martedì 27 gennaio 2009

Possiamo fare a meno dei partiti?

A questa provocazione si potrebbe rispondere al volo con il mitico slogan “L’immaginazione al potere” coniato a Parigi, nel 1968, durante la cosiddetta “rivoluzione di maggio”.
Ma questa volta cari amici ce la dobbiamo vedere fra di noi, fra le nostre coscienze, sapendo tutti che c˙é un pó di vero in questa provocazione che certo da una parte non puó fare altro che turbarci, ma sicuramente dall˙altra ci aiuta a prendere la palla al balzo per capire se una soluzione esiste al problema esposto.Non nascondo, né mai potró farlo di appartenere ai grilli versiliesi, siamo pochi ma molto informati e continuamente aggiornati su temi forti quali le energie alternative, il possesso pubblico dell˙acqua, lo smaltimento corretto dei rifiuti, la mobilitá sostenibile, l˙economia solidale, le monete locali e la decrescita, l`open source e la trasparenza decisionale nelle pubbliche amministrazioni ed altro, ma non basta.Sappiamo di non sapere tutto e di non avere una bacchetta magica per poter risolvere qualsiasi problema e chi ce l˙ha del resto? Siamo noi tutti, che come insieme di cittadini di qualsiasi convinzione e colore di appartenenza, con le nostre competenze, conoscenze, eccellenze e legittime domande di cambiamento, potremmo riuscire insieme e dico insieme partecipando attivamente alle attivitá politiche della nostra cittá, a poter avere le soluzioni a tanti problemi, ma come poter realizzare ció? Questa é una sfida che la provocazione in atto ci lancia, cari signori e signore e che ci vede indissolubilmente uniti nell˙affrontarla e cercare di trovare una soluzione.Una mano peró ve la vorrei dare e proporre e viene dalla forma di decisione finale che come grillini prendiamo e che abbiamo mutuato dai Gruppi di acquisto solidale:le decisioni finali nel nostro gruppo non vengono prese a maggioranza contro la minoranza, ma solo con voto unanime.Voto unanime attenzione, non vuol dire all˙unanimitá o con voto bulgaro, anche se sembra simile il concetto é totalmente diverso. Voto unanime significa che pur partendo da posizioni concettuali anche distanti all˙inizio di ogni discussione, sappiamo che tutte le decisioni che verranno prese saranno nell˙interesse del gruppo e avranno bisogno dell˙apporto di tutti, fino ad arrivare a deliberare la decisione finale che se pur quest˙ultima non possa essere completamente condivisa, sará peró il frutto di tutti i consigli e gli apporti dati da tutti i membri del gruppo, proprio al fine di salvaguardare e migliorare il gruppo stesso.

I miei riferimenti culturali al riguardo vanno dalla omnicrazia, al potere di tutti, all`empowerment, alla democrazia diretta, alla democrazia globale, all`autogoverno del “cambiare il mondo senza prendere il potere”, a non ammettere scorciatoie di conquistare palazzi,stanze dei bottoni,cortili.La liberazione dal nostro modo di pensare e di essere sará difficile,richiederá un lungo e paziente lavoro su noi stessi e con gli altri.Sará un mutamento esistenziale e antropologico.Mi trovo quindi d˙accordo con un famoso politico di sinistra quando dice che “la dimensione etica non costituisce una dimensione separata rispetto a le scelte che vengono prese in politica”, ma non mi trova ugualmente d`accordo quando ribadisce che “la mediazione politica sia aperta a tutte le possibilitá, buone o cattive legate solo ai fini che si propone il soggetto che le persegue”.Detta in soldoni, molti fanno finta di non capire che il sistema politico-istituzionale versa ormai in una crisi di legittimazione irreversibile come tutte le assemblee elettive e anche quelle locali, come luogo trasparente dove vengano prese le decisioni per l˙intera comunitá, dovuta alla sterilizzazione del dibattito interno dei partiti e alla mass-medializzazione del mercato politico elettorale e delle sue attese ed esigenze.

Si tende cioé sempre più a proporre e seguire a livello di soluzioni politiche,le attese dei cittadini come la sicurezza delle nostre strade o il problema dei parcheggi a Viareggio, piuttosto che perseguire in maniera lungimirante gli obiettivi che dovrebbero essere vincolanti di un programma politico, che preveda veramente la realizzazione del benessere e della partecipazione della gran parte dei cittadini stessi amministrati.Per farla breve, ma il discorso sarebbe più complesso, è giunto a mio avviso il momento da parte dei gruppi attivisti locali, sociali, della cooperazione, del volontariato, dell`economia solidale, della cittadinanza attiva e della decrescita,in maniera del tutto non violenta e solidale, di rigenerare e rivalutare la politica riappropriandosene, dissequestrandola dal monopolio dei partiti, tramite un movimento di autotrasformazione che investa prima di tutto noi stessi, le nostre attuali convinzioni e il rapporto di noi stessi gli altri.

Continuo con una celebre frase di Paul Valery:”la politica è l`arte di impedire alla gente di immischiarsi in ció che la riguarda”.E i ceti aggiungo io, che detengono i poteri reali controllano tramite le caste (politiche,sindacali e giornalistiche) quel che resta dei poteri pubblici.

Prima di ipotizzare nuove regole democratiche, si possono immaginare ad esempio comunità di persone che danno vita ad economie “sostanziali” cioè reali, o di “transizione”, autocentrate sulle effettive necessità dei fruitori e sulle reali disponibilità produttive esistenti nei territori.Capaci cioè di garantire un minimo di autonomia economica e di sovranità politica e sganciandosi dalle dipendenze alimentari, energetiche,trasportistiche,edilizie e persino finanziarie (adottando il progetto dei buoni locali di solidarietà SCEC).In questa logica potremmo pensare a creare un intreccio e una contaminazione positiva tra gruppi di acquisto,banche del tempo, gruppi legati al car sharing e al car pooling, alla mobilità sostenibile, all'autorecupero abitativo, autoproduzione,cohousing..arrivando al microcredito e alle monete locali appunto.Una trama di relazioni che si interfaccia solidalmente con i produttori locali e magari biologici.Consumo critico e mutualismo possono essere una risposta concreta ai nuclei familiari e comunità locali.
Si potrebbero aumentare le aree coltivate ad orto in città e fuori,creare nuove officine di riparazione,dei mercati contadini o "Mercati del cuore" dove i produttori vendono direttamente i loro prodotti e non solo alimentari,mercati del riuso e dello scambio di oggetti usati, incentivare gruppi di colleghi che accordandosi fra loro concordino tempi di trasporto e di lavoro, gestione di cooperative mutualistiche di attrezzature varie compresi i forni del pane e creare welfare di prossimità.
Si dovrebbero aumentare la manutenzione delle reti idriche ed incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto e il suo riuso anche per i servizi igienici, adottare le filiere del recupero, riciclo, riuso dei materiali post-consumo creando attività, posti di lavoro e isole di vera ricchezza economica locale.Si potrebbero inoltre autofinanziare corsi per autocostruttori e autoinstallatori di pannelli solari e di coibentazione domestica e artigianale.

In questa ottica si dice che questa crisi dovrà servire da volano per una grande riconversione degli apparati produttivi ed energetici dell’era del “dopo petrolio”.
Le buone pratiche e i nuovi stili di vita autosostenibili sono coerenti e disponibili con la prospettiva di una profonda innovazione dell’economia che preluda ad un vero, serio e coerente programma di cambiamento anche delle regole e dei modi di rappresentazione democratica delle istanze dei cittadini.
Post ispirato in ampi tratti dal libro "Decrescita o barbarie" di Paolo Cacciari

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domenica 18 gennaio 2009

SCEC o melanzane?




Ho chiuso il mio conto in banca.
Ho deciso di fare questo passo e sinceramente è una cosa che consiglio a tutti.
Possiamo fare a meno delle banche e del loro finto aiuto e reale interesse a spremerci come limoni.
Mi chiamavano solamente se il conto andava sotto e per ricordarmi che era meglio coprirlo quanto prima. Per sapere se ero contento dei loro servizi mi hanno chiamato solamente una settimana dopo che avevo chiuso tutto, domandandomi il perchè di tale decisione.

Ho chiuso il mio conto in banca perchè ero stufo di regalare soldi e sostenere questo meccansimo perverso del debito.
La massa monetaria circolante è del 6%, i soldi non ci sono, lo Stato s'indebita e i debiti li paghiamo noi.
I soldi quindi siamo noi a darli alle banche e poi le banche ce li prestano?!...ma che c***o di gioco è???
Siamo salvi ed abbiamo, per il momento, scampato il peggio.
Non abbiamo fatto la fine dell'Argentina grazie all'euro.
In Argentina però la gente reagiva, scendeva per strada, bloccava tutto e si faceva sentire battendo i mestoli sulle pentole e...inserendo la moneta locale.
Esiste anche da noi la moneta locale e si chiama SCEC.
A Viareggio e a Lido di Camaiore esistono già delle realtà che promuovono la moneta locale.
Il vantaggio è di tutti, specialmente perchè lo SCEC viene praticamente regalato, si paga solamente una quota annuale di 5 euro e non c'è debito dietro.
Oggi se vai in banca e chiedi un prestito ti chiedono una garanzia, cioè beni intestati (quindi soldi o titoli)...un po' come se andassimo dal verduraio e volessimo comprare una melanzana e il verduraio ci domandasse se a casa abbiamo delle melanzane come garanzia.
Passatemi l'aneddoto e cercate di capire l'aberrazione che il sistema banco-finanziario ci costringe a sostenere.
Possiamo dire basta...l'economia riparte dal basso!

Per iscriversi visitate http://www.arcipelagotoscana.org/

e per sapere dove spendere i vostri SCEC andate qui

p.s. vedi anche
http://www.beppegrillo.it/2009/01/i_conti_dormien.html

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lunedì 22 dicembre 2008

No, non sará un nuovo 1929...!!!

Ricordate quando tutti gli economisti dicevano: «Non sarà un ’29?». Anzi, lo dicono ancora adesso.Il giornalista economico John Mauldin si è divertito a ritrovare le dichiarazioni di competenti economisti e capi di Stato prima e dopo il 1929 (1). E le ha disposte lungo la curva – prima in salita, poi in rovinoso precipizio – dell’indice borsistico americano Dow Jones.Ecco il quadro:


1 – «Non avremo più altri crolli nel nostro tempo»: John M. Keynes nel 1927 (forse apocrifa; in ogni caso, anche i geni sbagliano).
2 – «Non posso astenermi dall’alzare una voce di dissenso di fronte a dichiarazioni secondo cui vivremmo in un paradiso dei folli, e che la prosperità in questo Paese debba necessariamente recedere nel prossimo futuro», E.H. Simmons, presidente del New York Stock Exchange, 12 gennaio 1928.
3 – «Quando sarà finalmente scritta la storia del 1929, gli eventi degli ultimi giorni occuperanno un posto di primo piano in quello che passeranno alla storia come dodici mesi eccezionalmente brillanti», New York Times, luglio 1929 (rialzo della Borsa).
4 – «Può esserci un calo dei corsi azionari, ma nulla di simile a un crollo»: Irving Fisher, il massimo economista dell’epoca, il 5 settembre 1929 (altro rialzo, un po’ eccessivo secondo alcuni).
5 – «I corsi azionari hanno raggiunto, direi, un altopiano permanente. Non credo ci sarà una caduta di 50-60 punti, come prevedono certuni. Mi aspetto che il mercato azionario sarà molto più alto di oggi nel giro di pochi mesi»: Irving Fisher, il 17 ottobre 1929. Il mercato scese, e continuò a scendere fino al 21 ottobre.
6 – «E’ il momento di comprare azioni. E’ il momento di ricordare le parole del defunto J.P. Morgan: chi è ribassista riguardo all’America si rovinerà… Molti dei ribassi dovuti a queste vendite isteriche non si ripeteranno più per molti anni»; R.W. McNeel, analista finanziario, sul New York Herald Tribune, 30 ottobre 1929. Il 28 ottobre era accaduto il «Lunedì Nero», il dow Jones era sceso del 13,47% in un giorno; il 29 ottobre, che sarebbe stato ricordato come il Martedì Nero, le azioni persero un altro 11,73%. Dal 23 ottobre al 13 novembre il Dow Jones perse il 39% . «Il business fondamentale del Paese, che è produrre e distribuire beni, poggia su una base sana e prospera»: così il presidente H. Hoover, il 25 ottobre.
7 – «Il declino è solo di carta, non di beni tangibili e servizi... L’America si trova nell’ottavo anno di prosperità commerciale. Il precedente periodo di prosperità durò 11 anni. Dunque abbiamo ancora tre anni prima del calo»: l’economista Stuart Chase, 1 novembre 1929. «L’isteria è adesso scomparsa da Wall Street»: Times di Londra, 2 novembre. «Il crollo di Wall Street non significa che ci sarà una depressione generale o grave. Per sei anni l’economia americana ha sviato una parte consistente della sua attenzione, delle sue energie e risorse nel gioco speculativo. Adesso questa avventura pericolosa, aliena e irrilevante è finita. L’imprenditoria è tornata al suo lavoro, provvidenzialmente illesa, sana in ogni sua parte, e finanziariamente più forte di prima»: Business Week, 2 novembre 1929.
8 – «Una depressione grave sembra improbabile; (ci si aspetta) una ripresa dell’economia per la primavera, e un ulteriore miglioramento in autunno»: Harvard Economic Society, 10 novembre 1929. «Nelle città e paesi di questa nazione, il panico di Wall Street non avrà alcun effetto»: Paul Block, presidente della catena editoriale Block, 15 novembre. «La tempesta finanziaria è definitivamente superata»: Bernard Baruch, il super-finanziere e consigliere di sei presidenti, in un telegramma a Winston Churchill, 15 novembre 1929.
9 – «Non vedo nulla nella presente situazione che giustifichi il pessimismo»: Andrew Mellon, segretario al Tesoro, 31 dicembre 1929. «Il 1930 sarà un anno splendido per l’occupazione»: Dipartimento del Lavoro USA, dicembre 1929.
10 – «Almeno per l’immediato futuro, la valutazione è brillante»: Irving Fisher, all’inizio del 1930.
11 – «Ci sono segnali che la fase peggiore della recessione è finita»: Harvard Economic Society, 18 gennaio 1930.
12 – «Nulla nella situazione è tale da turbare»: Andrew Mellon, febbraio 1930.
13 – «L’economia americana sta rapidamente tornando al normale livello di crescita e prosperiotà»: Julius Barnes, capo della Hoover’s National Business Survey Conferenze, 16 marzo 1930.
14 – «Le prospettive sono favorevoli»: Harvard Economic Society, 19 aprile 1930.
15 – «Grazie allo sforzo unitario e continuo, ci riprendiamo velocemente. Non c’è stato alcun fallimento significativo, bancario o industriale. Anche quel pericolo è dietro le nostre spalle»: presidente Hoover, primo maggio 1930. E nel giugno 1930, in risposta ad una delegazione che gli chiedeva di avviare un programma di lavori pubblici per rilanciare la ripresa, il presidente rispose: «Signori, siete arrivati con 60 giorni di ritardo: la depressione è finita».
16 – «Movimenti irregolari e confliggenti dell’economia dovrebbero presto dar luogo a una ripresa sostenuta»: Harvard Economic Society, 28 giugno 1930.
17 – «L’attuale depressione ha esaurito la sua forza»: Harvard Economic Society, 30 agosto 1930.
18 – «Siamo vicini alla fine dalla fase discendente della depresssione»: Harvar Economic Society, 15 novembre 1930.
19 – «La stabilizzazione agli attuali livelli è chiaramente possibile»: Harvard, 31 ottobre 1931.
20 – «Decreto Presidenziale 6102 – Divieto di incettare oro in monete, in barre e in certificati»: il nuovo presidente Franklin Delano Roosevelt, constatata che «l’emergenza nazionale persiste», ordina «a tutti i privati di consegnare a una banca della Federal Reserve o sua agenzia, entro il 1 maggio 1933, tutte le coniazioni d’oro, oro in barre, oro in certificati in loro possesso o che verranno in loro possesso entro il 28 aprile 1933». Casa Bianca, 5 aprile 1933. Per impedire la concorrenza dell’oro con il dollaro (e il deprezzamento conseguente della moneta cartacea), Roosevelt di fatto sequestrò tutto l’oro degli americani. Una misura che era stata applicata solo in Unione Sovietica, fin dagli anni ’20. Con tanti saluti al liberismo e alla libertà individuale.

Non sarebbe ora, anche solo per saperne di piű, che aderiste in massa al progetto delle monete locali SCEC e vi iscriveste su
www.arcipelagotoscana.org ?

1 - John Mauldin, «
The road to revulsion», InvestorInsight, 16 giugno 2008.

Martedì 13 Gennaio 2009 alle ore 18.00 presso la Sala Annunziata del Chiostro S. Agostino a Pietrasanta l'Associazione per la Tutela ambientale della Versilia ha ottenuto la presenza dei Sindaci della Versilia per porre loro delle domande in un INCONTRO PUBBLICO sulle problematiche connesse all'inceneritore della Versilia. Saranno presenti gli esperti dei cittadini e quelli delle amministrazioni, a confronto.
Vista l'importanza dell'incontro, vi preghiamo di diffondere questa notizia e di partecipare!

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sabato 20 dicembre 2008

Da che parte stai ?

Quella che segue è la sintesi di ciò che ha detto una persona M.C. che è venuta al Punto SCEC l’altro giorno. Ho deciso di pubblicarla perchè valuto sia il pensiero giusto per decidere di fare. Chi leggendola ci si riconosce lo dichiari, ma sopratutto , se non lo ha già fatto, trovi in essa la MOTIVAZIONE per diventare un SOSTENITORE dello SCEC.


Sono tra coloro che hanno deciso di fronteggiare il trionfo dell’attuale sistema in quanto ha prodotto,produce ed intende produrre accelerazioni nel cambiamento che ci fanno assistere a fenomeni di ritorno all’indietro, come la precarietà del lavoro, o la maggiore povertà nelle famiglie, o il ritorno al fondamentalismo ottocentesco , o alla guerra “calda”.
Gli eccessi vengono perseguiti fondamentalmente per ragioni di profitto e stanno distruggendo il pianeta: basti pensare agli scarichi verso il cielo e alle discariche verso terra.
Sono tra coloro che hanno deciso di fronteggiare il Sistema massmediatico che determina lo svuotamento della propria individualità e del proprio Io, in quanto propone sistematicamente Leader, Guru, Maestri di vita, pronti a “liberarci dal male” o a trovarci la “giusta soluzione”, scoprendo poi (quando è tardi)che hanno mentito ed ingannato per il loro avere.
Sono tra coloro che hanno scelto di responsabilizzarsi chiedendosi “ cosa faccio di concreto nella quotidianità per cambiare questo stato di cose?”.
Sono tra coloro che hanno deciso di mettersi in moto, anche singolarmente , per cessare di attendere o delegare al “chicchessia”.
Il periodo di limitarsi a criticare, o attaccare, o pensare e basta è terminato, oggi tocca all’azione.
Sono tra coloro che sono contro tutte le “caste” e tra queste anche , come l’ha definita qualcuno , di quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, e di quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri (come affidare a un bambino le chiavi del magazzino della Nutella e non controllarlo più, e poi lamentarsi che il bimbo ha finito col papparsela tutta).
Ricordo che i minatori inglesi, al tempo delle loro memorabili lotte, scrivevano su grandi cartelli davanti ai picchetti :
Which side are you on? DA CHE PARTE STAI ? Ho deciso di stare con voi…con lo SCEC, la solidarietà , e non solo, che cammina.

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martedì 25 novembre 2008

Banchetto Informativo dei Grilli Versiliesi

I Grilli Versiliesi sono lieti di invitare cittadini, simpatizzanti e chiunque voglia a partecipare al banchetto di promozione socio-culturale che si svolgerà domenica 30 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 in Passeggiata, davanti alla Torre dell'Orologio.

Faremo promozione delle Monete Locali (SCEC) strumento importantissimo già adottato in Europa ed in Italia come volano dell'economia locale e dei GAS (gruppi di acquisto solidale) atti all'acquisto di alimenti biologici a chilometro zero. Verranno anche raccolte le firme per il referendum contro il Lodo Alfano...
Potrai inoltre informarti sulle battaglie che stiamo portando avanti per acqua, ambiente, open-source, rifiuti, risparmio energetico, bilancio comunale e tanto altro ancora!

Vuoi saperne di più? Vieni al nostro banchetto domenica 30 Novembre dalle 10.00 alle 18.00!!!

Contatti e info:
segnalazioni@grilliversiliesi.it
meetup91@yahoo.it
per entrare a far parte del nostro gruppo

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domenica 2 novembre 2008

Sembra un gioco e invece è un vero e proprio progetto finanziario di economia solidale

Articolo di MANOLO MORANDINI apparso in cronaca nazionale del Tirreno il 2 Novembre 2008 a pag.5
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Stacco uno Scec e risparmio sulla spesa
Boom del denaro alternativo: si usa insieme all’euro ma solo nei negozi sotto casa
Alzi la mano chi non ha mai giocato nella sua vita a Monopoli, ritrovandosi in caso di vittoria con un gruzzoletto di banconote inservibili. Un’alternativa che fa salva l’idea di ricchezza, lasciando in mano qualcosa di concreto e spendibile, porta il nome di "Arcipelago". Ma non si tratta di un gioco in scatola bensì di un vero e proprio progetto di economia solidale.Un progetto che si propone di aumentare il potere di acquisto delle famiglie e di promuovere il tessuto produttivo locale. Una proposta da prendere in considerazione ancor più in un momento come questo, dove le difficoltà per le imprese e le famiglie a far quadrare i bilanci sono in crescita.La testa di ponte è il "Buono locale" con cui è possibile pagare parte delle proprie spese. Si chiama Scec, acronimo di "Solidarietà che cammina", e si spende insieme all’euro nei negozi e nelle aziende che aderiscono all’iniziativa. Aumenta il potere d’acquisto della nostra banconota e dà un nuovo impulso all’economia locale. Ma non è una vera moneta. Infatti, aderendo al progetto "Arcipelago" si incassano le prime cento banconote di benvenuto. L’iscrizione è gratuita e può essere attivata dal sito internet www.arcipelagoscec.org. Per avere altri buoni però bisognerà aspettare una nuova emissione.Effettuando una spesa di 10 euro in un’azienda convenzionata che accetta il 20% del prezzo in Scec, al momento dell’acquisto alla cassa verrà riconosciuto un abbuono sul prezzo di 2 euro. Dunque, con soddisfazione per il proprio portafoglio si pagheranno 8 euro e 2 buoni. E chi riceve i Buoni li riutilizzerà a sua volta per i suoi acquisti.In Toscana, a cinque mesi dall’avvio dell’esperienza, sono state emesse similbanconote per un controvalore di 30mila euro. Circolano a livello locale, in una rete di gente comune, nel piccolo commercio, artigiani, agricoltori e professionisti delle zone di Pistoia, Prato e Firenze. Sono 130 le imprese che le accettano e 150 le persone che hanno ricevuto una dote di 100 Scec a testa. Ma la rete è in piena espansione. A Grosseto ci sono 30 imprese in lista d’attesa e una quarantina di aspiranti fruitori. E l’idea riscuote consensi anche a Lucca. «La domanda che ci rivolgono più frequentemente - spiega Paolo Tintori, responsabile toscano del progetto Arcipelago - è se questa iniziativa sia legale o meno. Ogni moneta viene garantita solo dall’accettazione delle persone. Se per l’euro questa è imposta dalla legge, nel nostro caso è solo volontaria e fiduciaria. Ma il principio è il medesimo: carta che misura una compravendita. Fiscalmente il buono locale è assimilabile a un abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Pagando una piccola percentuale del prezzo in euro, inoltre, non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione, poiché i buoni acquisiscono valore insieme all’euro e non ne sono indipendenti». Uno strumento per un’economia alternativa che è sperimentato anche in altri Paesi. «A dare vita all’esperienza è stato un gruppo formato da economisti, analisti, commercialisti, imprenditori e semplici cittadini interessati alle problematiche monetarie - dice Tintori -. Abbiamo studiato oltre 4.000 esempi di monete complementari nel mondo, come il circuito Wir svizzero, per elaborare un modello valido per l’Italia. Con il tempo si è creato un movimento nazionale spontaneo sui buoni locali di solidarietà e sono partite le prime esperienze pratiche: ad Acilia (Roma) nel 2005 e poi a Napoli, dove è stato coniato l’acronimo Scec».Il principio di base è semplice. «Essenzialmente dobbiamo portare le merci prodotte localmente a essere competitive con quelle provenienti dalla globalizzazione - spiega il presidente di Arcipelago Toscana -. Con i buoni locali aumenta il potere di acquisto delle famiglie e si permette di far affluire nella piccola distribuzione nuova clientela. L’accorciamento della filiera consente anche di retribuire maggiormente i produttori e di far diminuire i prezzi al consumatore finale». Tintori a riprova dell’efficacia dello strumento cita la sua esperienza personale di grossista del settore orafo argentiero. «Ho quattro negozi che sono miei clienti e che accettano pagamenti in Scec. Altrettanto faccio io con loro e in questo modo sono riuscito a riportare nelle vetrine gli oggetti di un’impresa toscana che stava finendo fuori mercato, spiazzata dalla maggior convenienza di prodotti esteri. In pratica, con una percentuale del 20% di pagamento in Scec, oggi quell’azienda riesce a contrastare l’invasione di produzioni concorrenti».Un progetto che nel nome riflette anche la sua articolazione sul territorio. «L’arcipelago è formato da tante "isole" che adottano i Buoni locali di solidarietà e che possono scambiare con le altre le eccedenze produttive, i servizi e i beni non reperibili sul loro territorio o anche solo i flussi turistici - conclude Paolo Tintori -. Per esempio, io che abito vicino a Lucca, a Montecarlo, potrò comprare delle arance siciliane oppure andare in vacanza in un bed & breakfast in Calabria pagando in percentuale con i Buoni locali che circolano nell’isola Toscana».

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mercoledì 15 ottobre 2008

OctoberScec



Scarica e stampa la locandina a colori, e/o in bianco e neroe distribuiscila ad amici e conoscenti. Grazie!
1° Meeting Nazionale di ArcipelagoSCEC Coordinamento nazionale della Solidarieta' ChE Cammina
L'economia dovrebbe esistere solo per garantire a tutte le persone cio' di cui hanno bisogno."(Manitonquat nativo americano)
OCTOBERSCEC, A RICCIONE IL 25 E 26 OTTOBRE 2008
Coordinamento nazionale della Solidarietà ChE Cammina.
La moneta complementare della transizione.
Parleremo di economia solidale e moneta locale come mezzo di scambio complementare all'euro per affrontare gli attuali momenti di crisi economica e di come rivitalizzare l'economia
informazioni utili:

Gli SCEC danno nuovo slancio alle comunita' localie aiutano a costruire una nuova economia dove tutti vincono e nessuno perde!
In Italia sono gia' molte le "Isole" di Arcipelago:Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Umbria, Toscanae l'aggregazione prosegue con Liguria e Veneto...
Gia' piu' di mille imprese aderiscono al Circuito e si giovano dello SCEC assieme a migliaia di famiglie per vendere e comprare.
Le amministrazioni locali di Trento, Castrovillari (Cs) e Scandale (Kr)hanno gia' deliberato il loro supporto.
Tra gli altri saranno presenti:
Pierluigi Paoletti, Analista Finanziario e Presidente di ArcipelagoSCEC Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone e Presidente del Comitato Scientifico SCEC Nino Galloni, Dir. Gen. Ministero del Lavoro e Saggista Economico Marco della Luna, Autore del best seller "Euroschiavi", Michela Auriti, Caporedattore del Settimanale OGGI Napoleone Guido, Presidente naz.le del Nucleo di Valutazione UNIONCAMERE, Don Floriano Abramovich
Per partecipare e prenotare in hotel convenzionati, chiamare:Consorzio Costa Hotels - Riccione,tel. 0541.607636; fax 0541.695979; mail info@costahotels.it.
Per partecipare e prenotare un posto a sedere (gratuitamente, fino a esaurimento dei posti disponibili in sala), chiamare:Consorzio Costa Hotels - Riccione,tel. 0541.607636; fax 0541.695979; mail info@costahotels.it.
Una offerta libera verra' richiesta all'ingresso del Palazzo del Turismo per il recupero delle spese vive.
Ci scusiamo per il mancato uso degli SCEC, ma c'e'ancora un po'di strada da fare insieme per cambiare il mondo.

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