lunedì 22 dicembre 2008

No, non sará un nuovo 1929...!!!

Ricordate quando tutti gli economisti dicevano: «Non sarà un ’29?». Anzi, lo dicono ancora adesso.Il giornalista economico John Mauldin si è divertito a ritrovare le dichiarazioni di competenti economisti e capi di Stato prima e dopo il 1929 (1). E le ha disposte lungo la curva – prima in salita, poi in rovinoso precipizio – dell’indice borsistico americano Dow Jones.Ecco il quadro:


1 – «Non avremo più altri crolli nel nostro tempo»: John M. Keynes nel 1927 (forse apocrifa; in ogni caso, anche i geni sbagliano).
2 – «Non posso astenermi dall’alzare una voce di dissenso di fronte a dichiarazioni secondo cui vivremmo in un paradiso dei folli, e che la prosperità in questo Paese debba necessariamente recedere nel prossimo futuro», E.H. Simmons, presidente del New York Stock Exchange, 12 gennaio 1928.
3 – «Quando sarà finalmente scritta la storia del 1929, gli eventi degli ultimi giorni occuperanno un posto di primo piano in quello che passeranno alla storia come dodici mesi eccezionalmente brillanti», New York Times, luglio 1929 (rialzo della Borsa).
4 – «Può esserci un calo dei corsi azionari, ma nulla di simile a un crollo»: Irving Fisher, il massimo economista dell’epoca, il 5 settembre 1929 (altro rialzo, un po’ eccessivo secondo alcuni).
5 – «I corsi azionari hanno raggiunto, direi, un altopiano permanente. Non credo ci sarà una caduta di 50-60 punti, come prevedono certuni. Mi aspetto che il mercato azionario sarà molto più alto di oggi nel giro di pochi mesi»: Irving Fisher, il 17 ottobre 1929. Il mercato scese, e continuò a scendere fino al 21 ottobre.
6 – «E’ il momento di comprare azioni. E’ il momento di ricordare le parole del defunto J.P. Morgan: chi è ribassista riguardo all’America si rovinerà… Molti dei ribassi dovuti a queste vendite isteriche non si ripeteranno più per molti anni»; R.W. McNeel, analista finanziario, sul New York Herald Tribune, 30 ottobre 1929. Il 28 ottobre era accaduto il «Lunedì Nero», il dow Jones era sceso del 13,47% in un giorno; il 29 ottobre, che sarebbe stato ricordato come il Martedì Nero, le azioni persero un altro 11,73%. Dal 23 ottobre al 13 novembre il Dow Jones perse il 39% . «Il business fondamentale del Paese, che è produrre e distribuire beni, poggia su una base sana e prospera»: così il presidente H. Hoover, il 25 ottobre.
7 – «Il declino è solo di carta, non di beni tangibili e servizi... L’America si trova nell’ottavo anno di prosperità commerciale. Il precedente periodo di prosperità durò 11 anni. Dunque abbiamo ancora tre anni prima del calo»: l’economista Stuart Chase, 1 novembre 1929. «L’isteria è adesso scomparsa da Wall Street»: Times di Londra, 2 novembre. «Il crollo di Wall Street non significa che ci sarà una depressione generale o grave. Per sei anni l’economia americana ha sviato una parte consistente della sua attenzione, delle sue energie e risorse nel gioco speculativo. Adesso questa avventura pericolosa, aliena e irrilevante è finita. L’imprenditoria è tornata al suo lavoro, provvidenzialmente illesa, sana in ogni sua parte, e finanziariamente più forte di prima»: Business Week, 2 novembre 1929.
8 – «Una depressione grave sembra improbabile; (ci si aspetta) una ripresa dell’economia per la primavera, e un ulteriore miglioramento in autunno»: Harvard Economic Society, 10 novembre 1929. «Nelle città e paesi di questa nazione, il panico di Wall Street non avrà alcun effetto»: Paul Block, presidente della catena editoriale Block, 15 novembre. «La tempesta finanziaria è definitivamente superata»: Bernard Baruch, il super-finanziere e consigliere di sei presidenti, in un telegramma a Winston Churchill, 15 novembre 1929.
9 – «Non vedo nulla nella presente situazione che giustifichi il pessimismo»: Andrew Mellon, segretario al Tesoro, 31 dicembre 1929. «Il 1930 sarà un anno splendido per l’occupazione»: Dipartimento del Lavoro USA, dicembre 1929.
10 – «Almeno per l’immediato futuro, la valutazione è brillante»: Irving Fisher, all’inizio del 1930.
11 – «Ci sono segnali che la fase peggiore della recessione è finita»: Harvard Economic Society, 18 gennaio 1930.
12 – «Nulla nella situazione è tale da turbare»: Andrew Mellon, febbraio 1930.
13 – «L’economia americana sta rapidamente tornando al normale livello di crescita e prosperiotà»: Julius Barnes, capo della Hoover’s National Business Survey Conferenze, 16 marzo 1930.
14 – «Le prospettive sono favorevoli»: Harvard Economic Society, 19 aprile 1930.
15 – «Grazie allo sforzo unitario e continuo, ci riprendiamo velocemente. Non c’è stato alcun fallimento significativo, bancario o industriale. Anche quel pericolo è dietro le nostre spalle»: presidente Hoover, primo maggio 1930. E nel giugno 1930, in risposta ad una delegazione che gli chiedeva di avviare un programma di lavori pubblici per rilanciare la ripresa, il presidente rispose: «Signori, siete arrivati con 60 giorni di ritardo: la depressione è finita».
16 – «Movimenti irregolari e confliggenti dell’economia dovrebbero presto dar luogo a una ripresa sostenuta»: Harvard Economic Society, 28 giugno 1930.
17 – «L’attuale depressione ha esaurito la sua forza»: Harvard Economic Society, 30 agosto 1930.
18 – «Siamo vicini alla fine dalla fase discendente della depresssione»: Harvar Economic Society, 15 novembre 1930.
19 – «La stabilizzazione agli attuali livelli è chiaramente possibile»: Harvard, 31 ottobre 1931.
20 – «Decreto Presidenziale 6102 – Divieto di incettare oro in monete, in barre e in certificati»: il nuovo presidente Franklin Delano Roosevelt, constatata che «l’emergenza nazionale persiste», ordina «a tutti i privati di consegnare a una banca della Federal Reserve o sua agenzia, entro il 1 maggio 1933, tutte le coniazioni d’oro, oro in barre, oro in certificati in loro possesso o che verranno in loro possesso entro il 28 aprile 1933». Casa Bianca, 5 aprile 1933. Per impedire la concorrenza dell’oro con il dollaro (e il deprezzamento conseguente della moneta cartacea), Roosevelt di fatto sequestrò tutto l’oro degli americani. Una misura che era stata applicata solo in Unione Sovietica, fin dagli anni ’20. Con tanti saluti al liberismo e alla libertà individuale.

Non sarebbe ora, anche solo per saperne di piű, che aderiste in massa al progetto delle monete locali SCEC e vi iscriveste su
www.arcipelagotoscana.org ?

1 - John Mauldin, «
The road to revulsion», InvestorInsight, 16 giugno 2008.

Martedì 13 Gennaio 2009 alle ore 18.00 presso la Sala Annunziata del Chiostro S. Agostino a Pietrasanta l'Associazione per la Tutela ambientale della Versilia ha ottenuto la presenza dei Sindaci della Versilia per porre loro delle domande in un INCONTRO PUBBLICO sulle problematiche connesse all'inceneritore della Versilia. Saranno presenti gli esperti dei cittadini e quelli delle amministrazioni, a confronto.
Vista l'importanza dell'incontro, vi preghiamo di diffondere questa notizia e di partecipare!

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