lunedì 5 aprile 2010

L'inceneritore della Versilia continua a "fumare"

Video da guardare con attenzione..........


POTRETE INGANNARE TUTTI PER UN PO'. POTRETE INGANNARE QUALCUNO PER SEMPRE. MA NON POTRETE INGANNARE TUTTI PER SEMPRE.
[ABRAMO LINCOLN]

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giovedì 17 dicembre 2009

Smentita su intervento assessore Cinquini

Egregio Assessore Pierluigi Alfonso Cinquini,
Desideriamo intervenire in merito all'articolo apparso sul giornale Il Tirreno di mercoledì 16 dicembre, pagina 3 della cronaca di Viareggio “Non vedo il problema, è solo allarmismo” riguardante l'impianto di trattamento dei rifiuti che Sea vuole costruire alla Migliarina zona depuratore.Lo stesso articolo, cita testualmente “Approvo in maniera netta,così come,del resto,fanno per esempio i Grillini con i quali ho avuto occasione di confrontarmi sul progetto”.
Egregio Assessore...Dove e quando si è svolto il confronto tra lei ed i Grillini per confrontarsi sul progetto? Quando mai ci siamo riuniti intorno ad un tavolo Voi e noi con i nostri tecnici ed esperti in materia? Forse lei si riferisce a quell'incontro OCCASIONALE durante una pausa del Consiglio Comunale (del 10/09/2009) davanti alla macchina automatica del caffè...Quanto è durato quell'incontro? Le rispondiamo noi, circa 3 minuti. Che cosa ci siamo detti? Le ricordo (noi abbiamo buona, buonissima memoria) che pochi giorni prima del 10 di settembre (esattamente il 03/09) è apparso sul Il Tirreno proprio un articolo che riguardava l'impianto che Sea aveva intenzione di fare. Abbiamo colto l'occasione per avere dei chiarimenti in merito e chi meglio dell'Assessore all'ambiente poteva darceli?Lei ci disse che la raccolta differenziata a Viareggio aveva dei costi enormi, anche perché la Sea si deve appoggiare ad impianti esterni al Comune (e anche alla provincia ndr) non disponendo di un' area attrezzata per la valorizzazione (intesa come lavorazione del rifiuto per ottenere materia prima secondaria) per cui doveva nascere qualcosa del genere. Le abbiamo risposto in modo semplice e inequivocabile...l'idea che il Comune di Viareggio ricicli i suoi rifiuti, li trasformi in materiale riutilizzabile, lo venda e i relativi guadagni restino al comune è ottima. La invitammo a darci qualcosa di più esaustivo (documenti, progetti etc) per metterli all'attenzione dei nostri esperti e nell'occasione ci disse che lo avrebbe fatto, non solo, che anche ci avrebbe contattato per farci incontrare con la dirigenza Sea per parlare dell'impianto in questione. Le dicemmo d'informare la popolazione il prima possibile e spiegare ai cittadini cosa esattamente avevate in mente, onde evitare tensioni dannose per tutti e creare un clima costruttivo all'interno della città.Tutto questo in TRE minuti scarsi.
Dopo tre mesi non abbiamo nessuna notizia di quelle promesse. Dopo tre mesi, ci ritroviamo sbattuti nella cronaca di Viareggio come coloro che avrebbero avvallato l'impianto della Migliarina.
Egregio assessore, NON VOGLIAMO ESSERE STRUMENTALIZZATI, nè da lei, nè da nessun altro.
Quindi le chiediamo cortesemente, ma fermamente, di rettificare le sue affermazioni e di confermare a tutti quello che abbiamo appena esposto.

Distinti Saluti Il direttivo dei Grilli Versiliesi

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giovedì 12 marzo 2009

Le tre "R" del risparmio

Un cittadino ci manda il suo contributo, inviato anche al direttore generale dell'azienza USL dr. Sassoli, per la risoluzione del problema rifiuti.

"Ciao a tutti,

la mail di seguito, ovviamente non è pensata solo per la nostra USL e si può riproporre un po' ovunque.
Pensavo al Comune di Viareggio.....
A disposizione per qualsiasi altro suggerimento o cooperazione su questi temi.

A risentirci."

Ill.mo Direttore Generale,
Colgo l'occasione per presentarle comunque una cosa semplice, di rapida attuazione, e che, potrebbe significare un buon risparmio per la nostra azienda.

In sintesi si potrebbe lanciare una piccola campagna pubblicitaria nella nostra azienda, incentrata sul risparmio della carta negli uffici e nei reparti.
Potrebbe avere il nome utilizzato nell'oggetto della presente, con uno slogan aggiuntivo recante la lettera "R" come headline o come payoff.

R come RI-USA
Usare di nuovo la carta dei documenti fotocopiati solo da un lato: per scrivere appunti, per documenti non ufficiali, ecc. Durante i convegni o le riunioni di lavoro sarebbe un cambio di stile fornire a tutti i partecipanti, invece del blocco di fogli bianchi per prendere appunti, un po' di fogli già utilizzati, magari con una indicazione (un timbro) che promuova questo costume ed esorti anche loro a promuoverlo nei reparti o nelle aziende di provenienza.

R come RI-CICLA
Ogni uffico deve essere provvisto di una scatola di cartone, a cura dell'uffico stesso (ci vuole veramente poco), dove mettere tutta la carta da riciclare (non quella usata parzialmente che invece va riutilizzata!).

R come RI-DUCI
Ridurre il consumo di carta:
1 utilizzare quasi esclusivamente la posta elettronica invece della posta convenzionale o fotocopie come mezzo primario di comunicazione (ove possibile);
2 non stampare quando possibile la posta elettronica;
3 ridurre il n umero di fotocopie e di stampe e farle sclusivamente fronte-retro (tutte le nostre fotocopiatrici hanno la funzione fronte retro, e tutte le stampanti hanno la gestione fronte retro manuale);
4 mettere un "timbro" sotto ad ogni mail spedita che inviti a non stampare la posta, ma a leggerla solamente;
5 ridurre la grandezza del carattere e degli interlinea nelle comunicazioni, prediligendo caratteri (fonte) più leggibili su PC (ARIAL, TREBUCHET, VERDANA).

Voglio comunque far presente che non ho la presunzione di considerarla un'idea innovativa, anche se ha alcuni aspetti originali.
Alcuni punti vanno sviluppati maggiormente, ma credo che con un po' di fantasia si possa aggiungere altre idee...

Inoltre c'è da dire che quello che ho scritto proviene comunque da un pensiero che non si limita a considerare solo gli effetti di una politica del genere sulla nostra azienda, ma avrebbe la presunzione di sensibilizzare un uso etico delle risorse, che oggi si chiama ecologia, ecologismo o altro.... ma la mia nonna chiamava "non sprecare le risorse e pensare anche a chi non ne le ha".

Faccia pure conto su di me per qualsiasi sviluppo dell'idea in Azienda.

Grazie della sua attenzione.

Dr. Maurizio Cozzani

Ci uniamo alla proposta che presenteremo presto in consiglio comunale.

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lunedì 9 febbraio 2009

Sporchi da morire


"Il rispetto è solo una delle lame
della duplice
spada dell'attenzione:
l'altra è l'oppressione".

(Z. Baumann)

Clicca sulla scritta 'sporchi da morire' vedrai l'anteprima di un film che stanno preparando sui rifiuti in Italia.

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venerdì 6 febbraio 2009

Tetrapak da paura



Il Tetra pak è quello che comunemente identifichiamo col cartone per bevande, un tempo a forma di tetraedo, oggi sempre di più a forma di parallelepipedo. Più che un materiale, Tetra pak è un marchio e al tempo stesso il nome della multinazionale svedese che lo ha brevettato. Nel 2005 questo particolare tipo di imballaggio le ha procurato ricavi per 8 miliardi di euro.
Il tetrapak è un poliaccoppiato, formato da 3 strati sovrapposti di materiali diversi: carta, plastica e alluminio. Se l’ alimento non è a lunga conservazione il foglio di alluminio non è presente. Il materiale preponderante è la carta (74%) a cui segue la plastica PE (22%) e l’alluminio (4%).
Secondo l’azienda, il Tetra pak è un materiale totalmente riciclabile, ma ammesso e non concesso che lo sia veramente, di sicuro non serve per produrre nuove confezioni per le quali si usa materiale vergine. Mentre rimandiamo alle rispettive schede per un’analisi dell’impatto di ogni singolo materiale, ci sembrano importanti alcune considerazioni specifiche sulla carta. Secondo le dichiarazioni della multinazionale, la carta utilizzata proviene per il 75% dalle foreste svedesi che sono coltivate appositamente per quest’utilizzo. Il WWF ci fa sapere che : “La crescita nella domanda di carta è la principale responsabile della distruzione di foreste vergini. Nel migliore dei casi esse sono sostituite con piantagioni di tipo industriale, migliaia di ettari di terra con un solo tipo di albero che dà un duro colpo alla biodiversità vegetale e animale. La Svezia, ad esempio, si vanta di avere il 57% del proprio territorio coperto da foreste, ma dimentica di dire che il 95% sono costitituite da piantagioni industriali che hanno inflitto la perdita di 200 specie animali e vegetali, mentre altre 800 sono in via di estinzione.”1
Il Tetra Pak ha il vantaggio della leggerezza e il suo impatto produttivo regge bene il confronto con i contenitori in vetro. Ma ci sono molte ombre per quanto riguarda il riciclo.

Confronto tra Tetra Pak e vetro limitatamente ad alcuni parametri produttivi


Flacone Tetra Pak
Petrolio (millilitri) Acqua (litri) Gas serra (grammi)
capacità:1 litro
peso: 40 grammi

(di cui 29 carta, 9 polietilene 75 8,7 141
e 2 alluminio)


Bottiglia in vetro vergine 90 6,2 288
capacità:1litro
peso: 360 grammi

Bottiglia in vetro riciclata 67,5 3,6 180
capacità:1litro
peso: 360 grammi


Nel 2003 l’azienda ha siglato un protocollo di intesa con Comieco (il consorzio di filiera per la raccolta della carta e cartone) per avviare alla raccolta differenziata le confezioni di Tetra Pak.
Secondo il protocollo sono stati individuati tre modalità di raccolta:

  1. tramite i contenitori della carta con avvio al riciclo senza separazione (es.: Roma, Milano, Napoli, Modena);

  2. tramite i contenitori della carta con successiva separazione in un centro di selezione (es.: Reggio Emilia);

  3. tramite i contenitori del multimateriale con successiva separazione in un centro di selezione (es.: Firenze e gran parte della Toscana).

Indipendentemente dalla porta d’ingresso nel circuito differenziato, lo stabilimento di approdo del Tetra pak è la cartiera, che dovrebbe provvedere al recupero della cellulosa previa separazione della carta dagli strati di plastica e di alluminio. Ma il condizionale è d’obbligo perchè il processo di separazione è piuttosto complicato e dispendioso. Ecco quanto ha dichiarato al settimanale AltraEconomia Alberto De Mattia, direttore commerciale di Masotina, uno dei massimi gruppi di riciclo della carta da macero, in Italia e in Europa: “I cartoni delle bevande costituiscono una percentuale molto bassa della carta avviata al macero. Il costo dello smaltimento è troppo alto come quello della selezione. Quando il poliaccopiato arriva in cartiera è difficile separare la carta dagli strati di plastica o di metallo. La separazione avviene nel pulper ad opera dell’acqua che macera la carta, ma il Tetra Pak è notoriamente umido-resistente”. La conclusione è che la cellulosa estratta dalla carta poliaccoppiata non va oltre il 40%. Il resto costituisce scarto di lavorazione che finisce ancora una volta per essere bruciato. 2
Fin qui il destino del componente di carta. Ma che fine fanno i fogli di polietilene e di alluminio? Difficilmente riescono ad essere separati e dal loro sminuzzamento l’impresa ha messo a punto un nuovo materiale brevettato col nome Ecoallene®. Dal sito di Tetra pak, si apprende che può essere utilizzato per produrre gadget e oggettistica quali yo-yo, formine da spiaggia e normografi, fresbee, portachiavi, portatovaglioli, penne, portapenne e vasi.
In Italia sembra che ci sia una sola cartiera (Saci di Verona) che lavora il Tetra pak, riciclando di fatto il 20% del recuperato
3, ma questo basta per permettere alla multinazionale di farsi passare per un’azienda verde e di attribuire al suo prodotto alti meriti ambientali.
Conclusioni: Considerate le difficoltà legate al riciclaggio, a nostro avviso il Tetra pak è da considerare come terza scelta dopo il vetro, e l’acciaio, ma preferibile rispetto all’alluminio e alla plastica.


1 Nino D’Eugenio, TetraPak: una farsa ambientale. Pubblicato sul sito del WWF Padova, consultabile al dicembre 2007
2 Altreconomia, Monopolio Tetra Pak, 27 giugno 2006
3 Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica (Comieco), Dati Riciclo Cartoni per Bevande, 2005

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giovedì 29 gennaio 2009

TERMOCANCRONIZZATORI


Lo ha presentato Anida-Confindustria. Raccolta differenziata “minimizzata” per realizzare 50 nuovi forni con investimenti di 10 miliardi di euro pubblici. Per differenziata e compostaggio investimenti 6 volte inferiori.

Ritorna alla carica la lobby degli inceneritori. Lo fa con un vero e proprio piano industriale per realizzare ben 50 nuovi forni da qui al 2020. A presentare quello che viene chiamato con nome in ‘codice’ PNT (Piano Nazionale Termovalorizzatori), l’Anida, l’associazione nazionale imprese difesa ambiente di Confindustria, che dispetto al nome raggruppa attorno a se le maggiori imprese costruttrici d’impianti d’ incenerimento che , ricordiamolo, dalla legge sono classificati come “impianti insalubri di prima classe”. Il piano è stato presentato a Roma dai vertici di Anida a dispetto anche delle recenti normative europee che prevedono che l’incenerimento sia comunque al penultimo posto nella gerarchia d’interventi delle politiche dell’Unione Europea come viene chiaramente indicato anche da fonti d’informazione confindustriali come “il riciclo è meglio degli inceneritori”. Per Anida l’Italia nei prossimi anni dovrebbe arrivare a bruciare il 40% dei rifiuti (la Germania dati resi noti anche da Enel nel 2006 ne bruciava il 22%).
L’intento è chiaro permettere al realizzazione di nuovi inceneritori invece di chiuderne generalizzando la raccolta differenziata porta a porta, compostaggio e trattamento meccanico biologico. Il piano Anida prevede comde detto 50 nuovi inceneritori da 165.000 tonnellate annue bruciate nei prossimi anni da qui al 2020. Dove ? 4 in Liguria,13 in Campania, 7 nuovi in Lombardia, 8 in Emilia Romagna, 12 in Sicilia, 7 in Piemonte, 1 in Val d’Aosta, 1 in Trentino, 5 in Veneto,2 in Friuli Venezia Giulia, 9 in Toscana, 2 in Umbria, 4 nelle Marche, 3 in Abruzzo, 1 Molise, 9 in Puglia, 1 Basilicata, 3 in Calabria, 3 in Sardegna.
Questo è il futuro che ci aspetta ma non tutto è perduto

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mercoledì 28 gennaio 2009

Il Bello viene alla fine...

La mappa del potere del sistema "Macelloni" di Peccioli è stata pubblicata su un volantino promosso dal movimento politico "Peccioli Democratica" che denuncia l'intreccio tra politica ed affari che c'è stato in questi anni nella ridente cittadina della campagna pisana, famosa per il suo "sistema discarica" che come potete vedere ha coinvolto economicamente e politicamente tutto il sistema di accoglienza, gestione dei rifiuti e project financing sotto la bandiera, diciamo cosi di un partito politico attraverso il potere svolto da una singola persona...
Ma gli esempi si potrebbero sprecare a proposito e mentre la nostra ATO Costa non vede l'ora di portare i propri rifiuti in una siffatta cittadina, dove l'intreccio poilitico ed economico si stringe come un cappio al collo dei neanche tanto ignari cittadini, godetevi questo bel comunicato con tanto di promesse elettorali, dove il BELLO VIENE ALLA FINE adattandolo magari alla vostra locale situazione...


Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.

Solo gli imbecilli possono credere che

non lotteremo contro la corruzione.

Perché se c'è qualcosa di sicuro per noi è che

l'onestà e la trasparenza sono fondamentali per raggiungere i nostri ideali.

Dimostreremo che è una grande stupidità credere che

la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato

Assicuriamo senza dubbio che

la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.

Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che

si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.

Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché

finiscano le situazioni di privilegio.

Non permetteremo in nessun modo che

i nostri bambini muoiano di fame.

Compiremo i nostri propositi nonostante

le risorse economiche siano esaurite.

Eserciteremo il potere fino a che

Si capisca da ora che

Siamo il partito XXXXX la nuova politica,

ORA PROVATE A RILEGGERE PARTENDO DAL BASSO

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giovedì 22 gennaio 2009

dibattito inceneritore a Pietrasanta

Torno a parlare di salute e di inceneritori , perché penso che non se parli mai abbastanza, ma soprattutto per parlare e fare alcune considerazioni sulla serata organizzata dal Comitato ambiente della Versilia che, dopo molte traversie, ha finalmente ottenuto un incontro con i Sindaci della Versilia per parlare e dibattere del camino del Pollino.
In tutti i resoconti giornalistici e televisivi locali si è parlato della presenza dei Sindaci, dei bei discorsi fatti dai responsabili ARPAT locali e del servizio ambiente della Provincia, nonché della proposta a dir poco singolare fatta dal Sindaco di Seravezza, nonché Presidente del Consorzio Ambiente Versilia Ettore Neri, di referendum per chiedere ai cittadini se sono disposti a spendere 70 milioni di euro(di Pantalone) per riscattare il camino del Pollino dimenticando pero' di informare i lettori su alcuni interventi chiarificatori importanti.
Alla serata fortemente voluta dai cittadini, erano presenti i Sindaci Neri per Seravezza, Lunardini e Assessore Cinquini per Viareggio, Assessore Giovannetti per Pietrasanta, Bertola per Camaiore e il nostro Sindaco pro tempore Umberto Buratti.
Assenti giustificati? oltre al Sindaco Silicani di Stazzema guarda caso i Sindaci sui cui territori insistono gli impianti del Pollino e di Pioppogatto: i Sindaci Mallegni di Pietrasanta e Larini di Massarosa.
Era presente anche l' Assessore Provinciale all' ambiente Cavallaro, la quale ha il merito di aver sempre partecipato alle iniziative ed incontri proposti dai vari comitati e che quindi ,forse proprio per questa sua predisposizione al confronto, è uno dei pochi politici da apprezzare.
L' aspetto su cui in questi anni si doveva e si deve battere il mortaio per tentare di chiudere definitivamente il camino del Pollino è quello ambientale e sul quale a mio avviso i Sindaci della Versilia non hanno giocato bene le proprie carte a disposizione.
Anzi hanno giocato d' attesa in modo che la palla inceneritore passasse alla nuova persona giuridica addetta a gestire lo smaltimento rifiuti nelle Province di Massa, Lucca, Livorno, Pisa: l' ATO COSTA.
Dimenticando forse che nelle materie igiene e sanità esistono delle precise responsabilità da parte degli organi politici che omettono di salvaguardare la salute dei cittadini.
A mia precisa domanda rivolta al Presidente del Consorzio Ambiente Versilia Ettore Neri (nato con euro 100000 di soldi nostri) per avere risposte in merito alle attività svolte dal Consorzio per salvaguardare la salute dei cittadini, questi ha cominciato la filippica dei costi di gestione e di cosa sta facendo Seravezza per la raccolta differenziata senza rispondere alla mia domanda.
Tornando a rimarcare quello di cui i media locali non hanno focalizzato di quella serata pubblico i video-intervento di una rappresentante del Comitato ambiente della Versilia e di un rappresentante illustre della federazione nazionale ordine dei medici, nonché esperto della materia incenerimento, Dott. Bolognini.
Nel primo intervento si evidenziano alcuni aspetti poco chiari sull' informazione derivata dagli sforamenti di diossine avvenuti nel 2008 in quell' area e ponendo chiare domande agli esperti e ai nostri amministratori.



Dai documenti letti si sono avuti tre sforamenti importanti di diossine una dei quali superiore di venti volte ai limiti di legge già di per se assolutamente insufficienti.
L' attuale legge infatti fissa limiti solo per le particelle di diametro più grandi senza minimamente prendere in considerazione le particelle più pericolose: le nanoparticelle.
Nell' intervento del Dott. Bolognini invece si mettono a fuoco due aspetti: l'aspetto puramente amministrativo e l'aspetto sanitario.
Per il primo aspetto è da rimarcare il fatto che l' inceneritore del Pollino (unico caso in Italia) è stato costruito su un area soggetta a bonifica e pertanto priva della certificazione di avvenuta bonifica e senza valutazione di impatto ambientale che impone una valutazione comparativa delle alternative.
Per intenderci è come se io costr
uissi e andassi ad abitare in una casa senza il certificato d' agibilità.
Il secondo aspetto è l' aspetto sanitario per il quale mi piace rimarcare il fatto evidenziato dal Dott. Bolognini relativamente ai costi benefici dell' inceneritore.
In tutte le zone in cui è stato costruito un inceneritore si è avuto un aumento esponenziale di morti e malati di cancro con costi elevatissimi sia dal punto di vista sociale che (cinicamente) economico con costi così quantificabili:
- cancro mortale o non, euro 2.000.000;
- morte prematura, euro 1.000.000;
- valore di un anno di vita perso, euro 50.000;
- un punto di quoziente intellettivo perso a causa del mercurio che si sprigiona dai camini dell' inceneritore.
In attesa di conoscere l' esito dei presunti taroccamenti dei software di controllo delle emissioni inquinanti dai camini dell' inceneritore, la società VEOLIA che ha acquistato l' impianto, dopo aver dichiarato a seguito dei lavori di ristrutturazione all' impianto stesso che l' inceneritore (bontà sua) è uno dei più sicuri in Italia, provvederà ai controlli delle emissioni in autocontrollo senza le autorità del SSN, che mi sembra non abbiano intenzione di muovere un dito.
C'è da fidarsi?
A vedere anche dalle facce perplesse e confuse dei Sindaci quando si parla di emissioni di inquinanti credo proprio di no.
Forse se questi signori (senza offesa) avessero partecipato di più alle nostre iniziative di informazione sarebbero stati meno impreparati e avrebbero dato risposte un tantino più' concrete alla cittadinanza.
Le alternative esistono.
Basta aver il coraggio politico di portarle avanti senza paura.



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venerdì 16 gennaio 2009

Diciottesimo consiglio comunale

Con una convocazione molto a ridosso dell’ultima è tornato a riunirsi il consiglio comunale di Viareggio. Per i Grilli Versiliesi Andrea, Enrico, Franco e Max. Pubblico che ha seguito in numero cospicuo buona parte del consiglio.

Assente tra i consiglieri solo Barsacchi, tra gli assessori Fantoni e Pistoia, Ratti e Vassalle invece sono giunti in pesante ritardo.

Si è iniziato, come prassi, con le interrogazioni e subito ha esordito Caprili chiedendo spiegazioni in merito ai compensi dell’amministratore delegato e del presidente della Viareggio Porto, più di 100.000 euro in totale.
Palestini ha sollecitato l’amministrazione a presentare velocemente POA e bilancio di previsione della Viareggio Porto e ha deplorato la risposta insufficiente all’interrogazione sul rapporto tra Stefani e la Fondazione Carnevale.
Batistini ha chiesto spiegazioni ed ha ironizzato in merito all’assegnazione di un donzello, nell’inerzia più totale, al primo piano del municipio.
Accialini ha presentato assieme a Bolognesi un’interrogazione in merito allo spostamento della pista ciclabile nel progetto del Cotone.
Nicoletti ha polemizzato sulla metodologia riguardante l’assunzione del comandante dei vigili urbani, del dirigente al sociale e di quello ai S.U.A.P., condotta nei tre casi senza concorso pubblico e senza scadenza. Dubbi anche sulla preparazione del neo-comandante, che arriverà nel momento del carnevale. Il consigliere ha ricordato che con un concorso si sarebbero risparmiati 120.000 euro. Non è mancato, come spesso accade, un battibecco con Santini nel finale.
Lazzerini si è dichiarata insoddisfatta rispetto alle risposte ricevuto ad una sua interrogazione sul “caso Baglioni”; ha proposta la concertazione coi cittadini per la collocazione dei ripetitori telefonici e ha fatto pressioni per la messa in sicurezza di strade e marciapiedi della città. Lazzerini ha anche proposto di estendere gli interventi previsti al Cotone anche alla zona di Bicchio.
Bertoli ha proposto una riflessione sulla partecipazione cittadina, affinché si concretizzassero le promesse della campagna elettorale, per promuovere la realizzazione del bilancio partecipato, come già accade in altre città e per chiedere al consiglio se sia opportuno dare avvio a questa procedura.
Bolognesi ha segnalato i problemi strutturali dell’immobile dove hanno sede gli uffici dell’urbanistica, di recente ristrutturazione, proponendo anche di chiedere un risarcimento a chi ha mal eseguito i lavori. In qualità di presidente della commissione territorio ha inoltre lamentato una mancanza di collaborazione del presidente della MO.VER. che ha impedito la convocazione dei dipendenti dell’azienda.
Romanini, rivolgendosi all’assessore Costagliola, ha chiesto quando verrà riaperto il G.A.M.C., come verrà scelto il direttore e dove siano i fondi donati dalle fondazioni.
Betti ha lamentato tardive e lacunose risposte alle interrogazioni sul degrado del verde pubblico, dei parcheggi scambiatori e di via Fratti. Il consigliere ha inoltre chiesto se i partecipanti del concorso (ormai annullato) per la scelta del direttore del G.A.M.C. saranno rimborsati, ricordando tra l’altro come siano stati inutilmente spesi 12.000 euro per pagare un addetto a seguire i PIUSS.
Cortopassi ha chiesto spiegazioni in merito alla scomparsa della lotteria Carnevale.
Vivaldi, che durante la discussione si era allontanato stizzito è tornato a lamentarsi per la perdita di tempo legata alle lungaggini delle interrogazioni ed è stato ammonito dal presidente Spadaccini.
Il report completo del consiglio comunale.
Gli altri report del consiglio comunale.

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lunedì 12 gennaio 2009


Si è svolta ieri l’ iniziativa dei Giovani democratici della Versilia dal titolo “Ripuliamo il molo”. I ragazzi del Pd si sono ritrovati alle 11.00 sul molo di Viareggio armati di guanti, sacchetti e rastrelli per raccogliere la spazzatura sulla spiaggia e sugli scogli. Una ventina di Giovani Democratici, a lavoro per circa due ore, hanno raccolto in tutto 21 sacchi per circa 350 Kg di rifiuti nel primo tratto degli scogli fino al molo di Tito e nei primi trenta metri di spiaggia. Lo spettacolo che si sono trovati di fronte i giovani democratici è quello di una mancanza totale di raccolta della spazzatura: bottiglie di plastica e di vetro, sacchetti, lattine, scarpe e indumenti, contenitori di plastica di ogni genere, ecc. I ragazzi hanno raccolto il materiale differenziando carta vetro e plastica. [...]

Complimenti per il lavoro ai ragazzi del PD per l'impegno (e la differenziazione dei rifiuti). Forse non è un'idea nuova ma la città ne ha ugualmente bisogno.
Alcune raccomandazioni per il futuro: cercate di coinvolgere anche i cittadini nelle vostre iniziative, fate in modo che non siano solo azioni "d'elite" di stampo politico ma che tutti possano collaborare a migliorare la nostra città.
Per il resto non c'è niente da eccepire, non importa se le azioni provengono da destra o sinistra, basta che siano fatte bene. E speriamo di avere la prossima volta anche giovani e meno giovani del pdl o di altri schieramenti a rimboccarsi un po' le maniche e a lavorare per la città.

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lunedì 22 dicembre 2008

Gestione materiali post-consumo

Il 17 giugno 2008 il Parlamento Europeo ha confermato in una sua Direttiva le priorità che i paesi membri devono adottare nella gestione dei materiali post consumo.

I principali punti di questa Direttiva sono:

• Il riutilizzo e il riciclo devono essere preferiti alla valorizzazione energetica in quanto rappresentano la migliore scelta dal punto di vista della tutela dell’ambiente e della salute.
• Le priorità vedono al primo posta la Prevenzione, al secondo la Progettazione per il riutilizzo, al terzo il Riciclo, in fine il Recupero i forme diverse dal Riciclo.
• L’incenerimento può essere considerata una forma di recupero solo per impianti ad alta efficienza energetica
• Non si deve promuovere l’incenerimento di materiali riciclabili

Il Modello Italia Nostra Genova

Il Modello “Italia Nostra Genova”si muove all’interno di questo scenario e assembla le migliori esperienze di gestioni di MPC già in atto in Italia.

In sintesi ecco per cosa si batte:

1. Riduzione del 20% della produzione di Materiali Post Consumo
2. Estendere sistemi di raccolta differenziata Porta a Porta a tutti i Comuni
3. Calcolo della Tariffa di Igiene Urbana (TIA) in base alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotta
4. Dare priorità al riciclo di materia confermando l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata, finalizzata al riciclo e al compostaggio del 50% della frazione raccolta in modo differenziato.
5. Prevalente uso della frazione umida per il compostaggio e la fermentazione anaerobica con produzione di biogas
6. Purificazione del biogas a biometano compatibile con la rete di distribuzione del gas
7. Centri regionali di separazione e valorizzazione della frazione secca per il suo riciclo e riuso integrale
8. Trattamenti meccanico biologici a freddo dei rifiuti indifferenziati con ulteriori recuperi di materiali per il riciclo. Stoccaggio della frazione inerte residuale e degli scarti inerti (polimeri di sintesi e naturali) in attesa della commercializzazione delle tecniche di trasformazione in combustibili liquidi (bioetanolo, biodiesel).

Le scelte del Governo che chiediamo (anche di quello locale)

Il governo nazionale e le amministrazioni locali devono fare rapidamente tre scelte fondamentali per promuovere la riduzione dei rifiuti e Italia Nostra dovrà far pressioni perché avvengano:

1. divieto di fornire gratuitamente sacchetti per la spesa introducendo una tassa locale su ogni sacchetto di plastica distribuito sul territorio
2. reintroduzione del vuoto a rendere su tutti i contenitori di bevande di largo consumo.
3. Modificare il regolamento del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI)

Con queste scelte anche il nostro Paese si affiancherebbe al resto dell’Europa e agli Stati Uniti dove da tempo è legge il Vuoto a Rendere applicato anche ai contenitori in plastica; altri paesi tra cui Cina e Irlanda hanno vietato o limitato fortemente l’uso di sacchetti in plastica Ogni anno in Italia sono usate e gettate 300.000 tonnellate di sacchetti di plastica e 350.000 tonnellate di bottiglie in PET per la confezione di acqua potabile. Si tratta di due anomalie mondiali difficilmente sostenibili con i costi crescenti del petrolio e dell’energia. La terza scelta deve cancellare la norma che equipara l’incenerimento delle plastiche ad una pratica di riciclo, in quanto in contrasto con le norme comunitarie e con gli accordi di Kioto. I soldi dei consumatori così risparmiati devono essere usati per incentivare economicamente la raccolta differenziata della frazione umida destinata al compostaggio.

Riusciremo anche sul nostro territorio della Versilia ad ottenere parte di quello che noi Grilli Versiliesi appoggiamo come proposte fatte anche da Italia Nostra e del resto chiediamo giá da tempo, oltre naturalmente che non riapra mai piű l´ínceneritore e a creare quindi un modello virtuoso anche come ricadute economiche sul territorio, stile "Capannori" da contrapporre al modello distruzione della salute e dell´ecosistema stile "Brescia"?

Martedì 13 Gennaio 2009 alle ore 18.00 presso la Sala Annunziata del Chiostro S. Agostino a Pietrasanta l'Associazione per la Tutela ambientale della Versilia ha ottenuto la presenza dei Sindaci della Versilia per porre loro delle domande in un INCONTRO PUBBLICO sulle problematiche connesse all'inceneritore della Versilia. Saranno presenti gli esperti dei cittadini e quelli delle amministrazioni, a confronto.
Vista l'importanza dell'incontro, vi preghiamo di diffondere questa notizia e di partecipare!

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giovedì 18 dicembre 2008

Basta buste!


03 dicembre 2008 - Entro luglio 2009 saranno eliminati da 49 ipermercati italiani. Quattro le opzioni alternative. Una catena di supermercati francese della grande distribuzione ha annunciato che entro la prossima estate nei 49 ipermercati italiani non saranno più venduti sacchetti di polietilene per la spesa , iniziativa che fa parte di un programma più vasto teso alla riduzione degli imballaggi, anche attraverso la vendita di prodotti sfusi. Al posto degli shopper in plastica, alla cassa si potranno acquistare sacchetti in materiale biodegradabile o carta, sacchi riutilizzabili più volte o, in alternativa, box di cartone. Tutte le opzioni verranno offerte al consumatore a pagamento, per sensibilizzarlo al riutilizzo. Secondo un portavoce della società, sarebbero attualmente in fase di valutazione diverse soluzioni per quanto concerne la scelta degli shopper al 100% biodegradabili.

Per la verità i Grilli Versiliesi hanno portato una proposta simile al signor Nessuno (alias l'assessore Cinquini). Si tratta di imporre una piccola tassa supplementare sugli shoppers dei supermercati, per invogliare i clienti al riutilizzo o all'eventuale sostituzione con sacchi di cotone (cosa per altro già fatta in alcuni comuni italiani e stranieri) Si tutela l'ambiente e si rimpinguano le casse del comune, Bologna in 6 mesi ha raccolto 3 milioni di euro con questo espediente e ridotto drasticamente il consumo di shoppers in palestica.
Nei mesi scorsi inoltre ai nostri banchetti erano presenti delle "sporte" di cotone con il nostro logo sempre per incoraggiare alla riduzione degli imballaggi inutili.

Ci ascolterà almeno stavolta il nostro prode assessore?

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mercoledì 17 dicembre 2008

Thor?

Ecco qua l'ennesima fregatura, propinataci con la scusa della "termovalorizzazione" e dell'emergenza rifiuti. Non c'è neanche bisogno di commentare, basta che una persona dotata di buon senso si legga questo articoletto del CNR per capire davanti a che imbroglio ci troviamo di fronte.

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.
Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.
“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.
Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno. [...]
ARTICOLO COMPLETO

Una domanda sorge spontanea? Ma dov'è il recupero dei rifiuti in tutto questo processo? Dov'è la "raccolta differenziata"? E come mai non si accenna minimamente alle emissioni dell'impianto, dicendo che sono semplicemente "inesistenti"?
Speriamo che questa bella sorpresina non venga un giorno adottata dalle nostre amministrazioni, magari come rimpiazzo dell'inceneritore (speriamo in futuro chiuso) del Pollino, sarebbe come spengere l'inceneritore per accenderne un altro.

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martedì 9 dicembre 2008

Non buttare il tuo futuro nel bidone





















Lunedì 15 dicembre 2008 alle ore 21, presso la Circoscrizione n°4 Viareggio Nuova, in Piazza del Buon Consiglio quartiere Terminetto, i Grilli Versiliesi, insieme all'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e al Coordinamento rifiuti zero Ato Costa organizzano un incontro per parlare,informare e dibattere:


- sulle problematiche salutari,ambientali ed economiche relative all'incenerimento dei rifiuti;

- cosa è accaduto e cosa sta accadendo all'impianto d'incenerimento di Pietrasanta;

- riciclo e raccolta differenziata porta a porta.

Per informazioni:
meetup91@yahoo.com
segnalazioni@grilliversiliesi.it

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lunedì 1 dicembre 2008

stasera giornata mondiale contro l'incenerimento

Lunedì 1 Dicembre alle 21, a Pietrasanta, nella Sala dell'Annunziata in S.Agostino (Via S.Agostino n.1) in occasione della "Giornata Mondiale contro l'incenerimento e per le alternative" promossa da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia invita tutti i cittadini e le amministrazioni ad una serata di approfondimento della questione inceneritore in base agli ultimi avvenimenti:
-Proiezione del breve film "La storia delle cose" (di Annie Leonard);
-Aggiornamento sulle AZIONI LEGALI intraprese dal comitato per la questione inceneritore;
-relazione sulla situazione per niente consolante dei controlli ARPAT e delle analisi compiute dalla ASL sulla diossina.
-Partenza di una NUOVA RACCOLTA DI FIRME: per pretendere SUBITO la BONIFICA del territorio circostante l'inceneritore della Versilia, e tutte LE ANALISI NECESSARIE per capire quali siano state le ricadute sul territorio di questo inceneritore e di quello precedente
-annuncio della vertenza nazionale, supportata dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero, contro l'imbroglio dei sussidi all'incenerimento, i cip6 (prima nelle nostre bollette distinti dalla voce A3, ora "spariti", ma ugualmente pagati da tutti noi, con il 7% di ogni pagamento).
- per festeggiare la Raccolta Porta a Porta ottenuta a Pietrasanta grazie alla petizione di oltre 2500 firme, fatta in pochi giorni, durante il mese di settembre, una vittoria del Coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa e di tutti i cittadini che hanno dato il loro contributo.
ULTIME NOTIZIE:all'incontro sarrano presenti anche Paul Connet, Rossano Ercolini,dott.Angotzi direttore dell'Asl Versilia, dott.ssa Cavallaro ass.ambiente della provincia di Lucca

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venerdì 28 novembre 2008

Incontro con l'assessore Cinquini

Dopo essere stati convocati via mail, alle ore 10.00 circa del 28 Novembre i Grilli Versiliesi (presenti Andrea, Max e Paolo) sono stati ricevuti nell’ufficio dell’assessore.

Dopo una reciproca presentazione e aver sistemato il nostro inseparabile strumento per le riprese la nostra chiacchierata è ufficialmente iniziata.

L’assessore si è detto un neofita della materia, ma allo stesso tempo molto disposto e motivato ad imparare da tutti.

Andrea ha inizialmente esposto i contenuti essenziali e le strategie della proposta “obbiettivo rifiuti zero”, dalla raccolta porta a porta estesa a tutto il territorio, al riciclo e alla riduzione dei rifiuti, soffermandosi anche sui vantaggi, economici e benefici per la salute dei cittadini.

L’assessore ci ha assicurato che l’obbiettivo primario dell’amministrazione, compatibilmente con le nostre proposte, è quello di raggiungere il 100% di copertura territoriale entro Ottobre 2009 per la raccolta porta a porta. L’assessore ha comunque precisato di essere disponibile ad ascoltare tutte le associazioni e i comitati coinvolti, senza però scadere in proposte demagogiche o utopiche.

Sulle cifre della raccolta abbiamo fatto presente come i dati siano falsati dall’inclusione nella differenziazione delle potature del verde pubblico.

Tutti sono stati d’accordo nel dire che non solo la raccolta porta a porta sia un nodo basilare della questione ma, anzi, come l’informazione e la formazione dei cittadini sia il punto fondamentale per la riuscita.

L’assessore era molto dubbioso sull’educazione e il senso civico dei cittadini più adulti e ci ha detto che la formazione sarebbe partita soprattutto nelle scuole inferiori (con un finanziamento di SEA a costo zero per il comune) per poi allargarsi a tutti gli strati della società. Insomma puntare ai bambini, molto più ricettivi e non “contaminati”. Visione un po’ pessimistica che non ci trova pienamente d’accordo.

Il nodo fondamentale di tutta la discussione è stato però l’inceneritore. Appena abbiamo toccato questo tema si è subito capito come le vedute fossero diametralmente opposte.

La nostra posizione è netta e fortemente negativa nei confronti dei sistemi di incenerimento, antieconomici e dannosissimi per la salute, che non risolvono i problemi ma anzi ne creano di nuovi. Abbiamo cercato di far capire a Cinquini come il sistema di incenerimento possa essere superato, in poco tempo e con grandi vantaggi (anche economici) e come questo sia già stato fatto in altre nazioni ed in altri comuni.

L’assessore, ha si detto che l’inceneritore non è un sistema “intelligente” di smaltimento, ma ha anche precisato come lo stesso si possa dire, se non peggio, delle discariche. Nello specifico, sull’inceneritore di Falascaia, ci ha fatto capire di avere sostanzialmente le mani legate dal contratto Daviddi, a suo dire fatto produrre da altri in modo che gli amministratori potessero avere la coscienza pulita (ragionamento che ci trova d’accordo). In pratica, se non ci saranno indagini della magistratura che accerteranno infrazioni penali sulle analisi condotte, il contratto non potrà essere rescisso e l’inceneritore continuerà a funzionare fino al 2019, pena il pagamento di salatissime penali che l’amministrazione in questo momento proprio non si può permettere.

Alla nostra domanda se inceneritore e raccolta differenziata fossero vie conciliabili l’assessore ha risposto che, visto il nuovo ATO che si è venuto a creare (che comprende 4 province e un centinaio di comuni) le due tipologie di smaltimento sono perfettamente compatibili in quanto la parte di CDR (combustibile derivato da rifiuti) sottratta all’inceneritore dalla raccolta differenziata sarà compensate dall’entrata di rifiuti provenienti da altri comuni. Questo porterà, sempre per Cinquini, ad una migliore efficienza dell’impianto che non sarà più costretto a lavorare a regimi superiori al 100% (attualmente 110%) e quindi ad un contenimento maggiore delle emissioni.

Andrea ha fatto notare all’assessore come vi fosse una delibera del comune di Viareggio del 2004 (presenti tra gli altri Bucciarelli, Maglione, Volpi, Pistoia, Fantoni, Costagliola, Batistini, Nicoletti, Benincasa e Spadaccini) che già al tempo istituiva una commissione di indagine e che affermava come l’impianto fosse inadeguato al rispetto degli standard di legge per le emissioni.

Abbiamo quindi pregato l’assessore di farsi carico delle nostre istanze, soprattutto per la chiusura anticipata dell’impianto, che attualmente non trova appoggio in nessun ambiente istituzionale, perché mano mano si prenda coscienza di questo problema e si cerchi di evitare a perseverare negli errori.

Cinquini è rimasto comunque convinto che l’impianto possa, dopo i lavori, produrre emissioni in regola e alla provocazione se sarebbe stato disponibile a vivere accanto all’inceneritore ha risposto affermativamente.

In mezzo a questo c’è stata una piccola divagazione su Open-Source ed energie alternative, l’assessore si è mostrato interessato ai programmi Open-Office e Linux-Ubuntu da adottare nella pubblica amministrazione, chiedendoci di parlarne anche con l’assessore Costagliola e ha detto di voler accedere a finanziamenti regionali a fondo perduto (che finanzierebbero le opere al 100%) per l’installazione di pannelli solari sul tetto del comune.

Abbiamo fatto presente anche come sia importante la questione del risparmio energetico oltre che la produzione da fonti alternative e come questa opportunità sia possibile sostituendo gli apparati di luci con dei led (che consumano un decimo delle normali lampadine).

In conclusione ci ha detto di essere in stretta relazione con il presidente di SEA risorse sia per far partire il progetto della raccolta porta a porta sia per un impianto di teleriscaldamento. La seconda proposta ci ha lasciato molto dubbiosi in quanto conosciamo assai bene i rischi legati all’uso della biomassa che non sono altro che inceneritori “travestiti”. Si è parlato anche di un progetto nuovo, interessante, anche se l'assessore è stato molto ermetico, noi pensiamo che si tratti del TOTEM .

La nostra proposta l’abbiamo fatta, adesso aspettiamo fiduciosi che le acque comincino a smuoversi.

Questo è solo un riassunto dell'incontro, presto sarà pubblicato il video.

P.S. Domenica 30 novembre dalle ore 10.00 in passeggiata sarà presente un banchetto informativo dei Grilli Versiliesi, maggiori informazioni QUI.

Ecco cosa dice il prof. Montanari sulle biomasse...


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mercoledì 26 novembre 2008

Operazione trasparenza VI

Due comunicati giunti ai Grilli Versiliesi.

Come l'ARPAT anche la ASL non ha fatto i controlli che noi cittadini, e le amministrazioni sicuramente, pensiamo siano necessarie per la tutela della nostra salute. La ASL ci ha precisato che questa mancanza non è dipesa da una loro scelta, gli studi approfonditi per capire quali sono state le conseguenze dell'inceneritore sugli animali e sugli abitanti versiliesi, non sono state mai veramente richieste e finanziate prima. Ma secondo quanto abbiamo appreso dai giornali, le analisi dei campioni alimentari che la ASL ha fatto dopo la seconda emissione di diossina di quest'anno, dovevano servire per chiarire se la diossina era ricaduta sul territorio, e con quale intensità. Da questo dipendeva la decisione se chiudere o no l'inceneritore. Sono stati presi 5 campioni: tre di latte ovino, uno di miele "favico" (con la cera) e uno di pesce (a proposito, dove sono i risultati delle analisi riguardanti il pesce? Sono tre mesi che le aspettiamo). Ma il direttore della USL, dott. Angotzi, durante la conferenza stampa del 29 Settembre ha chiaramente detto che i campioni "analizzati erano stati assegnati alla USL per un Piano Nazionale Residui e per un Piano Nazionale Alimentazione Animale, e solo "su concessione delle autorità preposte sono stati utilizzati anche per orientarli all'inceneritore. Il dott. Angotzi, parlando del piano d'indagine ha affermato chiaramente : “non è questo lo strumento…, se volete sapere qual è l'inquinamento da inceneritore, non è questo lo strumento, non è stato pensato per questo". Ma sui giornali abbiamo letto che le analisi erano andate bene, e nessuno ha smentito. Allora, tutti devono sapere che non era vero. A conclusione della relazione sulle analisi il dott. Angotzi scrive: "I risultati attuali, benché ampiamente sotto i limiti di legge, dimostrano che da valori inferiori ai limiti di sensibilità si è passati a valori misurabili. La strategia di campionamento dettata dal PNR non permette di valutare se questo aumento di concentrazioni è limitato all'area del termovalorizzatore o estesa a tutta la Versilia e rende difficile definire una correlazione assoluta ed univoca con le concentrazioni delle stesse sostanze in emissione dal termovalorizzatore. Si rende pertanto indispensabile un piano specifico ed approfondito per il monitoraggio della contaminazione ambientale da queste sostanze". Allora le certezze ancora non ci sono. Tutto però procede come se ci fossero: la Provincia aveva 120 giorni per approfondire la situazione, e, invece, in un mese ha dato il permesso con una Determina ai lavori di ristrutturazione dell'impianto. Perché? Perché non hanno aspettato? L'Assessore Maura Cavallaro, aveva assicurato che non ci sarebbe stata fretta nella procedura; proprio nella stessa conferenza stampa della AUSL. ci aveva detto che il piano di Veolia sarebbe stato presentato pubblicamente, che avrebbe chiamato i cittadini a pronunciarsi a riguardo. Niente di tutto questo. Per quanto riguarda le analisi future l'AUSL prevede due indagini epidemiologiche (previ autorizzazione da parte delle amministrazioni e finanziamenti): un controllo su cause di morte e un'indagine sui bambini alla nascita. Ma queste indagini richiederanno tempo e hanno già dei grossi limiti, come lo stesso dott.Angotzi ha spiegato: "quando mettiamo in campo indagini epidemiologiche, si sa dove si parte, si sa dove sono i limiti dell'indagine; ben difficilmente si riesce a sapere dove si arriva. In genere, purtroppo, come diceva la Dott.ssa Raffaelli, un'indagine è destinata ad essere approfondita". Cosa vuol dire per i cittadini? Che si faranno delle indagini, si sa quando partiranno, ma non si sa quando porteranno a dei risultati certi. Di nuovo ci troviamo di fronte a questo problema: come abbiamo già dichiarato, mancano le risorse finanziarie e umane per le analisi ARPAT, e mancano gli strumenti utili a sapere in tempi brevi e con certezza, le conseguenze da inquinamento per l'inceneritore della Versilia. La soluzione noi l'abbiamo: chiudiamo l'inceneritore per sempre; in questo modo, sia l'ARPAT, sia l'AUSL, avranno più risorse e più energie per ben altro. Noi, a questo punto, urliamo: basta prendere in giro i cittadini. Non vogliamo essere usati come cavie e dimostrare quando sarà troppo tardi per noi, quando cioè, ci ammaleremo in numero sempre più crescente, che l'inceneritore nuoce alla nostra salute. L'argomento è troppo serio: tante persone, adulti e bambini, si ammaleranno in forma più o meno grave, fino a rimetterci la vita! E' bene poi non dimenticare che nel terreno circostante l'inceneritore ci sono ben 150.000Mc di ceneri " (ARPAT già tre anni fa aveva segnalato all'amministrazione e a ERSU che era necessario fare dei controlli sulla tenuta della messa in sicurezza delle ceneri"da ARPAT già tre anni fa) e un'area di 3000 Mq da bonificare, non sappiamo con quale pericolo per le falde acquifere sottostanti. A questo punto, i cittadini devono prendere consapevolezza dell'esistenza certa di alternative all'incenerimento che in altre località italiane ed estere stanno portando ad ottimi risultati e devono allearsi per pretendere che sia fatta la bonifica promessa da 15 anni e mai realizzata, e le analisi, per capire quali ricadute abbiano avuto questo inceneritore e quello che c'era prima. Deve essere individuato un punto zero. Se, come dice l'AUSL, non ci sono gli elementi per tenere chiuso l'inceneritore, noi sosteniamo con forza che non ci sono nemmeno quelli per riconcederne la riapertura. Vogliamo la bonifica e le analisi ora, e non dopo l'eventuale riapertura dell'impianto che non vogliamo. Anche il sindaco Mallegni ha dichiarato su Rete Versilia che l'inceneritore non doveva essere proprio costruito, senza una totale bonifica. Gli chiediamo di pretenderla ora. Ma noi cittadini ci dobbiamo svegliare: siamo noi a dover pretendere le analisi subito.
Lunedì 1 Dicembre, in occasione della "Giornata mondiale contro l'incenerimento e per le alternative", a Pietrasanta, presso Sala dell'Annunziata, a S. Agostino, alle 21, sarà organizzata una serata per informare i cittadini sull'attività del comitato di queste ultime settimane, sulle azioni legali intraprese, sulla manifestazione che si ha intenzione di organizzare al più presto e sulla petizione che si farà firmare per chiedere le analisi e la bonifica subito.
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia

Vi giro la mail che ho inviato a canale 39 dopo essermi scandalizzata per quello che l'assessore stava dicendo in trasmissione a proposito della necessità dell'inceneritore della versilia per chiudere il ciclo dei rifiuti! E' completamente disinformato...
ciao
cinzia
L'assessore Cinquini ha parlato di termovalorizzatore, il termine esatto è inceneritore nessun altro paese ha coniato un termine diverso da inceneritore perchè in effetti la resa energetica ottenuta bruciando rifiuti non è tale da poterlo chiamare "valorizzatore". La stessa Comunità Europea li chiama inceneritori. L'assessore ha parlato del danno provocato dalle discariche che bruciano territorio e che poi lasciano colline come quella delle "Carbonaie". Gli vorrei chiedere perchè non ha parlato della collina che è situata presso l'inceneritore della Versilia che è stata formata dall'accumulo di ceneri e che non è stata interamente bonificata e la cui messa in sicurezza, a quanto comunicatoci da Arpat, non è stata sempre monitorata. Il Presidente di Sea, avv. Tucci ha parlato di alte percentuali di raccolta differenziata, con percentuali del 43% per Viareggio e del 35% per Camaiore, vorrei spiegare che il Decreto Ronchi del 97 prevedeva il raggiungimento del 35% al 2003, quindi le nostre amministrazioni sono in ritardo nel raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo TU ambientale prevede il raggiungimento di almeno il 45% entro il 2008, e vorrei evidenziare "almeno" che significa il minimo. L'altra inesattezza che è stata detta è che il ciclo dei rifiuti si chiude con l'inceneritore. E' una grave disinformazione che deriva sicuramente da mancanza di notizie al riguardo. Se l'assessore e il sindaco avessero partecipato alle numerose conferenze da noi organizzate con esperti del settore avrebbero sicuramente fornito un'opinione diversa. Il prof. Paul Connet, professore di biochimica all'Università St. Lawrence dello stato di New York e papabile candidato al Premio Nobel per la chimica per il 2008 è venuto diverse volte nel nostro territorio per spiegare la strategia Rifiuti Zero, che non prevede inceneritori e discariche, abbiamo inoltrato gli inviti a tutti gli amministratori. La dott.ssa Gentilini, oncologa ematologa è venuta pochi mesi fa a parlarci dei danni provocati alla salute e imputabili direttamente agli inceneritori. Sta seguendo, come perito di parte, proprio in questi giorni, il processo di Forlì dove si discute della presenza nelle cellule tumorali di un bambino di una sostanza (tungsteno) emessa dall'impianto che è situato nei pressi della sua abitazione. Gli inceneritori, come attestano numerosi studi scientifici, nuociono gravemente alla salute, anche se monitorati. Non riducono il volume dei rifiuti anzi li moltiplicano, bruciano, oltre ai rifiuti, tante altre risorse aggiunte durante il processo quali carboni, acqua, metano, ecc ed emettono una grande quantità di fumi contenenti particolato. Se ad oggi siamo con questi quantitativi di rifiuti e con un trend in crescita significa che negli anni le amministrazioni non hanno adempiuto agli obbligli di legge. La legge comunitaria, recepita dalla normativa nazionale, prevede in primo luogo Riduzione, Riciclo, Riuso. Le politiche di raccolta differenziata porta a porta, dove applicate, hanno raggiunto percentuali più alte dell'80%, quindi in discarica mandano uno stabilizzato, non tossico, inferiore al 20% e sempre in diminuzione. Anche con i numeri che ha fornito l'Assessore, si rileva che noi con l'inceneritore mandiamo in discarica un 60% oltre a ceneri,scorie e fangli tossici che residuano dall'impianto. Il rifiuto si riduce con pratiche sostenibili, si devono costruire impianti per il riciclo dell'organico e dei materiali. Perchè l'Assessore non ha parlato della mancanza di analisi e monitoraggi presso l'inceneritore, dei controlli che finora sono stati autocontrolli del gestore stesso e della mancanza di fondi per il futuro per un sistema di controlli esterno? Faccio parte dell'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e abbiamo chiesto da più di due mesi un incontro al Sindaco Lunardini con tutti gli altri Sindaci affinchè diano risposta alle nostre domande, e malgrado la recente e moderna normativa sulla partecipazione, non ci è stato ancora possibile ottenere quest'incontro. Siamo sempre disponibili ad un corretto dialogo e a organizzare incontri tra gli amministratori e i nostri tecnici ed esperti.
Cordiali saluti,
cinzia

P.S. Ricordiamo a tutti che domenica 30 novembre dalle ore 10.00 in passeggiata sarà presente un banchetto informativo dei Grilli Versiliesi, maggiori informazioni QUI.

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martedì 25 novembre 2008

Banchetto Informativo dei Grilli Versiliesi

I Grilli Versiliesi sono lieti di invitare cittadini, simpatizzanti e chiunque voglia a partecipare al banchetto di promozione socio-culturale che si svolgerà domenica 30 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 in Passeggiata, davanti alla Torre dell'Orologio.

Faremo promozione delle Monete Locali (SCEC) strumento importantissimo già adottato in Europa ed in Italia come volano dell'economia locale e dei GAS (gruppi di acquisto solidale) atti all'acquisto di alimenti biologici a chilometro zero. Verranno anche raccolte le firme per il referendum contro il Lodo Alfano...
Potrai inoltre informarti sulle battaglie che stiamo portando avanti per acqua, ambiente, open-source, rifiuti, risparmio energetico, bilancio comunale e tanto altro ancora!

Vuoi saperne di più? Vieni al nostro banchetto domenica 30 Novembre dalle 10.00 alle 18.00!!!

Contatti e info:
segnalazioni@grilliversiliesi.it
meetup91@yahoo.it
per entrare a far parte del nostro gruppo

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MBT o BMT?

In questo periodo si fa un gran parlare di metodi di trattamento dei rifiuti alternativi agli inceneritori, spesso facendo una gran confusione e ricadendo nella stessa filiera della "termovalorizzazione" (parolone che deve essere sempre associato a bruciare, inquinare e tumore). Vediamo di fare un po' di chiarezza su uno di questi metodi detto TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO. Attenzione a non fare confusione...

Le due sigle, in lingua inglese, stanno per ”MECHANICAL-BIOLOGICAL TREATMENT“ e per ”BIOLOGICAL-MECHANICAL TREATMENT”. L’apparente piccola distinzione “SEGNA” al contrario lo scopo dei due “sistemi impiantistici” definendone al contempo una “DIVERSA ORGANIZZAZIONE MODULARE”. Nel primo caso che a noi sembra pienamente funzionale al “percorso verso rifiuti zero” si tratta di impianti dotati di DUE BRACCIA: un “braccio automatico” finalizzato a recuperare le frazioni riciclabili ”secche” ancora contenute nei residui appartenenti al cosiddetto”sopravaglio” e costituite da carta-cartoni-metalli ferrosi e non ferrosi-vetro-plastiche ecc. ed un “braccio” finalizzato a “stabilizzare” i materiali organici e biodegradabili quali gli scarti alimentari, le falciature, la carta contaminata e il sottovaglio fine. Questo”braccio” può essere dotato di una sezione di digestione anaerobica ( ad umido, a semiumido o a secco) per la valorizzazione energetica delle frazioni biodegradabili per la produzione di biogas ad alta componente metanica (55-70%). Tale sistema non ricorre a modalità preliminari di triturazione che comprometterebbero le successive modalità di recupero dei materiali omogenei e si avvale, in genere, di uno (o due) cilindri (o setacci) orizzontali rotanti (dotati di fori di svariate dimensioni), di classificatori ad aria, di mulini e di magneti nonché, nei casi più avanzati, di lettori ottici a raggi infrarossi (NIR-Near Infrared system). Nel secondo caso (BMT) il residuo viene subito triturato per poi essere “stabilizzato” subendo al massimo un grossolano processo di selezione, quasi sempre rivolto a recuperare i metalli. Buona parte di questi sistemi che segue un processo di stabilizzazione “accelerata” (biossidazione) è volto a produrre Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR) ricavato dal “sopravaglio” che è il risultato di una grossolana separazione attraverso il vaglio rotante dal “sottovaglio” a prevalenza organica. Il BMT sta quindi, in genere, dentro la ”filiera dell’incenerimento”. In altri casi ha il compito di produrre i cosiddetti ”bio-cubi” da mettere a discarica anche con recupero energetico della frazione putrescibile sfruttando la produzione di bio-gas.
Come già detto il ricorso al TMB, quando è finalizzato alla massima “diversione” (o sottrazione)dalla discarica si pone in alternativa al ricorso all’incenerimento. Esso, nelle sue componenti, non mira a produrre CDR ma ad “estrarre materie ed energie” dai differenziati flussi residui. Questa “combinazione modulare” viene applicata in alcuni impianti in attività su ampia scala ed è fornita da diverse compagnie. Tali impianti, anche secondo importanti agenzie indipendenti, sono in grado di sottrarre dalla discarica più del 70% dei residui in ingresso, ma anche considerando stime molto più prudenziali è indiscutibile che almeno la metà di quel 34-38% che residuerebbe dal raggiungimento degli obiettivi fissati dalla GR e dalla finanziaria 2007 sarebbe sottratto al conferimento in discarica. Non più di un 15-19% andrebbe in discarica sotto forma di inerti e di frazione organica stabilizzata. Anche con l’inceneritore i quantitativi da conferire in discarica sarebbero praticamente equivalenti ma con una pericolosità indiscutibilmente superiore.

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martedì 18 novembre 2008

L'INCENERITORE SU RETE VERSILIA




- Questa sera su Rete Versilia alle 21:30 potrete vedere il programma in diretta "Carte in tavola", condotto da Andrea Montanesi. La puntata avrà come argomento l'inceneritore della Versilia. Saranno presenti:
alcuni membri del nostro comitato (l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia), il sindaco di Seravezza, Ettore Neri, il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, il sindaco di Massarosa, Fabrizio Larini.


- Colgo l'occasione di mandarvi anche questo comunicato che, una volta integrato di altri dettagli, sarà dato ai giornalisti:

E’ bene che i cittadini sappiano che i controlli adeguati per l’ inceneritore non ci sono stati, non ci sono e non ci saranno mai, (perché mancano le risorse, sia umane che finanziarie per attuarli).
Dopo aver assistito e partecipato al Forum provinciale dell’ARPAT dello scorso 14 ottobre, il 12 Novembre siamo andati a Firenze, al Forum regionale dell’ARPAT, per capire quali saranno i miglioramenti che si apporteranno all’interno dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente. Per riassumere, citiamo le parole già riportate nella seconda diapositiva che il Responsabile del Dipartimento provinciale ARPAT di Lucca, Marco Pellegrini, presentò il 14 ottobre:“Una sconfortante premessa: la capacità di risposta del Dipartimento e dell’Agenzia in generale è fortemente inferiore alle richieste. E’ improbabile che le risorse in futuro aumentino, è possibile che diminuiscano. E’ quindi necessario aumentare la nostra efficienza.”.
Ma è solo l’ARPAT che deve fare i controlli e valutare l’inquinamento, e che, per ricondurre tutto alla nostra situazione in Versilia, deve controllare l’inceneritore di Falascaia e valutare l’inquinamento da esso derivante. Quanto è accaduto (gli sforamenti per anni di monossido di carbonio, e forse di diossina, ora oggetto d'indagine della Procura) dimostra senza dubbio quanto i controlli siano stati insufficienti e inadeguati. Lo stesso dott. Pellegrini ci ha confessato :”Tutti gli impianti sono da controllare due volte all’anno e non ce la facciamo”.
Di fronte a questa impossibilità di adempiere alle norme sul controllo, l’agenzia ha da tempo usato, e ha dichiarato che userà sempre più, l’autocontrollo; questo vuol dire che il gestore dell’impianto, che dovrebbe essere controllato, fa il controllo di se stesso, e, solo periodicamente, sarà controllato dall’ARPAT. Sull’autocontrollo, il dott. Pieroni della USL, Responsabile dell’Igiene e della Sanità pubblica, al forum del 14 ottobre, ha dichiarato: “è necessario un livello di verifiche tali che sia sufficiente a poter tener sotto controllo gli autocontrolli; se le verifiche sono troppo poche o addirittura assenti, poi finisce come purtroppo è successo, esperienza recente, sul nostro territorio. Questa è una cosa importantissima e io credo che, su questo, l’ARPAT si debba impegnare fortemente”. E in seguito, il dott. Pieroni ha ancora detto “a mio avviso è importante che vengano aumentati i controlli sia sulle emissioni dell’impianto di Falascaia, per essere chiari, sia anche sulle ricadute sul territorio. In questo senso le delibere regionali sul controllo degli impianti di incenerimento è già superata perché la delibera prevede un numero di controlli troppo limitato rispetto agli autocontrolli”.
Ma, ora sappiamo, che non ci sono le risorse per migliorare questo stato di cose.
Noi cittadini, cosa dobbiamo capire una volta per tutte? Che non ci saranno mai controlli adeguati al nostro inceneritore, e che la nostra salute, per quanto riguarda i danni che un impianto del genere può provocare, non potrà essere salvaguardata.
Intanto, però, la Provincia (senza consultarci, come invece, l’Ass. Maura Cavallaio, durante la conferenza stampa della USL ci aveva promesso) il 31 Ottobre ha autorizzato Veolia a fare i lavori sull’impianto, che così riaprirà tra qualche settimana…
L’Associazione per la tutela ambientale della Versilia.

A questo comunicato, aggiungo che il Dott. Pellegrini, alla fine del Forum del 14 Ottobre affermò (e noi abbiamo la registrazione): "quando so che da noi ci saranno 4000 emissioni in atmosfera e so che ne vengono guardate, a parte Falascaia e qualche altra, 4 o 5 l’anno, e sono sempre le stesse, cosa so delle altre 3900 ?"Di fronte a questi numeri, a parte lo sconcerto, resta da realizzare, che neanche raddoppiando le risorse economiche ed umane dell'ARPAT si avranno i controlli adeguati, e, inoltre, che gli inceneritori "risucchiano" troppe risorse, a discapito di tutto il resto che esiste sul territorio e che dovrebbe essere controllato in ugual misura. Anche per questo, gli inceneritori vanno chiusi. rifiuti ambiente inceneritore inceniritore inceneritore rifiuti ambiente raccolta differenziata raccolta differenziata

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