giovedì 4 febbraio 2010

Il ritorno dei Visitors

Per le elezioni regionali in Toscana il centro-sinistra schiera il candidato Enrico Rossi, attuale assessore alla sanità, che propone un programma elettorale sobrio comprendente il rilancio delle energie rinnovabili.
Peccato che lui sia convinto e voglia convincerci che i rifiuti sono fonti di energia e che i "termovalorizzatori" rappresentino il futuro delle fonti rinnovabili.
Siamo andati direttamente al cospetto del candidato Rossi per ricordargli che la Comunità Europea ci ha invitato a chiamarli con il loro nome, cioè incenceritori e che in realtà la strada da percorrere sia quella di riciclare i rifiuti, non di bruciarli.

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lunedì 9 febbraio 2009

Sporchi da morire


"Il rispetto è solo una delle lame
della duplice
spada dell'attenzione:
l'altra è l'oppressione".

(Z. Baumann)

Clicca sulla scritta 'sporchi da morire' vedrai l'anteprima di un film che stanno preparando sui rifiuti in Italia.

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giovedì 29 gennaio 2009

TERMOCANCRONIZZATORI


Lo ha presentato Anida-Confindustria. Raccolta differenziata “minimizzata” per realizzare 50 nuovi forni con investimenti di 10 miliardi di euro pubblici. Per differenziata e compostaggio investimenti 6 volte inferiori.

Ritorna alla carica la lobby degli inceneritori. Lo fa con un vero e proprio piano industriale per realizzare ben 50 nuovi forni da qui al 2020. A presentare quello che viene chiamato con nome in ‘codice’ PNT (Piano Nazionale Termovalorizzatori), l’Anida, l’associazione nazionale imprese difesa ambiente di Confindustria, che dispetto al nome raggruppa attorno a se le maggiori imprese costruttrici d’impianti d’ incenerimento che , ricordiamolo, dalla legge sono classificati come “impianti insalubri di prima classe”. Il piano è stato presentato a Roma dai vertici di Anida a dispetto anche delle recenti normative europee che prevedono che l’incenerimento sia comunque al penultimo posto nella gerarchia d’interventi delle politiche dell’Unione Europea come viene chiaramente indicato anche da fonti d’informazione confindustriali come “il riciclo è meglio degli inceneritori”. Per Anida l’Italia nei prossimi anni dovrebbe arrivare a bruciare il 40% dei rifiuti (la Germania dati resi noti anche da Enel nel 2006 ne bruciava il 22%).
L’intento è chiaro permettere al realizzazione di nuovi inceneritori invece di chiuderne generalizzando la raccolta differenziata porta a porta, compostaggio e trattamento meccanico biologico. Il piano Anida prevede comde detto 50 nuovi inceneritori da 165.000 tonnellate annue bruciate nei prossimi anni da qui al 2020. Dove ? 4 in Liguria,13 in Campania, 7 nuovi in Lombardia, 8 in Emilia Romagna, 12 in Sicilia, 7 in Piemonte, 1 in Val d’Aosta, 1 in Trentino, 5 in Veneto,2 in Friuli Venezia Giulia, 9 in Toscana, 2 in Umbria, 4 nelle Marche, 3 in Abruzzo, 1 Molise, 9 in Puglia, 1 Basilicata, 3 in Calabria, 3 in Sardegna.
Questo è il futuro che ci aspetta ma non tutto è perduto

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giovedì 22 gennaio 2009

Incredulità


A più di una settimana risulta ancora incredibile a tutti noi quello che è successo nell'ultimo consiglio comunale.

La mozione della Sinistra Arcobaleno "verso rifiuti zero", condivisa dal PD e durante tutti gli interventi, anche dalla maggioranza, a sorpresa di tutti, al momento della votazione è stata rigettata dal blocco compatto del PdL.

Troppo vincolante hanno risposto i consiglieri Peralta e Ratti, dopo che alcuni di noi erano andati a chiedere spiegazioni in merito a questa assurda levata di scudi. Gli altri hanno preferito rimanere in silenzio.

Troppo vincolante... Vincolante in cosa? Abbiamo letto e riletto il documento (che tutti possono leggere) e anche assumendo l'aria meno etica ed ambientalista possibile gli unici vincoli trovati sono quelli imposti dalle leggi nazionali e dalle direttive europee, che devono essere rispettati anche senza la delibera. Per il resto si trattava solo di uno sprone per il sindaco, di uno stimolo al miglioramento. Per lui e per la cittadinanza tutta. Un voto unanime sarebbe stato un gesto netto e chiaro: basta allo spreco, basta produrre troppi rifiuti. Si accennava a malapena all'inceneritore, ad aumentare i rapporti con provincia e altri comuni sul tema rifiuti. Per il resto c'era già da parte dell'amministrazione l'impegno alla copertura totale con la raccolta porta a porta. E allora quali sono i vincoli? Ce lo spieghino i consiglieri che si sono opposti, qui, davanti a tutti. Ci inviino una mail (basta cliccare la letterina sulla destra dopo i banner) con le loro motivazioni e noi la faremo leggere a tutti. Consiglieri: "dite una cosa di sinistra! Dite una cosa anche di non-sinistra, di civiltà! Consiglieri dite una cosa! Dite qualcosa! Reagite!"

Il tempo del muro contro muro deve finire, non si può ragionare in modo politico su questi fatti. Non si può ridurre in politica la salute delle persone, il futuro dei propri figli e nipoti. Basta! Non siete più in campagna elettorale, dovete fare il bene della città!


La mappa di inceneritori e discariche europee

La quasi-citazione

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martedì 13 gennaio 2009

Diciassettesimo consiglio comunale

Dopo le tre settimane di stop natalizio torna l’appuntamento col consiglio comunale. Presenti come sempre i Grilli Versiliesi con Andrea, Enrico e Max. Inizialmente discreta presenza di pubblico, che però è andato via via scemando.

Assenti Betti e Vassalle tra i consiglieri, Pistoia, Costagliola e Pardini per gli assessori.

Inizialmente il presidente Spadaccini ha fatto presente il passaggio di Tozzi dalla lista civica Per Torre del Lago al gruppo PdL e successivamente, ricordando i fatti di sangue in Palestina, ha chiesto un minuto di raccoglimento per ricordare le vittime della guerra. Allacciandosi a questo tema Lazzerini ha chiesto di poter leggere una mozione che impegnasse il sindaco ha dichiarare la propria contrarietà rispetto alla guerra. Avendo l’assenso del presidente del consiglio ha proceduto con la lettura.

Si è quindi passati alle interrogazioni. Il primo ad intervenire è stato Batistini che ha protestato veementemente per il taglio dei finanziamenti al sociale che ha portato all’interruzione di molti progetti. Oltre a questo il capogruppo del PD ha contestato i rapporti difficili che si sono venuti a creare col compratore del mercato ittico (Perini), l’annunciata vendita delle farmacie e l’immobilità della Versilia Congressi. Il consigliere ha concluso l’intervento chiedendo quali siano i programmi realistici dell’amministrazione.
Palestini ha domandato lumi sul contratto stipulato dalla Fondazione Carnevale con Stefani e ha fatto notare come gli emolumenti del presidente di tale istituzione siano passati dai precedenti 26.000 euro agli attuali 38.000, sottolineando come siano aumentate anche le buste paga di Niccolai e Simoni e chiedendo quindi spiegazioni in merito.
Paterni ha chiesto di convocare al più presto le commissioni interessate dai tagli.
Romanini, in merito al caso Clerici, ha interpellato il sindaco per avere copia della famosa querela rivolta ai dipendenti.
Viani, facendo presente come GAIA abbia chiuso il proprio ufficio in località Bocchette e come Viareggio sia sprovvista di un proprio ufficio, ha chiesto al sindaco di farsi promotore dell’apertura di uno sportello in città.
Nicoletti ha polemizzato sull’assenza di un comandante della polizia municipale, sull’eccessiva presenza di personale nelle circoscrizioni, che non hanno più competenze e sull’ipotizzata vendita del Principe di Piemonte.
Lazzerini ha deplorato il mancato taglio delle spese alle partecipate, a scapito di quello al sociale e ha chiesto di presentare il bilancio di previsione per il 2009.
Caprili ha domandato spiegazioni sulla presenza di due avvocati nella Fondazione Carnevale.
Nel finale Vivaldi si è lamentato per l’eccessiva perdita di tempo in discussioni inutili.

Si è quindi passati alla discussione del primo punto all’ordine del giorno in cui Batistini ha presentato una mozione per invitare il sindaco ha ritirare la delibera sulla sicurezza sul lavoro e ha ricusare l’operato i merito del vice-sindaco Benincasa.
Santini si è detto nuovamente disponibile all’istituzione della commissione speciale sulla sicurezza, ma ha chiuso ogni altra discussione dichiarando l’astensione di tutta la maggioranza in merito alla mozione.
Durante le dichiarazioni di voto Caprili, che ha detto di comprendere l’imbarazzo della maggioranza, ha chiesto correttezza e ha ricordato come l’astensione della delibera avrebbe portato alla sua approvazione.
Batistini ha accusato i consiglieri di maggioranza di essere burattini invitando tutti a ristabilire il ruolo e i diritti del consiglio.
Si è quindi svolta la votazione a scrutinio segreto mentre i consiglieri PdL hanno dichiarato ad uno ad uno la propria astensione. A votare quindi, oltre ai consiglieri PD e SA, sono rimati anche sindaco e presidente del consiglio.
La mozione è stata accolta con 11 voti favorevoli ed 1 contrario.

Dopo una pausa si è passati alla discussione del secondo punto all’ordine del giorno...Leggi il report intergrale del consiglio comunale

P.S. clicca QUI se vuoi leggere tutti i precedenti report

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lunedì 22 dicembre 2008

Gestione materiali post-consumo

Il 17 giugno 2008 il Parlamento Europeo ha confermato in una sua Direttiva le priorità che i paesi membri devono adottare nella gestione dei materiali post consumo.

I principali punti di questa Direttiva sono:

• Il riutilizzo e il riciclo devono essere preferiti alla valorizzazione energetica in quanto rappresentano la migliore scelta dal punto di vista della tutela dell’ambiente e della salute.
• Le priorità vedono al primo posta la Prevenzione, al secondo la Progettazione per il riutilizzo, al terzo il Riciclo, in fine il Recupero i forme diverse dal Riciclo.
• L’incenerimento può essere considerata una forma di recupero solo per impianti ad alta efficienza energetica
• Non si deve promuovere l’incenerimento di materiali riciclabili

Il Modello Italia Nostra Genova

Il Modello “Italia Nostra Genova”si muove all’interno di questo scenario e assembla le migliori esperienze di gestioni di MPC già in atto in Italia.

In sintesi ecco per cosa si batte:

1. Riduzione del 20% della produzione di Materiali Post Consumo
2. Estendere sistemi di raccolta differenziata Porta a Porta a tutti i Comuni
3. Calcolo della Tariffa di Igiene Urbana (TIA) in base alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotta
4. Dare priorità al riciclo di materia confermando l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata, finalizzata al riciclo e al compostaggio del 50% della frazione raccolta in modo differenziato.
5. Prevalente uso della frazione umida per il compostaggio e la fermentazione anaerobica con produzione di biogas
6. Purificazione del biogas a biometano compatibile con la rete di distribuzione del gas
7. Centri regionali di separazione e valorizzazione della frazione secca per il suo riciclo e riuso integrale
8. Trattamenti meccanico biologici a freddo dei rifiuti indifferenziati con ulteriori recuperi di materiali per il riciclo. Stoccaggio della frazione inerte residuale e degli scarti inerti (polimeri di sintesi e naturali) in attesa della commercializzazione delle tecniche di trasformazione in combustibili liquidi (bioetanolo, biodiesel).

Le scelte del Governo che chiediamo (anche di quello locale)

Il governo nazionale e le amministrazioni locali devono fare rapidamente tre scelte fondamentali per promuovere la riduzione dei rifiuti e Italia Nostra dovrà far pressioni perché avvengano:

1. divieto di fornire gratuitamente sacchetti per la spesa introducendo una tassa locale su ogni sacchetto di plastica distribuito sul territorio
2. reintroduzione del vuoto a rendere su tutti i contenitori di bevande di largo consumo.
3. Modificare il regolamento del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI)

Con queste scelte anche il nostro Paese si affiancherebbe al resto dell’Europa e agli Stati Uniti dove da tempo è legge il Vuoto a Rendere applicato anche ai contenitori in plastica; altri paesi tra cui Cina e Irlanda hanno vietato o limitato fortemente l’uso di sacchetti in plastica Ogni anno in Italia sono usate e gettate 300.000 tonnellate di sacchetti di plastica e 350.000 tonnellate di bottiglie in PET per la confezione di acqua potabile. Si tratta di due anomalie mondiali difficilmente sostenibili con i costi crescenti del petrolio e dell’energia. La terza scelta deve cancellare la norma che equipara l’incenerimento delle plastiche ad una pratica di riciclo, in quanto in contrasto con le norme comunitarie e con gli accordi di Kioto. I soldi dei consumatori così risparmiati devono essere usati per incentivare economicamente la raccolta differenziata della frazione umida destinata al compostaggio.

Riusciremo anche sul nostro territorio della Versilia ad ottenere parte di quello che noi Grilli Versiliesi appoggiamo come proposte fatte anche da Italia Nostra e del resto chiediamo giá da tempo, oltre naturalmente che non riapra mai piű l´ínceneritore e a creare quindi un modello virtuoso anche come ricadute economiche sul territorio, stile "Capannori" da contrapporre al modello distruzione della salute e dell´ecosistema stile "Brescia"?

Martedì 13 Gennaio 2009 alle ore 18.00 presso la Sala Annunziata del Chiostro S. Agostino a Pietrasanta l'Associazione per la Tutela ambientale della Versilia ha ottenuto la presenza dei Sindaci della Versilia per porre loro delle domande in un INCONTRO PUBBLICO sulle problematiche connesse all'inceneritore della Versilia. Saranno presenti gli esperti dei cittadini e quelli delle amministrazioni, a confronto.
Vista l'importanza dell'incontro, vi preghiamo di diffondere questa notizia e di partecipare!

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mercoledì 17 dicembre 2008

Incenerire i rifiuti? No grazie!

Gianluca Ferrara in questo prezioso manuale spiega, in maniera semplice ma argomentata, come gli inceneritori (erroneamente definiti “termovalorizzatori”) siano l’ennesimo inganno imposto dalla classe politica succube della lobby di turno.
Gli inceneritori sono la risposta funzionale, partorita da un sistema economico malato che ha l’obiettivo di renderci dei consumatori obbedienti ed inconsapevoli. Il messaggio è: “Consuma tanto, poi noi bruciamo tutto!”. Ma gli inceneritori sono molto dannosi per le sostanze che emanano nell’ambiente e più studi dimostrano una stretta correlazione con l’aumento di patologie cancerogene nelle zone circostanti. Inoltre, non convengono dal punto di vista energetico, la loro realizzazione è molto dispendiosa e non producono occupazione a differenza della raccolta differenziata porta a porta. Raccolta differenziata che è incompatibile con la presenza degli inceneritori.

Ma quale soluzione al problema dei rifiuti? La risposta ci è data dall’intervento del professore americano Paul Connett teorico di “Zero waste”, vale a dire creare una società a zero rifiuti che miri al riutilizzo dei prodotti e la messa al bando di tutti quei materiali che non possono essere riciclati. L’esperimento sta prendendo piede in California ma anche in realtà italiane quali Capannori (Lucca) come è ben spiegato dal dott. Rossano Ercolini.

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Thor?

Ecco qua l'ennesima fregatura, propinataci con la scusa della "termovalorizzazione" e dell'emergenza rifiuti. Non c'è neanche bisogno di commentare, basta che una persona dotata di buon senso si legga questo articoletto del CNR per capire davanti a che imbroglio ci troviamo di fronte.

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno. [...]
ARTICOLO COMPLETO

Una domanda sorge spontanea? Ma dov'è il recupero dei rifiuti in tutto questo processo? Dov'è la "raccolta differenziata"? E come mai non si accenna minimamente alle emissioni dell'impianto, dicendo che sono semplicemente "inesistenti"?
Speriamo che questa bella sorpresina non venga un giorno adottata dalle nostre amministrazioni, magari come rimpiazzo dell'inceneritore (speriamo in futuro chiuso) del Pollino, sarebbe come spengere l'inceneritore per accenderne un altro.

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martedì 16 dicembre 2008

La "Promessa Odissea" di Falascaia


Nessuno prigioniero del ciclope (Veolia?)

All'assemblea pubblica sull'inceneritore, organizzata dal meetup della Versilia, presso la sala della circoscrizione n.4 non c'era nessuna delle persone, dei responsabili, chiamati a vigilare e tutelare la salute dei propri cittadini. Nessun assessore all'ambiente, nessun politico di maggioranza e opposizione, nessuna delle persone realmente in grado e con piena facoltà di applicare l'articolo 32 della Nostra Costituzione.

Gli amici della DIGOS però non mancano mai, ormai ci salutano e ci conoscono per nome, noi non abbiamo niente da nascondere e niente di cui vergognarci e allora ecco che inizio a sospettare che le illustri assenze siano motivate, forse un assessore che si schiera dalla parte dei cittadini e per la salute degli stessi potrebbe sembrare un atto sovversivo agli occhi dei colleghi politici e delle società che gestiscono l'inceneritore di Falascaia, a Pietrasanta.

Per i Grilli Versiliesi l'assessore all'ambiente Cinquini, che ci aveva assicurato la sua presenza è da oggi il Signor Nessuno e il suo complementare Palestini e capogruppo del PD alla Provincia, sarà l' Innominato, nello pseudo racconto verità: Una Promessa Odissea!

Quando si analizzeranno di nuovo i dati e si scoprirà che ci sono stati ancora sforamenti degli inquinanti o quando vedremo la raccolta differenziata non andare oltre il 50% a chi daremo la colpa?

A Nessuno!
Quando la terra della Versilia si sarà impregnata completamente di diossina e l'acqua sarà stata contaminata con metalli pesanti e veleni cancerogeni a chi daremo la colpa?
A Nessuno!
Quando Capannori e molti comuni della piana di Lucca avranno raggiunto "RIFIUTI ZERO" ed inizieranno a deriderci per l'arretratezza e la pericolosità del nostro "Piano di Smaltimento Rifiuti Cancrovalorizzati", con chi c'incazzeremo?
Con Nessuno!

L'innominato dal cardinal "Veltroni"

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martedì 2 dicembre 2008

Giornata mondiale contro l'incenerimento






Lunedì 1 Dicembre alle 21, a Pietrasanta, nella Sala dell'Annunziata in S.Agostino in occasione della "Giornata Mondiale contro l'incenerimento e per le alternative" promossa da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia ha incontrato cittadini e le amministrazioni ad una serata di approfondimento della questione inceneritore in base agli ultimi avvenimenti.
Presto pubblicheremo un piccolo report della serata

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lunedì 1 dicembre 2008

stasera giornata mondiale contro l'incenerimento

Lunedì 1 Dicembre alle 21, a Pietrasanta, nella Sala dell'Annunziata in S.Agostino (Via S.Agostino n.1) in occasione della "Giornata Mondiale contro l'incenerimento e per le alternative" promossa da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia invita tutti i cittadini e le amministrazioni ad una serata di approfondimento della questione inceneritore in base agli ultimi avvenimenti:
-Proiezione del breve film "La storia delle cose" (di Annie Leonard);
-Aggiornamento sulle AZIONI LEGALI intraprese dal comitato per la questione inceneritore;
-relazione sulla situazione per niente consolante dei controlli ARPAT e delle analisi compiute dalla ASL sulla diossina.
-Partenza di una NUOVA RACCOLTA DI FIRME: per pretendere SUBITO la BONIFICA del territorio circostante l'inceneritore della Versilia, e tutte LE ANALISI NECESSARIE per capire quali siano state le ricadute sul territorio di questo inceneritore e di quello precedente
-annuncio della vertenza nazionale, supportata dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, contro l'imbroglio dei sussidi all'incenerimento, i cip6 (prima nelle nostre bollette distinti dalla voce A3, ora "spariti", ma ugualmente pagati da tutti noi, con il 7% di ogni pagamento).
- per festeggiare la Raccolta Porta a Porta ottenuta a Pietrasanta grazie alla petizione di oltre 2500 firme, fatta in pochi giorni, durante il mese di settembre, una vittoria del Coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa e di tutti i cittadini che hanno dato il loro contributo.
ULTIME NOTIZIE:all'incontro sarrano presenti anche Paul Connet, Rossano Ercolini,dott.Angotzi direttore dell'Asl Versilia, dott.ssa Cavallaro ass.ambiente della provincia di Lucca

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venerdì 28 novembre 2008

Incontro con l'assessore Cinquini

Dopo essere stati convocati via mail, alle ore 10.00 circa del 28 Novembre i Grilli Versiliesi (presenti Andrea, Max e Paolo) sono stati ricevuti nell’ufficio dell’assessore.

Dopo una reciproca presentazione e aver sistemato il nostro inseparabile strumento per le riprese la nostra chiacchierata è ufficialmente iniziata.

L’assessore si è detto un neofita della materia, ma allo stesso tempo molto disposto e motivato ad imparare da tutti.

Andrea ha inizialmente esposto i contenuti essenziali e le strategie della proposta “obbiettivo rifiuti zero”, dalla raccolta porta a porta estesa a tutto il territorio, al riciclo e alla riduzione dei rifiuti, soffermandosi anche sui vantaggi, economici e benefici per la salute dei cittadini.

L’assessore ci ha assicurato che l’obbiettivo primario dell’amministrazione, compatibilmente con le nostre proposte, è quello di raggiungere il 100% di copertura territoriale entro Ottobre 2009 per la raccolta porta a porta. L’assessore ha comunque precisato di essere disponibile ad ascoltare tutte le associazioni e i comitati coinvolti, senza però scadere in proposte demagogiche o utopiche.

Sulle cifre della raccolta abbiamo fatto presente come i dati siano falsati dall’inclusione nella differenziazione delle potature del verde pubblico.

Tutti sono stati d’accordo nel dire che non solo la raccolta porta a porta sia un nodo basilare della questione ma, anzi, come l’informazione e la formazione dei cittadini sia il punto fondamentale per la riuscita.

L’assessore era molto dubbioso sull’educazione e il senso civico dei cittadini più adulti e ci ha detto che la formazione sarebbe partita soprattutto nelle scuole inferiori (con un finanziamento di SEA a costo zero per il comune) per poi allargarsi a tutti gli strati della società. Insomma puntare ai bambini, molto più ricettivi e non “contaminati”. Visione un po’ pessimistica che non ci trova pienamente d’accordo.

Il nodo fondamentale di tutta la discussione è stato però l’inceneritore. Appena abbiamo toccato questo tema si è subito capito come le vedute fossero diametralmente opposte.

La nostra posizione è netta e fortemente negativa nei confronti dei sistemi di incenerimento, antieconomici e dannosissimi per la salute, che non risolvono i problemi ma anzi ne creano di nuovi. Abbiamo cercato di far capire a Cinquini come il sistema di incenerimento possa essere superato, in poco tempo e con grandi vantaggi (anche economici) e come questo sia già stato fatto in altre nazioni ed in altri comuni.

L’assessore, ha si detto che l’inceneritore non è un sistema “intelligente” di smaltimento, ma ha anche precisato come lo stesso si possa dire, se non peggio, delle discariche. Nello specifico, sull’inceneritore di Falascaia, ci ha fatto capire di avere sostanzialmente le mani legate dal contratto Daviddi, a suo dire fatto produrre da altri in modo che gli amministratori potessero avere la coscienza pulita (ragionamento che ci trova d’accordo). In pratica, se non ci saranno indagini della magistratura che accerteranno infrazioni penali sulle analisi condotte, il contratto non potrà essere rescisso e l’inceneritore continuerà a funzionare fino al 2019, pena il pagamento di salatissime penali che l’amministrazione in questo momento proprio non si può permettere.

Alla nostra domanda se inceneritore e raccolta differenziata fossero vie conciliabili l’assessore ha risposto che, visto il nuovo ATO che si è venuto a creare (che comprende 4 province e un centinaio di comuni) le due tipologie di smaltimento sono perfettamente compatibili in quanto la parte di CDR (combustibile derivato da rifiuti) sottratta all’inceneritore dalla raccolta differenziata sarà compensate dall’entrata di rifiuti provenienti da altri comuni. Questo porterà, sempre per Cinquini, ad una migliore efficienza dell’impianto che non sarà più costretto a lavorare a regimi superiori al 100% (attualmente 110%) e quindi ad un contenimento maggiore delle emissioni.

Andrea ha fatto notare all’assessore come vi fosse una delibera del comune di Viareggio del 2004 (presenti tra gli altri Bucciarelli, Maglione, Volpi, Pistoia, Fantoni, Costagliola, Batistini, Nicoletti, Benincasa e Spadaccini) che già al tempo istituiva una commissione di indagine e che affermava come l’impianto fosse inadeguato al rispetto degli standard di legge per le emissioni.

Abbiamo quindi pregato l’assessore di farsi carico delle nostre istanze, soprattutto per la chiusura anticipata dell’impianto, che attualmente non trova appoggio in nessun ambiente istituzionale, perché mano mano si prenda coscienza di questo problema e si cerchi di evitare a perseverare negli errori.

Cinquini è rimasto comunque convinto che l’impianto possa, dopo i lavori, produrre emissioni in regola e alla provocazione se sarebbe stato disponibile a vivere accanto all’inceneritore ha risposto affermativamente.

In mezzo a questo c’è stata una piccola divagazione su Open-Source ed energie alternative, l’assessore si è mostrato interessato ai programmi Open-Office e Linux-Ubuntu da adottare nella pubblica amministrazione, chiedendoci di parlarne anche con l’assessore Costagliola e ha detto di voler accedere a finanziamenti regionali a fondo perduto (che finanzierebbero le opere al 100%) per l’installazione di pannelli solari sul tetto del comune.

Abbiamo fatto presente anche come sia importante la questione del risparmio energetico oltre che la produzione da fonti alternative e come questa opportunità sia possibile sostituendo gli apparati di luci con dei led (che consumano un decimo delle normali lampadine).

In conclusione ci ha detto di essere in stretta relazione con il presidente di SEA risorse sia per far partire il progetto della raccolta porta a porta sia per un impianto di teleriscaldamento. La seconda proposta ci ha lasciato molto dubbiosi in quanto conosciamo assai bene i rischi legati all’uso della biomassa che non sono altro che inceneritori “travestiti”. Si è parlato anche di un progetto nuovo, interessante, anche se l'assessore è stato molto ermetico, noi pensiamo che si tratti del TOTEM .

La nostra proposta l’abbiamo fatta, adesso aspettiamo fiduciosi che le acque comincino a smuoversi.

Questo è solo un riassunto dell'incontro, presto sarà pubblicato il video.

P.S. Domenica 30 novembre dalle ore 10.00 in passeggiata sarà presente un banchetto informativo dei Grilli Versiliesi, maggiori informazioni QUI.

Ecco cosa dice il prof. Montanari sulle biomasse...


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mercoledì 26 novembre 2008

Operazione trasparenza VI

Due comunicati giunti ai Grilli Versiliesi.

Come l'ARPAT anche la ASL non ha fatto i controlli che noi cittadini, e le amministrazioni sicuramente, pensiamo siano necessarie per la tutela della nostra salute. La ASL ci ha precisato che questa mancanza non è dipesa da una loro scelta, gli studi approfonditi per capire quali sono state le conseguenze dell'inceneritore sugli animali e sugli abitanti versiliesi, non sono state mai veramente richieste e finanziate prima. Ma secondo quanto abbiamo appreso dai giornali, le analisi dei campioni alimentari che la ASL ha fatto dopo la seconda emissione di diossina di quest'anno, dovevano servire per chiarire se la diossina era ricaduta sul territorio, e con quale intensità. Da questo dipendeva la decisione se chiudere o no l'inceneritore. Sono stati presi 5 campioni: tre di latte ovino, uno di miele "favico" (con la cera) e uno di pesce (a proposito, dove sono i risultati delle analisi riguardanti il pesce? Sono tre mesi che le aspettiamo). Ma il direttore della USL, dott. Angotzi, durante la conferenza stampa del 29 Settembre ha chiaramente detto che i campioni "analizzati erano stati assegnati alla USL per un Piano Nazionale Residui e per un Piano Nazionale Alimentazione Animale, e solo "su concessione delle autorità preposte sono stati utilizzati anche per orientarli all'inceneritore. Il dott. Angotzi, parlando del piano d'indagine ha affermato chiaramente : “non è questo lo strumento…, se volete sapere qual è l'inquinamento da inceneritore, non è questo lo strumento, non è stato pensato per questo". Ma sui giornali abbiamo letto che le analisi erano andate bene, e nessuno ha smentito. Allora, tutti devono sapere che non era vero. A conclusione della relazione sulle analisi il dott. Angotzi scrive: "I risultati attuali, benché ampiamente sotto i limiti di legge, dimostrano che da valori inferiori ai limiti di sensibilità si è passati a valori misurabili. La strategia di campionamento dettata dal PNR non permette di valutare se questo aumento di concentrazioni è limitato all'area del termovalorizzatore o estesa a tutta la Versilia e rende difficile definire una correlazione assoluta ed univoca con le concentrazioni delle stesse sostanze in emissione dal termovalorizzatore. Si rende pertanto indispensabile un piano specifico ed approfondito per il monitoraggio della contaminazione ambientale da queste sostanze". Allora le certezze ancora non ci sono. Tutto però procede come se ci fossero: la Provincia aveva 120 giorni per approfondire la situazione, e, invece, in un mese ha dato il permesso con una Determina ai lavori di ristrutturazione dell'impianto. Perché? Perché non hanno aspettato? L'Assessore Maura Cavallaro, aveva assicurato che non ci sarebbe stata fretta nella procedura; proprio nella stessa conferenza stampa della AUSL. ci aveva detto che il piano di Veolia sarebbe stato presentato pubblicamente, che avrebbe chiamato i cittadini a pronunciarsi a riguardo. Niente di tutto questo. Per quanto riguarda le analisi future l'AUSL prevede due indagini epidemiologiche (previ autorizzazione da parte delle amministrazioni e finanziamenti): un controllo su cause di morte e un'indagine sui bambini alla nascita. Ma queste indagini richiederanno tempo e hanno già dei grossi limiti, come lo stesso dott.Angotzi ha spiegato: "quando mettiamo in campo indagini epidemiologiche, si sa dove si parte, si sa dove sono i limiti dell'indagine; ben difficilmente si riesce a sapere dove si arriva. In genere, purtroppo, come diceva la Dott.ssa Raffaelli, un'indagine è destinata ad essere approfondita". Cosa vuol dire per i cittadini? Che si faranno delle indagini, si sa quando partiranno, ma non si sa quando porteranno a dei risultati certi. Di nuovo ci troviamo di fronte a questo problema: come abbiamo già dichiarato, mancano le risorse finanziarie e umane per le analisi ARPAT, e mancano gli strumenti utili a sapere in tempi brevi e con certezza, le conseguenze da inquinamento per l'inceneritore della Versilia. La soluzione noi l'abbiamo: chiudiamo l'inceneritore per sempre; in questo modo, sia l'ARPAT, sia l'AUSL, avranno più risorse e più energie per ben altro. Noi, a questo punto, urliamo: basta prendere in giro i cittadini. Non vogliamo essere usati come cavie e dimostrare quando sarà troppo tardi per noi, quando cioè, ci ammaleremo in numero sempre più crescente, che l'inceneritore nuoce alla nostra salute. L'argomento è troppo serio: tante persone, adulti e bambini, si ammaleranno in forma più o meno grave, fino a rimetterci la vita! E' bene poi non dimenticare che nel terreno circostante l'inceneritore ci sono ben 150.000Mc di ceneri " (ARPAT già tre anni fa aveva segnalato all'amministrazione e a ERSU che era necessario fare dei controlli sulla tenuta della messa in sicurezza delle ceneri"da ARPAT già tre anni fa) e un'area di 3000 Mq da bonificare, non sappiamo con quale pericolo per le falde acquifere sottostanti. A questo punto, i cittadini devono prendere consapevolezza dell'esistenza certa di alternative all'incenerimento che in altre località italiane ed estere stanno portando ad ottimi risultati e devono allearsi per pretendere che sia fatta la bonifica promessa da 15 anni e mai realizzata, e le analisi, per capire quali ricadute abbiano avuto questo inceneritore e quello che c'era prima. Deve essere individuato un punto zero. Se, come dice l'AUSL, non ci sono gli elementi per tenere chiuso l'inceneritore, noi sosteniamo con forza che non ci sono nemmeno quelli per riconcederne la riapertura. Vogliamo la bonifica e le analisi ora, e non dopo l'eventuale riapertura dell'impianto che non vogliamo. Anche il sindaco Mallegni ha dichiarato su Rete Versilia che l'inceneritore non doveva essere proprio costruito, senza una totale bonifica. Gli chiediamo di pretenderla ora. Ma noi cittadini ci dobbiamo svegliare: siamo noi a dover pretendere le analisi subito.
Lunedì 1 Dicembre, in occasione della "Giornata mondiale contro l'incenerimento e per le alternative", a Pietrasanta, presso Sala dell'Annunziata, a S. Agostino, alle 21, sarà organizzata una serata per informare i cittadini sull'attività del comitato di queste ultime settimane, sulle azioni legali intraprese, sulla manifestazione che si ha intenzione di organizzare al più presto e sulla petizione che si farà firmare per chiedere le analisi e la bonifica subito.
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia

Vi giro la mail che ho inviato a canale 39 dopo essermi scandalizzata per quello che l'assessore stava dicendo in trasmissione a proposito della necessità dell'inceneritore della versilia per chiudere il ciclo dei rifiuti! E' completamente disinformato...
ciao
cinzia
L'assessore Cinquini ha parlato di termovalorizzatore, il termine esatto è inceneritore nessun altro paese ha coniato un termine diverso da inceneritore perchè in effetti la resa energetica ottenuta bruciando rifiuti non è tale da poterlo chiamare "valorizzatore". La stessa Comunità Europea li chiama inceneritori. L'assessore ha parlato del danno provocato dalle discariche che bruciano territorio e che poi lasciano colline come quella delle "Carbonaie". Gli vorrei chiedere perchè non ha parlato della collina che è situata presso l'inceneritore della Versilia che è stata formata dall'accumulo di ceneri e che non è stata interamente bonificata e la cui messa in sicurezza, a quanto comunicatoci da Arpat, non è stata sempre monitorata. Il Presidente di Sea, avv. Tucci ha parlato di alte percentuali di raccolta differenziata, con percentuali del 43% per Viareggio e del 35% per Camaiore, vorrei spiegare che il Decreto Ronchi del 97 prevedeva il raggiungimento del 35% al 2003, quindi le nostre amministrazioni sono in ritardo nel raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo TU ambientale prevede il raggiungimento di almeno il 45% entro il 2008, e vorrei evidenziare "almeno" che significa il minimo. L'altra inesattezza che è stata detta è che il ciclo dei rifiuti si chiude con l'inceneritore. E' una grave disinformazione che deriva sicuramente da mancanza di notizie al riguardo. Se l'assessore e il sindaco avessero partecipato alle numerose conferenze da noi organizzate con esperti del settore avrebbero sicuramente fornito un'opinione diversa. Il prof. Paul Connet, professore di biochimica all'Università St. Lawrence dello stato di New York e papabile candidato al Premio Nobel per la chimica per il 2008 è venuto diverse volte nel nostro territorio per spiegare la strategia Rifiuti Zero, che non prevede inceneritori e discariche, abbiamo inoltrato gli inviti a tutti gli amministratori. La dott.ssa Gentilini, oncologa ematologa è venuta pochi mesi fa a parlarci dei danni provocati alla salute e imputabili direttamente agli inceneritori. Sta seguendo, come perito di parte, proprio in questi giorni, il processo di Forlì dove si discute della presenza nelle cellule tumorali di un bambino di una sostanza (tungsteno) emessa dall'impianto che è situato nei pressi della sua abitazione. Gli inceneritori, come attestano numerosi studi scientifici, nuociono gravemente alla salute, anche se monitorati. Non riducono il volume dei rifiuti anzi li moltiplicano, bruciano, oltre ai rifiuti, tante altre risorse aggiunte durante il processo quali carboni, acqua, metano, ecc ed emettono una grande quantità di fumi contenenti particolato. Se ad oggi siamo con questi quantitativi di rifiuti e con un trend in crescita significa che negli anni le amministrazioni non hanno adempiuto agli obbligli di legge. La legge comunitaria, recepita dalla normativa nazionale, prevede in primo luogo Riduzione, Riciclo, Riuso. Le politiche di raccolta differenziata porta a porta, dove applicate, hanno raggiunto percentuali più alte dell'80%, quindi in discarica mandano uno stabilizzato, non tossico, inferiore al 20% e sempre in diminuzione. Anche con i numeri che ha fornito l'Assessore, si rileva che noi con l'inceneritore mandiamo in discarica un 60% oltre a ceneri,scorie e fangli tossici che residuano dall'impianto. Il rifiuto si riduce con pratiche sostenibili, si devono costruire impianti per il riciclo dell'organico e dei materiali. Perchè l'Assessore non ha parlato della mancanza di analisi e monitoraggi presso l'inceneritore, dei controlli che finora sono stati autocontrolli del gestore stesso e della mancanza di fondi per il futuro per un sistema di controlli esterno? Faccio parte dell'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e abbiamo chiesto da più di due mesi un incontro al Sindaco Lunardini con tutti gli altri Sindaci affinchè diano risposta alle nostre domande, e malgrado la recente e moderna normativa sulla partecipazione, non ci è stato ancora possibile ottenere quest'incontro. Siamo sempre disponibili ad un corretto dialogo e a organizzare incontri tra gli amministratori e i nostri tecnici ed esperti.
Cordiali saluti,
cinzia

P.S. Ricordiamo a tutti che domenica 30 novembre dalle ore 10.00 in passeggiata sarà presente un banchetto informativo dei Grilli Versiliesi, maggiori informazioni QUI.

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martedì 18 novembre 2008

L'INCENERITORE SU RETE VERSILIA




- Questa sera su Rete Versilia alle 21:30 potrete vedere il programma in diretta "Carte in tavola", condotto da Andrea Montanesi. La puntata avrà come argomento l'inceneritore della Versilia. Saranno presenti:
alcuni membri del nostro comitato (l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia), il sindaco di Seravezza, Ettore Neri, il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, il sindaco di Massarosa, Fabrizio Larini.


- Colgo l'occasione di mandarvi anche questo comunicato che, una volta integrato di altri dettagli, sarà dato ai giornalisti:

E’ bene che i cittadini sappiano che i controlli adeguati per l’ inceneritore non ci sono stati, non ci sono e non ci saranno mai, (perché mancano le risorse, sia umane che finanziarie per attuarli).
Dopo aver assistito e partecipato al Forum provinciale dell’ARPAT dello scorso 14 ottobre, il 12 Novembre siamo andati a Firenze, al Forum regionale dell’ARPAT, per capire quali saranno i miglioramenti che si apporteranno all’interno dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente. Per riassumere, citiamo le parole già riportate nella seconda diapositiva che il Responsabile del Dipartimento provinciale ARPAT di Lucca, Marco Pellegrini, presentò il 14 ottobre:“Una sconfortante premessa: la capacità di risposta del Dipartimento e dell’Agenzia in generale è fortemente inferiore alle richieste. E’ improbabile che le risorse in futuro aumentino, è possibile che diminuiscano. E’ quindi necessario aumentare la nostra efficienza.”.
Ma è solo l’ARPAT che deve fare i controlli e valutare l’inquinamento, e che, per ricondurre tutto alla nostra situazione in Versilia, deve controllare l’inceneritore di Falascaia e valutare l’inquinamento da esso derivante. Quanto è accaduto (gli sforamenti per anni di monossido di carbonio, e forse di diossina, ora oggetto d'indagine della Procura) dimostra senza dubbio quanto i controlli siano stati insufficienti e inadeguati. Lo stesso dott. Pellegrini ci ha confessato :”Tutti gli impianti sono da controllare due volte all’anno e non ce la facciamo”.
Di fronte a questa impossibilità di adempiere alle norme sul controllo, l’agenzia ha da tempo usato, e ha dichiarato che userà sempre più, l’autocontrollo; questo vuol dire che il gestore dell’impianto, che dovrebbe essere controllato, fa il controllo di se stesso, e, solo periodicamente, sarà controllato dall’ARPAT. Sull’autocontrollo, il dott. Pieroni della USL, Responsabile dell’Igiene e della Sanità pubblica, al forum del 14 ottobre, ha dichiarato: “è necessario un livello di verifiche tali che sia sufficiente a poter tener sotto controllo gli autocontrolli; se le verifiche sono troppo poche o addirittura assenti, poi finisce come purtroppo è successo, esperienza recente, sul nostro territorio. Questa è una cosa importantissima e io credo che, su questo, l’ARPAT si debba impegnare fortemente”. E in seguito, il dott. Pieroni ha ancora detto “a mio avviso è importante che vengano aumentati i controlli sia sulle emissioni dell’impianto di Falascaia, per essere chiari, sia anche sulle ricadute sul territorio. In questo senso le delibere regionali sul controllo degli impianti di incenerimento è già superata perché la delibera prevede un numero di controlli troppo limitato rispetto agli autocontrolli”.
Ma, ora sappiamo, che non ci sono le risorse per migliorare questo stato di cose.
Noi cittadini, cosa dobbiamo capire una volta per tutte? Che non ci saranno mai controlli adeguati al nostro inceneritore, e che la nostra salute, per quanto riguarda i danni che un impianto del genere può provocare, non potrà essere salvaguardata.
Intanto, però, la Provincia (senza consultarci, come invece, l’Ass. Maura Cavallaio, durante la conferenza stampa della USL ci aveva promesso) il 31 Ottobre ha autorizzato Veolia a fare i lavori sull’impianto, che così riaprirà tra qualche settimana…
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia.

A questo comunicato, aggiungo che il Dott. Pellegrini, alla fine del Forum del 14 Ottobre affermò (e noi abbiamo la registrazione): "quando so che da noi ci saranno 4000 emissioni in atmosfera e so che ne vengono guardate, a parte Falascaia e qualche altra, 4 o 5 l’anno, e sono sempre le stesse, cosa so delle altre 3900 ?"Di fronte a questi numeri, a parte lo sconcerto, resta da realizzare, che neanche raddoppiando le risorse economiche ed umane dell'ARPAT si avranno i controlli adeguati, e, inoltre, che gli inceneritori "risucchiano" troppe risorse, a discapito di tutto il resto che esiste sul territorio e che dovrebbe essere controllato in ugual misura. Anche per questo, gli inceneritori vanno chiusi. rifiuti ambiente inceneritore inceniritore inceneritore rifiuti ambiente raccolta differenziata raccolta differenziata

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lunedì 10 novembre 2008

Operazione trasparenza V

Recentemente uno dei membri dei grilli versiliesi ha inviato una mail al nostro sindaco-dipendente di Viareggio per sollecitarlo a prendere posizioni sul tema della raccolta differenziata. Ecco il testo della mail.

Gentile Sindaco Lunardini,
sono un suo concittadino, nonchè un membro del meetup dei Grilli Versiliesi, quelli che ad ogni consiglio comunale lei vede in sala a riprendere con le telecamere tutte le assemblee e con i quali ognitanto ha scambiato qualche parola.
Si ricorderà certamente che uno dei nostri chiodi fissi è la raccolta differenziata, con la quale questo comune, ma tutti i comuni della Versilia, potrebbero fare a meno dell'inceneritore del Pollino, che da anni avvelena l'aria dei viareggini, pietrasantini, fortemarmini e via dicendo.
Non mi dilungherò ulteriormente, il motivo di questa mia email è quello di informarla su quello che succede a pochi chilometri da noi, dove un piccolo comune come il nostro, Capannori, ha realizzato qualcosa di grande, dando lavoro e garantendo la salute stessa dei cittadini.
La prego di riflettere seriamente su questa alternativa, che sinceramente definirei come l'unica opzione valida al trattamento dei rifiuti.
Non si faccia abbindolare da chi le viene a raccontare che con la spazzatura si ricava energia.
La prego di leggersi attentamente questo articolo:
http://www.beppegrillo.it/2008/11/comuni_a_cinque_2/index.html
guardando attentamente il video pubblicato all'interno dello stesso.
Si trasformi nell'Obama viareggino, dimostri che si può cambiare!
Cordiali saluti
Paolo Miniussi
G
rilli Versiliesi
www.grilliversiliesi.it

Ed ecco la risposta del sindaco:

Grazie. Ti assicuro che veglio.
Luca

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venerdì 7 novembre 2008

Soglia

« È la dose che fa il veleno »
(Paracelso)
Cosa differenzia una sostanza tossica da una cancerogena? La soglia...

Che cos'è la soglia? E' il limite massimo di sostanza tossica che un essere vivente può assumere senza subire danni. Generalmente è definita in mg/kg di peso corporeo (o anche microgrammi).



Ad esempio nel prezzemolo e nell'anice è contenuta l'anetolo (qui a fianco la struttura) una molecola che provoca la contrazione della muscolatura liscia e può causare l'aborto, quindi queste spezie assunta in grandi, anzi grandissime, quantità possono causare problemi. Nessuno però si sognerebbe mai di marcare prezzemolo e anice come pericolosi in quanto si ragiona su dosi e quindi su "soglie di tossicità" elevatissime...




E le sostanze cancerogene?

Le sostanze cancerogene non hanno soglia. Questo significa che in teoria anche una sola molecola di queste sostanze può potenzialmente provocare il cancro. Ovviamente il rischio è basso e cresce con l'aumentare della quantità.

Esempio: la diossina (qui a fianco la struttura di una particolare diossina)

[...] Le diossine sono una famiglia di composti poco volatili per via del loro elevato peso molecolare, poco o nulla solubili in acqua, ma più solubili nei grassi, dove tendono ad accumularsi, [...] il fenomeno del bioaccumulo fa sì che la diossina risalga la catena alimentare umana concentrandosi sempre più, a partire dai vegetali, passando agli animali erbivori, ai carnivori ed infine all'uomo. [...]

Cosa stà a significare tutto questo? Che ogni limite di legge per le emissioni di diossina negli impianti (siano essi cementifici, acciaierie o inceneritori) è completamente inutile. Finchè vi sarà la possibilità che anche una piccolissima quantità venga prodotta, per i problemi sopracitati, saremo tutti esposti ad un rischio intollerabile.

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martedì 4 novembre 2008

come ti privatizzo...l'acqua!!!!

ACQUA IN BOCCA - VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA
di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia) - 16 Ottobre 2008
Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica [in parte già regolamentata legge Galli, n. 36 del 1994 ndr.]. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis della legge 133 del ministro Tremonti [che regolamenta anche i tagli all'università ndr.] che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) [e l'inceneritore di Pietrasanta ndr.] ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L´acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Ecco uno stralcio della legge, consultabile integralmente
qui

Art. 23-bis.

Servizi pubblici locali di rilevanza economica

1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche' di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili. 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.
[...]

5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.
[...]

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martedì 14 ottobre 2008

Riunione di coordinamento pubblica



Giovedì 16 ottobre alle ore 21.00 si terrà in Sala Matteo Valenti, presso il Municipio di Viareggio (Piazza Nieri e Paolini 3) una riunione di coordinamento dei Grilli Versiliesi.

Tra i temi trattati vi saranno anche: il cosidetto "Lodo Alfano", si discuterà se raccogliere o meno le firme per il referendum proposto dall'Italia dei Valori e in che modalità, le monete locali, di cui si svilupperà una strategia per l'adozione di questo importante sistema di economia locale e le modalità in cui presenzieremo al consiglio comunale di Pietrasanta del 20 ottobre in cui si parlerà dell'inceneritore del Pollino. E tanto altro ancora...

Liberi cittadini, simpatizzanti, insomma chiunque è invitato a prendere parte a questo incontro. Sarà un'occasione per conoscerci, scambiarci idee e opinioni e per organizzare le nostre azioni future, per il bene della nostra città e del nostro paese.

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mercoledì 8 ottobre 2008

Festival della Salute 1/3 Cancronesi a Viareggio




Di recente la città di Viareggio ha ospitato una serie di personaggi politici di non poco conto.
Il Festival della Salute ha visto forse la più alta concentrazione dei "nostri migliori dipendenti":
Massimo D'Alema, Roberto Calderoli, Umberto Veronesi, Emma Bonino, Maurizio Sacconi, Roberto Formigoni, Livia Turco, ecc...
La Crème de la Crème riunita e solidale per parlare di salute.
E' passato quasi in sordina però, il legame tra l'organizzazione del festival e alcuni sponsor, fra i quali figura lottomatica , coinvolta nella questione delle mancate riscossioni da parte dell'erario.
Lo scorso giugno il procuratore regionale (Lazio) della Corte dei Conti aveva contestato a Lottomatica Videolot Rete e a tutti gli altri concessionari, in concorso con Monopoli, inesatti adempimenti ad alcune obbligazioni della concessione relative al mancato rispetto dei livelli di servizio.
Il danno erariale a carico di Lottomatica era stato valutato pari a 4 miliardi di euro, per Snai attorno a 4,8 miliardi.

La storia si ripete, basta mettere un titolone d'effetto, come festival della salute, che è una merce molto appetitosa, qualche vips, un po' di luci, un palco , qualche giornalista compiacente, un paio di politici locali, qualche sponsor qua e là e il gioco è fatto...
Non sempre...non avevano messo in conto un fattore: I GRILLI VERSILIESI!
Ci siamo, alle volte sgangherati, ma ci siamo, vigili ed informati!

p.s.
nei prossimi giorni pubblicheremo altre chicche...
stay tuned!

attenzione, il plenilunio è vicino, ripeto, il plenilunio è vicino


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lunedì 6 ottobre 2008

monnezza italiana


Silvio Berlusconi qualche giorno fa, durante l’ultima sua visita a Napoli, ha annunciato che la multiutility lombarda A2A si è aggiudicata la gara per la gestione del megainceneritore di Acerra, subentrando in questo modo alla multinazionale Impregilo che aveva iniziato la costruzione dell’impianto (http://ilcorrosivo.blogspot.com/2008/03/impregilo-dai-rifiuti-di-napoli-al.htmlA2A è una società per azioni con sede a Brescia, nata lo scorso mese di gennaio 2008 dalla fusione fra ASM Brescia (che già gestisce il fallimentare megainceneritore della città lombarda) AEM Milano e AMSA impegnata quest’ultima nella gestione dei rifiuti di Milano e provincia.A2A, controllata da un patto di sindacato stipulato tra i comuni di Milano, Brescia e Bergamo, possiede partecipazioni in Edison, accanto a grandi gruppi bancari ed al colosso francese EDF, in Edipower (che produce oltre il 7% dell’energia consumata in Italia) accanto alla stessa Edison e ad Iride, multiutility nata dalla fusione fra AEM Torino e AMGA Genova, in Endesa, colosso spagnolo dell’energia, nella società energetica svizzera Atel Holding AG e nel gruppo francese Gaz de France che è impegnato nella progettazione del rigassificatore di Porto Recanati.Il Presidente del Consiglio dopo avere fatto gli auguri a Giuliano Zuccoli, manager di A2A, che presto andrà in Campania con i propri tecnici per “capire la situazione” ha assicurato che la gestione dell’inceneritore non costerà nulla ai cittadini campani in quanto sarà ammortizzata dalla produzione energetica dell’impianto e dai contributi cip6, la cui applicazione è prevista anche per tutti gli altri cinque inceneritori (per tre dei quali è già in corso la procedura di gara) che verranno costruiti nella regione.Senza dubbio proprio il regalo dei contributi cip6 costituisce l’unico motivo per cui A2A ha deciso di cimentarsi nell’impresa con la prospettiva di costruire ottimi profitti, dal momento che in mancanza di tali contributi il conto economico di qualunque megainceneritore italiano risulterebbe pesantemente negativo.I contributi cip6, nati per sovvenzionare le energie rinnovabili ed estesi in maniera fraudolenta a quelle “assimilate” fra le quali proprio l’incenerimento, ed oggetto per questo di numerosi procedimenti d’infrazione e messe in mora del nostro Paese da parte dell’Unione Europea, vengono però pagati sotto forma di una maggiorazione di circa il 7% delle bollette dell’energia da tutti i cittadini italiani, compresi quelli campani ai quali, secondo le parole di Berlusconi, la gestione del megainceneritore di Acerra non costerà nulla.Il forno inceneritore di Acerra purtroppo costerà molto ai cittadini campani e non solamente in termini economici, ma anche e soprattutto sotto forma di emissioni di polveri sottili e nanopolveri, diossine, idrocarburi policiclici, arsenico, berillio, cadmio, cromo, nickel, mercurio e molte altre fra le oltre 250 sostanze chimiche nocive emesse in atmosfera da impianti di questo genere. Costerà in termini di salute incrementando l’incidenza delle patologie tumorali, già oggi altissima in quello che viene definito come “il triangolo della morte”.Senza dubbio un ottimo affare per A2A che già costruisce profitti miliardari nel Nord Italia, “avvelenando” milioni di persone, ma un pessimo affare per i cittadini campani costretti a pagare due volte un prezzo davvero tropo caro.
di Marco Cedolin dal sito http://www.decrescitafelice.it/

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