venerdì 3 aprile 2009

Il tarlo per cambiare



Per risparmiare energia si deve incominciare da rivestire e modificare l'esistente fino a costruire gli immobili in maniera diversa cioè più risparmiosa.Occorre ridurre il colabrodo dell'edilizia esistente e poi introdurre le fonti rinnovabili per non sprecare l'energia prodotta da quest'ultime.Il risparmio energetico è equiparato ad una fonte energetica e quindi occorre calcolare il risparmio in Tep (tonnelate equivalenti petrolio) come se facessimo (e anzi non costruissimo)delle nuove centrali termiche.Una diminuzione dei consumi attraverso l'eliminazione degli sprechi, non soltanto diminuisce il fabbisogno, ma libera anche del denaro che può essere investito nello sviluppo delle fonti rinnovabili.Si avvierebbe un circuito virtuoso dell'economia e dell'occupazione, direttamente proporzionale alla riduzione dell'impatto ambientale legato al consumo di fonti fossili, si avrebbe una decrescita economica e un miglioramento delle condizioni di vita e ambientali.
Noi siamo abituati a pensare che il benessere sia direttamente proporzionale alla crescita dei consumi, ma le risorse su cui si basa questa teoria andranno a finire e sia perchè ad ogni modo i costi ambientali non sono più sostenibili e che oltretutto sono inglobati dal PIL in cui ci sono anche i costi dei danni.
Al PIL che deve sempre crescere esiste un altro indice, quello del benessere delle persone (
ISEW - Indice di Benessere Economico Sostenibile ) che tende a crescere parallalmente al pil. Oltre un certo limite però quest'ultimo tende a stagnare e poi a decrescere.Più grande è il divario, peggio vanno le cose per il futuro e per l'economia reale, quindi bisogna ridurre questo divario che si va allargando a forbice in maniera molto pericolosa...

Solo le persone che si mettono d'accordo fra loro possono essere il tarlo (vedi l'esperienza del progetto solare collettivo del video su Report) per cambiare lo stato delle cose e per ritornare a produrre e creare risorse vicino alle necessità della gente, al contrario di tutte quelle istituzioni comprese e soprattutto quelle bancarie, che al contrario tendono ad allontanarsene sempre di più...

Il tarlo è stato l'emergere di fenomeni locali che si sono diffusi ovunque, in modo rapido e capillare, creando un organismo che si è espanso e che ha informato di sè la cultura e il benessere della gente.Si è ricominciato daccapo con strumenti semplici, una moltitudine di eventi piccoli ha smontato il colosso...(dal libro la soglia della sostenibilità)

Etichette: , , ,

venerdì 20 febbraio 2009

Essere acqua .... consigli sul risparmio idrico

1.Doccia o bagno?
Farsi il bagno in vasca significa consumare il triplo rispetto ad una doccia. Scegliere di fare una doccia ci aiuta a risparmiare fino a 28.000 litri di acqua all’anno. Inoltre chiudete il rubinetto durante l’insaponatura e regolate con cura il flusso: risparmierete ancora più acqua e l’energia necessaria per scaldarla.
2. Verdura/frutta
Per innaffiare vasi di piante e fiori utilizziamo l’acqua in cui e stata lavata la frutta e la verdura.
3. Lavare i piatti..
Per lavare i piatti non lasciamo il rubinetto aperto, ma riempiamo il lavello con la quantità di acqua necessaria. L’acqua di cottura della pasta è un ottimo sgrassante per le stoviglie: conserviamola nel lavello e utilizziamo l’acqua corrente solo per il risciacquo.
4. Rubinetto che gocciola…
Un rubinetto che gocciola o un water che perde può sprecare fino a 24.000 litri d’acqua all’anno. Controlliamo mensilmente il contatore dell’acqua, ci aiuta a risparmiare: se con tutti i rubinetti chiusi la lancetta del contatore continua a girare, dobbiamo riparare il guasto dell’impianto idrico interno. Quando lasciamo incustodita la casa per un periodo medio lungo, ricordiamoci di chiudere il rubinetto di arresto posto subito dopo il contatore
5. Lavarsi i denti…
Per lavarsi i denti è sufficiente un bicchiere d’acqua! Per radersi non lasciamo il rubinetto aperto, ma riempiamo il lavello con la quantità di acqua necessaria.
Questo ci permette di risparmiare fino a 10.000 litri di acqua all’anno.
6. Cassetta dello sciacquone…
Ogni volta che azioniamo il pulsante dello sciacquone se ne vanno almeno 12 litri d’acqua. Istallare un sistema di scarico differenziato (o con blocco) oppure regolare il galleggiante per ridurre il livello nelle vaschette, ci permette di risparmiare fino a 26.000 litri d’acqua all’anno.
Se si installa uno scarico del water a cassetta conviene prendere quelli con capacità non superiore a 6 litri: quanto basta a rendere un buon servizio senza sprechi.
7. La luna…
Per i giardini, usiamo acqua non potabile e innaffiamo di sera quando il sole è calato perché l’acqua evapora più lentamente. Questo comportamento ci permette di non sprecare acqua potabile.
8. Lavatrice…
Con lavapiatti e lavatrice, scegliete il ciclo 'economico' ed evitate i mezzi carichi: aspettando che la macchina sia piena e avviandola solo al massimo carico si possono risparmiare acqua ed energia. Un carico completo di stoviglie lavato a macchina richiede un minor consumo d'acqua rispetto allo stesso lavaggio fatto a mano. Così garantiamo una minore usura ai nostri elettrodomestici e soprattutto preserviamo l’ambiente.
9. Frangigetto…
Applichiamo al rubinetto e alla doccia il frangigetto aeratore che miscela l’aria e riduce il consumo di acqua fino al 60%.
10. Auto da lavare…
Per lavare la nostra macchina utilizziamo acqua NON potabile o portiamola negli impianti di autolavaggio autorizzati.
11. Rifiuti…
Non gettiamo nel water cotton fioc, cotone idrofilo, dischetti per il trucco e tutto ciò che utilizziamo per l’igiene personale. Evitiamo così di intasare le fognature e di creare danni agli impianti di depurazione.
12. Oli esausti…
Per sostituire l’olio del motore dei nostri mezzi meccanici o per pulire i serbatoi di gasolio, rivolgiamoci a ditte specializzate per lo smaltimento dei residui oleosi. Recapitiamo l’olio usato per cucinare negli appositi contenitori o presso ditte adibite per la raccolta, evitando di buttarlo nel lavandino. In questo modo non verranno intasate le fognature e non si produrranno danni agli impianti di depurazione.
13. Detersivi…
Scegliamo prodotti con elevato grado di biodegradabilità per lavatrici, lavastoviglie e pulizia della casa. Ricordiamoci di usarli secondo le dosi consigliate.
14.Ma soprattutto NON comprate acqua in bottiglia...

Inquinamento delle acque in bottiglia
Per produrre 1 chilo di Pet (polietilen-tereftalato), la plastica usata per le bottiglie, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, la cui lavorazione rilascia nell’atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio. A cui poi va aggiunto l’inquinamento per il trasporto, visto che solo il 25% delle acque in bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre devono varcare uno o più confini.
Costo dell’acqua in bottiglia
L’acqua al rubinetto la paghiamo 60-80 centesimi a metro cubo, che equivale a mille litri.
L’acqua minerale costa circa 40 centesimi per una bottiglia di 1,5 litri (al supermercato, su Esselunga online la media tra una trentina di acque differenti è 0.37€/Litro, andando da 0,09 in offerta a 0,89 per la Fiuggi - al bar dipende unicamente dalla faccia tosta del gestore).
Cioè 25 centesimi al litro: 250 euro a metro cubo.
Nei 40 centesimi della bottiglia del supermercato, la materia prima, l’acqua, vale massimo, 25 centesimi di centesimo ovvero € 0.0025. Praticamente nulla.
Compriamo acqua, ma in realtà paghiamo la plastica della bottiglia, il gasolio per trasportarla, gli spot per pubblicizzarla!!
Se pensiamo poi all’acqua dei distributori automatici in metropolitana è incredibile: una bottiglietta da 33cl (quella a forma di borraccia) al modico prezzo di 1.00 € !
Acqua in bottiglia, un controsenso psicologico
Se pensiamo poi alla strada che fanno certe acque è terribile. E’ inconcepibile pensare che una bottiglietta di acqua (H2O) che bevo a milano arrivi dall’altra parte dell’italia trasportata su camion che inquinano ed intasano le strade!!
E spesso l’acqua in bottiglia è meno buona di quella del rubinetto, perchè allora la stragrande maggioranza degli italiani compra acqua in bottiglia?????
Perchè fà figo ! Ebbene si, sembra questa la spiegazione principale fornitami dall’aquarolo (quello che porta l’acqua) dell’ufficio, a suo dire infatti molte persone che comprano l’acqua in bottiglia vogliono che i vicini vedano che loro si possono comprare l’acqua imbottigliata, e tendono ad ostentare il loro utilizzo dell’acqua minerale…
Per concludere esorto tutti a NON acquistare acqua in bottiglia, soprattutto se in bottiglie di plastica, e a bere quella del rubinetto, nel caso non sia un granchè piacevole il sapore ci sono degli ottimi kit a carboni attivi da installare sotto il rubinetto… perchè?
per evitare di inquinare e spendere i soldi (tanti se fate i conti) comprando acqua imbottigliata…

Etichette: , , ,

domenica 8 febbraio 2009

Il ferro da stiro non ha padroni

Da una nuova edizione della Guida al consumo critico, già diffusa in migliaia di copie.Notizie su centinaia di imprese globali, e idee per un uso collettivo dei beni di Francesco Gesualdi *

SE RIUSCISSIMO A GUARDARE AI CONSUMI come persone libere, ci renderemmo conto che il benessere si raggiunge solo in parte con la disponibilità di beni e molto più organizzando il tempo in modo da lasciare più spazio alle relazioni familiari e sociali, costruendo le città in modo da favorire l’incontro fra le persone, garantendo un bagaglio culturale che consenta a ciascuno di realizzare tutto se stesso.
Una delle parola d’ordine per vivere bene disponendo di meno è «consumare con rispetto», ossia trattare bene gli oggetti affinché possano funzionare a lungo. La società dei consumi ci ha abituato a buttare via la roba quando è ancora utilizzabile solo perché non è più di moda o perché non è più all’avanguardia tecnologica. Ma per battere la strada della sobrietà dobbiamo liberarci da questi condizionamenti. Un’altra parola d’ordine del futuro dovrà essere «efficienza», ma non come la intendiamo oggi. Oggi l’efficienza si misura con denaro e, se per una ragione qualsiasi, una risorsa viene fatta pagare poco, essa viene sprecata anche se è rara. L’efficenza vera è quella che riesce a garantire il massimo servizio col minimo impiego di risorse e con la minor produzione di rifiuti.

Nel settore dei trasporti il simbolo dell’efficienza è la bicicletta. Un altro simbolo di efficienza è l’uso collettivo dei beni. Quello dei trasporti è un esempio classico ed è interessante che in molte città si vadano delineando delle associazioni denominate car-sharing per utilizzare l’automobile in comune. Altri servizi, che oggi sono soddisfatti in casa propria in forma privata, potrebbero essere organizzati in maniera collettiva.

Invece di avere una lavatrice per casa si potrebbero avere delle lavatrici in condominio. Invece di avere ognuno il nostro ferro da stiro, il nostro computer, i nostri libri si potrebbe immaginare di avere una stireria, una biblioteca e una sala giochi di condominio. Finalmente la gente smetterebbe di vivere rintanata come topi e potrebbe incontrarsi.

* dalla Guida al consumo critico [Emi, http://www.emi.it/]

Etichette: , ,

martedì 27 gennaio 2009

Possiamo fare a meno dei partiti?

A questa provocazione si potrebbe rispondere al volo con il mitico slogan “L’immaginazione al potere” coniato a Parigi, nel 1968, durante la cosiddetta “rivoluzione di maggio”.
Ma questa volta cari amici ce la dobbiamo vedere fra di noi, fra le nostre coscienze, sapendo tutti che c˙é un pó di vero in questa provocazione che certo da una parte non puó fare altro che turbarci, ma sicuramente dall˙altra ci aiuta a prendere la palla al balzo per capire se una soluzione esiste al problema esposto.Non nascondo, né mai potró farlo di appartenere ai grilli versiliesi, siamo pochi ma molto informati e continuamente aggiornati su temi forti quali le energie alternative, il possesso pubblico dell˙acqua, lo smaltimento corretto dei rifiuti, la mobilitá sostenibile, l˙economia solidale, le monete locali e la decrescita, l`open source e la trasparenza decisionale nelle pubbliche amministrazioni ed altro, ma non basta.Sappiamo di non sapere tutto e di non avere una bacchetta magica per poter risolvere qualsiasi problema e chi ce l˙ha del resto? Siamo noi tutti, che come insieme di cittadini di qualsiasi convinzione e colore di appartenenza, con le nostre competenze, conoscenze, eccellenze e legittime domande di cambiamento, potremmo riuscire insieme e dico insieme partecipando attivamente alle attivitá politiche della nostra cittá, a poter avere le soluzioni a tanti problemi, ma come poter realizzare ció? Questa é una sfida che la provocazione in atto ci lancia, cari signori e signore e che ci vede indissolubilmente uniti nell˙affrontarla e cercare di trovare una soluzione.Una mano peró ve la vorrei dare e proporre e viene dalla forma di decisione finale che come grillini prendiamo e che abbiamo mutuato dai Gruppi di acquisto solidale:le decisioni finali nel nostro gruppo non vengono prese a maggioranza contro la minoranza, ma solo con voto unanime.Voto unanime attenzione, non vuol dire all˙unanimitá o con voto bulgaro, anche se sembra simile il concetto é totalmente diverso. Voto unanime significa che pur partendo da posizioni concettuali anche distanti all˙inizio di ogni discussione, sappiamo che tutte le decisioni che verranno prese saranno nell˙interesse del gruppo e avranno bisogno dell˙apporto di tutti, fino ad arrivare a deliberare la decisione finale che se pur quest˙ultima non possa essere completamente condivisa, sará peró il frutto di tutti i consigli e gli apporti dati da tutti i membri del gruppo, proprio al fine di salvaguardare e migliorare il gruppo stesso.

I miei riferimenti culturali al riguardo vanno dalla omnicrazia, al potere di tutti, all`empowerment, alla democrazia diretta, alla democrazia globale, all`autogoverno del “cambiare il mondo senza prendere il potere”, a non ammettere scorciatoie di conquistare palazzi,stanze dei bottoni,cortili.La liberazione dal nostro modo di pensare e di essere sará difficile,richiederá un lungo e paziente lavoro su noi stessi e con gli altri.Sará un mutamento esistenziale e antropologico.Mi trovo quindi d˙accordo con un famoso politico di sinistra quando dice che “la dimensione etica non costituisce una dimensione separata rispetto a le scelte che vengono prese in politica”, ma non mi trova ugualmente d`accordo quando ribadisce che “la mediazione politica sia aperta a tutte le possibilitá, buone o cattive legate solo ai fini che si propone il soggetto che le persegue”.Detta in soldoni, molti fanno finta di non capire che il sistema politico-istituzionale versa ormai in una crisi di legittimazione irreversibile come tutte le assemblee elettive e anche quelle locali, come luogo trasparente dove vengano prese le decisioni per l˙intera comunitá, dovuta alla sterilizzazione del dibattito interno dei partiti e alla mass-medializzazione del mercato politico elettorale e delle sue attese ed esigenze.

Si tende cioé sempre più a proporre e seguire a livello di soluzioni politiche,le attese dei cittadini come la sicurezza delle nostre strade o il problema dei parcheggi a Viareggio, piuttosto che perseguire in maniera lungimirante gli obiettivi che dovrebbero essere vincolanti di un programma politico, che preveda veramente la realizzazione del benessere e della partecipazione della gran parte dei cittadini stessi amministrati.Per farla breve, ma il discorso sarebbe più complesso, è giunto a mio avviso il momento da parte dei gruppi attivisti locali, sociali, della cooperazione, del volontariato, dell`economia solidale, della cittadinanza attiva e della decrescita,in maniera del tutto non violenta e solidale, di rigenerare e rivalutare la politica riappropriandosene, dissequestrandola dal monopolio dei partiti, tramite un movimento di autotrasformazione che investa prima di tutto noi stessi, le nostre attuali convinzioni e il rapporto di noi stessi gli altri.

Continuo con una celebre frase di Paul Valery:”la politica è l`arte di impedire alla gente di immischiarsi in ció che la riguarda”.E i ceti aggiungo io, che detengono i poteri reali controllano tramite le caste (politiche,sindacali e giornalistiche) quel che resta dei poteri pubblici.

Prima di ipotizzare nuove regole democratiche, si possono immaginare ad esempio comunità di persone che danno vita ad economie “sostanziali” cioè reali, o di “transizione”, autocentrate sulle effettive necessità dei fruitori e sulle reali disponibilità produttive esistenti nei territori.Capaci cioè di garantire un minimo di autonomia economica e di sovranità politica e sganciandosi dalle dipendenze alimentari, energetiche,trasportistiche,edilizie e persino finanziarie (adottando il progetto dei buoni locali di solidarietà SCEC).In questa logica potremmo pensare a creare un intreccio e una contaminazione positiva tra gruppi di acquisto,banche del tempo, gruppi legati al car sharing e al car pooling, alla mobilità sostenibile, all'autorecupero abitativo, autoproduzione,cohousing..arrivando al microcredito e alle monete locali appunto.Una trama di relazioni che si interfaccia solidalmente con i produttori locali e magari biologici.Consumo critico e mutualismo possono essere una risposta concreta ai nuclei familiari e comunità locali.
Si potrebbero aumentare le aree coltivate ad orto in città e fuori,creare nuove officine di riparazione,dei mercati contadini o "Mercati del cuore" dove i produttori vendono direttamente i loro prodotti e non solo alimentari,mercati del riuso e dello scambio di oggetti usati, incentivare gruppi di colleghi che accordandosi fra loro concordino tempi di trasporto e di lavoro, gestione di cooperative mutualistiche di attrezzature varie compresi i forni del pane e creare welfare di prossimità.
Si dovrebbero aumentare la manutenzione delle reti idriche ed incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto e il suo riuso anche per i servizi igienici, adottare le filiere del recupero, riciclo, riuso dei materiali post-consumo creando attività, posti di lavoro e isole di vera ricchezza economica locale.Si potrebbero inoltre autofinanziare corsi per autocostruttori e autoinstallatori di pannelli solari e di coibentazione domestica e artigianale.

In questa ottica si dice che questa crisi dovrà servire da volano per una grande riconversione degli apparati produttivi ed energetici dell’era del “dopo petrolio”.
Le buone pratiche e i nuovi stili di vita autosostenibili sono coerenti e disponibili con la prospettiva di una profonda innovazione dell’economia che preluda ad un vero, serio e coerente programma di cambiamento anche delle regole e dei modi di rappresentazione democratica delle istanze dei cittadini.
Post ispirato in ampi tratti dal libro "Decrescita o barbarie" di Paolo Cacciari

Etichette: , , , , , ,

domenica 18 gennaio 2009

Un SUV in salotto...

Le Tv al plasma starebbero per essere messe al bando perché consumano troppo. Il sito del The Indipendent, quotidiano inglese, pubblica una notizia citando fonti vicine alla Commissione Europea su una legislazione che ridefinisce i limiti di assorbimento energetico di questi apparecchi. E, come spesso accade in questi casi, si scoperchia un vaso di Pandora che dà la stura alle elucubrazioni del caso. Che cosa è successo? In prima battuta (quasi) nulla: un articolo pubblicato dall'Indipendent che definisce i plasma l'equivalente di un "4x4 in salotto". Una metafora che lascia subito intendere dove si vada a parare. Le Tv con tecnologia al plasma sono equiparati ai Suv che obbligano a consumi e a un impatto ecologico superiori senza garantire reali vantaggi in termini pratici.
[...]
Sempre stando ai dati proposti dall'Indipendent, un Plasma da 42" ha un assorbimento di 822 kilowatt per ora: un Lcd dello stesso tipo fa misurare circa 350 kWh, mentre un tubo catodico da 32" consuma 322 kWh. La risposta dell'Eicta, ovvero del consorzio europeo che si occupa di trovare soluzioni per abbassare l'impatto ambientale delle nuove tecnologie, non si è fatta attendere. La sua posizione è riverberata sul Web, sospinta anche da Pioneer, uno dei principali produttori di Tv al Plasma, che ha fatto eco al comunicato dell'organismo europeo.
[...]
In ultima analisi, si può trarre un insegmanento dalla faccenda: verificare a priori il consumo energetico di ciò che acquistiamo. Meglio informarsi, perché limitare la dissipazione non può essere uno sforzo relegato solo alle buone intenzioni dei produttori. Basta un po' di volontà spegnendo la Tv quando non si usa, senza lasciarla in stand-by, e regolare alcuni parametri per abbassare il consumo. Il resto (per ora) sono solo chiacchere.
Fonte: sole24ore

Un altro consiglio, anzi due:
- i libri (e i giornali) non consumano energia elettrica;
- una passeggiata all'aria aperta non consuma niente e non cost niente.

Insomma non mettetevi un SUV in salotto e non accendete neanche "l'utilitaria" se già ce l'avete. Dobbiamo imparare a fare a meno di certi oggetti, visto poi l'offerta che ci propone la tv nostrana.

Etichette: , , ,

sabato 22 novembre 2008

Indice di (In)Felicità ed Impatto Ambientale





Con un interessante test (tutto in inglese) calcolate il vostro


(Un)Happy Planet Index (indice di (in)felicità planetaria)


Il mio è:Your personal Happy Planet Index (HPI) is 44.2, which is similar to that of countries such as Belgium, Spain



The questions on the following pages will ask you about where you live, your health, lifestyle, and how you feel about life. The answers you give are used to calculate your own personal score on the Happy Planet Index. How happy are you... and at what price to the environment?!



Le domande che vi verranno poste saranno su dove vivete, sulla vostra salute, sul vostro stile di vita e cosa pensate della vostra vita.Le risposte che fornirete serviranno semplicemente per calcolare il vostro personale punteggio di felicità planetaria.Quanto e come siete felici...e a quale prezzo per l'ambiente che vi accoglie?!



Ma verrà calcolata anche la vostra:



Life Expectancy (aspettativa di vita)

Ecological Footprint (impronta ecologica)

Carbon Footprint (impronta o impatto ambientale)

Life Satisfaction (soddisfazione di attese nella vita)

Well-being (Ben-essere o indice di felicità personale)

Personal Feelings (sentimenti personali di ottimismo)

Personal Functionings (indice di impatto sulle funzioni personali)

Social Feelings (sentimenti sociali)

Social Functionings (indice di impatto sulle funzioni sociali)



Cosa aspettate... a DE-Crescere?

Etichette:

venerdì 21 novembre 2008

Balle? Si ma quelle buone!




Massaciuccoli, è la prima cosa che mi viene in mente, il lago.
Moribondo o già morto.
Un'oasi distrutta dall'incapacità della politica e dal menefreghismo dei media.
Mi viene in mente il lago di Massaciuccoli e mi viene in mente il mare, i fiumi.
Ogni anno riversiamo milioni di litri di schifezze chimiche nei mari , nei bacini, nei corsi d'acqua.
Avveleniamo flora e fauna marina e lacustre, avveleniamo noi stessi e i nostri figli.
Quando facciamo il bucato non ci preoccupiamo mai di dove andrà a finire il detersivo piuttosto che l'ammorbidente o lo sbiancante , lo smacchiatore o il colorante.
La Terra è una sola ed è un sistema chiuso, non ne abbiamo un'altra a disposizione.
Non possiamo continuare a consumare in maniera inconsapevole e irresponsabile, non c'è più tempo.
In tutto il mondo viene pubblicizzato un prodotto che si chiama biowashball, serve per fare il bucato, senza usare detersivo, fa tutto la chimica-fisica, ma senza additivi, basta l'acqua e questa palla, la biowashball!
Molto meglio delle balle che ci raccontano Calderoli , testa d'asfalto , topo gigio o Mentana, Riotta and company.
In tutto il mondo se ne parla e se ne fa un largo uso, in Italia no...
Se iniziassimo ad usare questi prodotti, tragedie ecologiche come quelle che stanno uccidendo il lago di Massaciuccoli potrebbero essere evitate o risolte.
Adesso sapete cosa fare e lo sapete anche voi, signori "dipendenti" della Versilia.
Il gioco è finito, si può cambiare e si parte dal basso!

p.s.
approposito di crisi economica e di GAP o meglio ancora di GAS iniziamo a proporlo proprio come alternativa al risparmio, da subito.


Etichette: , , ,