovino, uno di miele "favico" (con la cera) e uno di pesce (a proposito, dove sono i risultati delle analisi riguardanti il pesce? Sono tre mesi che le aspettiamo). Ma il direttore della USL, dott. Angotzi, durante la conferenza stampa del 29 Settembre ha chiaramente detto che i campioni "analizzati erano stati assegnati alla USL per un Piano Nazionale Residui e per un Piano Nazionale Alimentazione Animale, e solo "su concessione delle autorità preposte sono stati utilizzati anche per orientarli all'inceneritore. Il dott. Angotzi, parlando del piano d'indagine ha affermato chiaramente : “non è questo lo strumento…, se volete sapere qual è l'inquinamento da inceneritore, non è questo lo strumento, non è stato pensato per questo". Ma sui giornali abbiamo letto che le analisi erano andate bene, e nessuno ha smentito. Allora, tutti devono sapere che non era vero. A conclusione della relazione sulle analisi il dott. Angotzi scrive: "I risultati attuali, benché ampiamente sotto i limiti di legge, dimostrano che da valori inferiori ai limiti di sensibilità si è passati a valori misurabili. La strategia di campionamento dettata dal PNR non permette di valutare se questo aumento di concentrazioni è limitato all'area del termovalorizzatore o estesa a tutta la Versilia e rende difficile definire una correlazione assoluta ed univoca con le concentrazioni delle stesse sostanze in emissione dal termovalorizzatore. Si rende pertanto indispensabile un piano specifico ed approfondito per il monitoraggio della contaminazione ambientale da queste sostanze". Allora le certezze ancora non ci sono. Tutto però procede come se ci fossero: la Provincia aveva 120 giorni per approfondire la situazione, e, invece, in un mese ha dato il permesso con una Determina ai lavori di ristrutturazione dell'impianto. Perché? Perché non hanno aspettato? L'Assessore Maura Cavallaro, aveva assicurato che non ci sarebbe stata fretta nella procedura; proprio nella stessa conferenza stampa della AUSL. ci aveva detto che il piano di Veolia sarebbe stato presentato pubblicamente, che avrebbe chiamato i cittadini a pronunciarsi a riguardo. Niente di tutto questo. Per quanto riguarda le analisi future l'AUSL prevede due indagini epidemiologiche (previ autorizzazione da parte delle amministrazioni e finanziamenti): un controllo su cause di morte e un'indagine sui bambini alla nascita. Ma queste indagini richiederanno tempo e hanno già dei grossi limiti, come lo stesso dott.Angotzi ha spiegato: "quando mettiamo in campo indagini epidemiologiche, si sa dove si parte, si sa dove sono i limiti dell'indagine; ben difficilmente si riesce a sapere dove si arriva. In genere, purtroppo, come diceva la Dott.ssa Raffaelli, un'indagine è destinata ad essere approfondita". Cosa vuol dire per i cittadini? Che si faranno delle indagini, si sa quando partiranno, ma non si sa quando porteranno a dei risultati certi. Di nuovo ci troviamo di fronte a questo problema: come abbiamo già dichiarato, mancano le risorse finanziarie e umane per le analisi ARPAT, e mancano gli strumenti utili a sapere in tempi brevi e con certezza, le conseguenze da inquinamento per l'inceneritore della Versilia. La soluzione noi l'abbiamo: chiudiamo l'inceneritore per sempre; in questo modo, sia l'ARPAT, sia l'AUSL, avranno più risorse e più energie per ben altro. Noi, a questo punto, urliamo: basta prendere in giro i cittadini. Non vogliamo essere usati come cavie e dimostrare quando sarà troppo tardi per noi, quando cioè, ci ammaleremo in numero sempre più crescente, che l'inceneritore nuoce alla nostra salute. L'argomento è troppo serio: tante persone, adulti e bambini, si ammaleranno in forma più o meno grave, fino a rimetterci la vita! E' bene poi non dimenticare che nel terreno circostante l'inceneritore ci sono ben 150.000Mc di ceneri " (ARPAT già tre anni fa aveva segnalato all'amministrazione e a ERSU che era necessario fare dei controlli sulla tenuta della messa in sicurezza delle ceneri"da ARPAT già tre anni fa) e un'area di 3000 Mq da bonificare, non sappiamo con quale pericolo per le falde acquifere sottostanti. A questo punto, i cittadini devono prendere consapevolezza dell'esistenza certa di alternative all'incenerimento che in altre località italiane ed estere stanno portando ad ottimi risultati e devono allearsi per pretendere che sia fatta la bonifica promessa da 15 anni e mai realizzata, e le analisi, per capire quali ricadute abbiano avuto questo inceneritore e quello che c'era prima. Deve essere individuato un punto zero. Se, come dice l'AUSL, non ci sono gli elementi per tenere chiuso l'inceneritore, noi sosteniamo con forza che non ci sono nemmeno quelli per riconcederne la riapertura. Vogliamo la bonifica e le analisi ora, e non dopo l'eventuale riapertura dell'impianto che non vogliamo. Anche il sindaco Mallegni ha dichiarato su Rete Versilia che l'inceneritore non doveva essere proprio costruito, senza una totale bonifica. Gli chiediamo di pretenderla ora. Ma noi cittadini ci dobbiamo svegliare: siamo noi a dover pretendere le analisi subito.
Lunedì 1 Dicembre, in occasione della "Giornata mondiale contro l'incenerimento e per le alternative", a Pietrasanta, presso Sala dell'Annunziata, a S. Agostino, alle 21, sarà organizzata una serata per informare i cittadini sull'attività del comitato di queste ultime settimane, sulle azioni legali intraprese, sulla manifestazione che si ha intenzione di organizzare al più presto e sulla petizione che si farà firmare per chiedere le analisi e la bonifica subito.
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia

Vi giro la mail che ho inviato a canale 39 dopo essermi scandalizzata per quello che l'assessore stava dicendo in trasmissione a proposito della necessità dell'inceneritore della versilia per chiudere il ciclo dei rifiuti! E' completamente disinformato...
ciao
cinzia
L'assessore Cinquini ha parlato di termovalorizzatore, il termine esatto è inceneritore nessun altro paese ha coniato un termine diverso da inceneritore perchè in effetti la resa energetica ottenuta bruciando rifiuti non è tale da poterlo chiamare "valorizzatore". La stessa Comunità Europea li chiama inceneritori. L'assessore ha parlato del danno provocato dalle discariche che bruciano territorio e che poi lasciano colline come quella delle "Carbonaie". Gli vorrei chiedere perchè non ha parlato della collina che è situata presso l'inceneritore della Versilia che è stata formata dall'accumulo di ceneri e che non è stata interamente bonificata e la cui messa in sicurezza, a quanto comunicatoci da Arpat, non è stata sempre monitorata. Il Presidente di Sea, avv. Tucci ha parlato di alte percentuali di raccolta differenziata, con percentuali del 43% per Viareggio e del 35% per Camaiore, vorrei spiegare che il Decreto Ronchi del 97 prevedeva il raggiungimento del 35% al 2003, quindi le nostre amministrazioni sono in ritardo nel raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo TU ambientale prevede il raggiungimento di almeno il 45% entro il 2008, e vorrei evidenziare "almeno" che significa il minimo. L'altra inesattezza che è stata detta è che il ciclo dei rifiuti si chiude con l'inceneritore. E' una grave disinformazione che deriva sicuramente da mancanza di notizie al riguardo. Se l'assessore e il sindaco avessero partecipato alle numerose conferenze da noi organizzate con esperti del settore avrebbero sicuramente fornito un'opinione diversa. Il prof. Paul Connet, professore di biochimica all'Università St. Lawrence dello stato di New York e papabile candidato al Premio Nobel per la chimica per il 2008 è venuto diverse volte nel nostro territorio per spiegare la strategia Rifiuti Zero, che non prevede inceneritori e discariche, abbiamo inoltrato gli inviti a tutti gli amministratori. La dott.ssa Gentilini, oncologa ematologa è venuta pochi mesi fa a parlarci dei danni provocati alla salute e imputabili direttamente agli inceneritori. Sta seguendo, come perito di parte, proprio in questi giorni, il processo di Forlì dove si discute della presenza nelle cellule tumorali di un bambino di una sostanza (tungsteno) emessa dall'impianto che è situato nei pressi della sua abitazione. Gli inceneritori, come attestano numerosi studi scientifici, nuociono gravemente alla salute, anche se monitorati. Non riducono il volume dei rifiuti anzi li moltiplicano, bruciano, oltre ai rifiuti, tante altre risorse aggiunte durante il processo quali carboni, acqua, metano, ecc ed emettono una grande quantità di fumi contenenti particolato. Se ad oggi siamo con questi quantitativi di rifiuti e con un trend in crescita significa che negli anni le amministrazioni non hanno adempiuto agli obbligli di legge. La legge comunitaria, recepita dalla normativa nazionale, prevede in primo luogo Riduzione, Riciclo, Riuso. Le politiche di raccolta differenziata porta a porta, dove applicate, hanno raggiunto percentuali più alte dell'80%, quindi in discarica mandano uno stabilizzato, non tossico, inferiore al 20% e sempre in diminuzione. Anche con i numeri che ha fornito l'Assessore, si rileva che noi con l'inceneritore mandiamo in discarica un 60% oltre a ceneri,scorie e fangli tossici che residuano dall'impianto. Il rifiuto si riduce con pratiche sostenibili, si devono costruire impianti per il riciclo dell'organico e dei materiali. Perchè l'Assessore non ha parlato della mancanza di analisi e monitoraggi presso l'inceneritore, dei controlli che finora sono stati autocontrolli del gestore stesso e della mancanza di fondi per il futuro per un sistema di controlli esterno? Faccio parte dell'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e abbiamo chiesto da più di due mesi un incontro al Sindaco Lunardini con tutti gli altri Sindaci affinchè diano risposta alle nostre domande, e malgrado la recente e moderna normativa sulla partecipazione, non ci è stato ancora possibile ottenere quest'incontro. Siamo sempre disponibili ad un corretto dialogo e a organizzare incontri tra gli amministratori e i nostri tecnici ed esperti.
Cordiali saluti,
cinzia

P.S. Ricordiamo a tutti che domenica 30 novembre dalle ore 10.00 in passeggiata sarà presente un banchetto informativo dei Grilli Versiliesi, maggiori informazioni QUI.

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