venerdì 3 aprile 2009

Il tarlo per cambiare



Per risparmiare energia si deve incominciare da rivestire e modificare l'esistente fino a costruire gli immobili in maniera diversa cioè più risparmiosa.Occorre ridurre il colabrodo dell'edilizia esistente e poi introdurre le fonti rinnovabili per non sprecare l'energia prodotta da quest'ultime.Il risparmio energetico è equiparato ad una fonte energetica e quindi occorre calcolare il risparmio in Tep (tonnelate equivalenti petrolio) come se facessimo (e anzi non costruissimo)delle nuove centrali termiche.Una diminuzione dei consumi attraverso l'eliminazione degli sprechi, non soltanto diminuisce il fabbisogno, ma libera anche del denaro che può essere investito nello sviluppo delle fonti rinnovabili.Si avvierebbe un circuito virtuoso dell'economia e dell'occupazione, direttamente proporzionale alla riduzione dell'impatto ambientale legato al consumo di fonti fossili, si avrebbe una decrescita economica e un miglioramento delle condizioni di vita e ambientali.
Noi siamo abituati a pensare che il benessere sia direttamente proporzionale alla crescita dei consumi, ma le risorse su cui si basa questa teoria andranno a finire e sia perchè ad ogni modo i costi ambientali non sono più sostenibili e che oltretutto sono inglobati dal PIL in cui ci sono anche i costi dei danni.
Al PIL che deve sempre crescere esiste un altro indice, quello del benessere delle persone (
ISEW - Indice di Benessere Economico Sostenibile ) che tende a crescere parallalmente al pil. Oltre un certo limite però quest'ultimo tende a stagnare e poi a decrescere.Più grande è il divario, peggio vanno le cose per il futuro e per l'economia reale, quindi bisogna ridurre questo divario che si va allargando a forbice in maniera molto pericolosa...

Solo le persone che si mettono d'accordo fra loro possono essere il tarlo (vedi l'esperienza del progetto solare collettivo del video su Report) per cambiare lo stato delle cose e per ritornare a produrre e creare risorse vicino alle necessità della gente, al contrario di tutte quelle istituzioni comprese e soprattutto quelle bancarie, che al contrario tendono ad allontanarsene sempre di più...

Il tarlo è stato l'emergere di fenomeni locali che si sono diffusi ovunque, in modo rapido e capillare, creando un organismo che si è espanso e che ha informato di sè la cultura e il benessere della gente.Si è ricominciato daccapo con strumenti semplici, una moltitudine di eventi piccoli ha smontato il colosso...(dal libro la soglia della sostenibilità)

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