giovedì 22 gennaio 2009

dibattito inceneritore a Pietrasanta

Torno a parlare di salute e di inceneritori , perché penso che non se parli mai abbastanza, ma soprattutto per parlare e fare alcune considerazioni sulla serata organizzata dal Comitato ambiente della Versilia che, dopo molte traversie, ha finalmente ottenuto un incontro con i Sindaci della Versilia per parlare e dibattere del camino del Pollino.
In tutti i resoconti giornalistici e televisivi locali si è parlato della presenza dei Sindaci, dei bei discorsi fatti dai responsabili ARPAT locali e del servizio ambiente della Provincia, nonché della proposta a dir poco singolare fatta dal Sindaco di Seravezza, nonché Presidente del Consorzio Ambiente Versilia Ettore Neri, di referendum per chiedere ai cittadini se sono disposti a spendere 70 milioni di euro(di Pantalone) per riscattare il camino del Pollino dimenticando pero' di informare i lettori su alcuni interventi chiarificatori importanti.
Alla serata fortemente voluta dai cittadini, erano presenti i Sindaci Neri per Seravezza, Lunardini e Assessore Cinquini per Viareggio, Assessore Giovannetti per Pietrasanta, Bertola per Camaiore e il nostro Sindaco pro tempore Umberto Buratti.
Assenti giustificati? oltre al Sindaco Silicani di Stazzema guarda caso i Sindaci sui cui territori insistono gli impianti del Pollino e di Pioppogatto: i Sindaci Mallegni di Pietrasanta e Larini di Massarosa.
Era presente anche l' Assessore Provinciale all' ambiente Cavallaro, la quale ha il merito di aver sempre partecipato alle iniziative ed incontri proposti dai vari comitati e che quindi ,forse proprio per questa sua predisposizione al confronto, è uno dei pochi politici da apprezzare.
L' aspetto su cui in questi anni si doveva e si deve battere il mortaio per tentare di chiudere definitivamente il camino del Pollino è quello ambientale e sul quale a mio avviso i Sindaci della Versilia non hanno giocato bene le proprie carte a disposizione.
Anzi hanno giocato d' attesa in modo che la palla inceneritore passasse alla nuova persona giuridica addetta a gestire lo smaltimento rifiuti nelle Province di Massa, Lucca, Livorno, Pisa: l' ATO COSTA.
Dimenticando forse che nelle materie igiene e sanità esistono delle precise responsabilità da parte degli organi politici che omettono di salvaguardare la salute dei cittadini.
A mia precisa domanda rivolta al Presidente del Consorzio Ambiente Versilia Ettore Neri (nato con euro 100000 di soldi nostri) per avere risposte in merito alle attività svolte dal Consorzio per salvaguardare la salute dei cittadini, questi ha cominciato la filippica dei costi di gestione e di cosa sta facendo Seravezza per la raccolta differenziata senza rispondere alla mia domanda.
Tornando a rimarcare quello di cui i media locali non hanno focalizzato di quella serata pubblico i video-intervento di una rappresentante del Comitato ambiente della Versilia e di un rappresentante illustre della federazione nazionale ordine dei medici, nonché esperto della materia incenerimento, Dott. Bolognini.
Nel primo intervento si evidenziano alcuni aspetti poco chiari sull' informazione derivata dagli sforamenti di diossine avvenuti nel 2008 in quell' area e ponendo chiare domande agli esperti e ai nostri amministratori.



Dai documenti letti si sono avuti tre sforamenti importanti di diossine una dei quali superiore di venti volte ai limiti di legge già di per se assolutamente insufficienti.
L' attuale legge infatti fissa limiti solo per le particelle di diametro più grandi senza minimamente prendere in considerazione le particelle più pericolose: le nanoparticelle.
Nell' intervento del Dott. Bolognini invece si mettono a fuoco due aspetti: l'aspetto puramente amministrativo e l'aspetto sanitario.
Per il primo aspetto è da rimarcare il fatto che l' inceneritore del Pollino (unico caso in Italia) è stato costruito su un area soggetta a bonifica e pertanto priva della certificazione di avvenuta bonifica e senza valutazione di impatto ambientale che impone una valutazione comparativa delle alternative.
Per intenderci è come se io costr
uissi e andassi ad abitare in una casa senza il certificato d' agibilità.
Il secondo aspetto è l' aspetto sanitario per il quale mi piace rimarcare il fatto evidenziato dal Dott. Bolognini relativamente ai costi benefici dell' inceneritore.
In tutte le zone in cui è stato costruito un inceneritore si è avuto un aumento esponenziale di morti e malati di cancro con costi elevatissimi sia dal punto di vista sociale che (cinicamente) economico con costi così quantificabili:
- cancro mortale o non, euro 2.000.000;
- morte prematura, euro 1.000.000;
- valore di un anno di vita perso, euro 50.000;
- un punto di quoziente intellettivo perso a causa del mercurio che si sprigiona dai camini dell' inceneritore.
In attesa di conoscere l' esito dei presunti taroccamenti dei software di controllo delle emissioni inquinanti dai camini dell' inceneritore, la società VEOLIA che ha acquistato l' impianto, dopo aver dichiarato a seguito dei lavori di ristrutturazione all' impianto stesso che l' inceneritore (bontà sua) è uno dei più sicuri in Italia, provvederà ai controlli delle emissioni in autocontrollo senza le autorità del SSN, che mi sembra non abbiano intenzione di muovere un dito.
C'è da fidarsi?
A vedere anche dalle facce perplesse e confuse dei Sindaci quando si parla di emissioni di inquinanti credo proprio di no.
Forse se questi signori (senza offesa) avessero partecipato di più alle nostre iniziative di informazione sarebbero stati meno impreparati e avrebbero dato risposte un tantino più' concrete alla cittadinanza.
Le alternative esistono.
Basta aver il coraggio politico di portarle avanti senza paura.



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3 Commenti:

Anonymous paolo m ha detto...

Grande Michele!
Il lavoro che fai su fortedeimarmi è grandioso!
Non fermarti!

23 gennaio 2009 alle ore 11:06  
Anonymous Max Bertoni ha detto...

Concordo, complimenti!

23 gennaio 2009 alle ore 11:39  
Anonymous enrico64 ha detto...

Bravo Michele siamo tutti con te!

23 gennaio 2009 alle ore 14:13  

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