mercoledì 25 febbraio 2009

Operazione trasparenza VIII

Il 21 gennaio i Grilli Versiliesi hanno inviato una mail al direttore generale dott. G. Sassoli per conoscere la posizione dell'azienda ospedaliera, lo ricordiamo, la più importante azienda del comprensorio versiliese, in materia di rifiuti. Si trattava in definitiva di una domanda di carattere generale che interessava tutti i cittadini in quanto concernente rifiuti e salute pubblica. Ad oltre un mese di distanza dal signor Sassoli e dagli altri organi amministrativi e relazionali dell'azienda ospedaliera non è giunta nessuna risposta.

Ecco il testo della mail.

"Buongiorno,

siamo i Grilli Versiliesi, un gruppo di cittadini che da alcuni anni si occupa delle problematiche socio-culturali della Versilia, siamo anche attivi nel campo della salvaguardia ambientale.

Visti i quanto mai attuali problemi nella gestione dei rifiuti, a livello sia locale che nazionale, saremmo interessati ad avere informazioni sulla gestione degli stessi da parte dell'azienda. Gradiremmo avere ragguagli in merito sopratutto di raccolta differenziata praticata negli uffici, nei reparti e nella mensa e sulle percentuali raggiunte.

Saremmo inoltre lieti di sapere quali sono i progetti futuri e se siete a conoscenza del traguardo "zero waste" che molte comunità, sia nazionali che internazionali si apprestano ad intraprendere.

Se possibile inoltre vorremmo avere l'autorizzazione a produrre un piccolo documentario nell'azienda, corredato anche da qualche intervista.

In attesa di una vostra risposta porgiamo i cordiali saluti di tutto il gruppo.

Grilli Versiliesi"

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lunedì 9 febbraio 2009

Sporchi da morire


"Il rispetto è solo una delle lame
della duplice
spada dell'attenzione:
l'altra è l'oppressione".

(Z. Baumann)

Clicca sulla scritta 'sporchi da morire' vedrai l'anteprima di un film che stanno preparando sui rifiuti in Italia.

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giovedì 22 gennaio 2009

Incredulità


A più di una settimana risulta ancora incredibile a tutti noi quello che è successo nell'ultimo consiglio comunale.

La mozione della Sinistra Arcobaleno "verso rifiuti zero", condivisa dal PD e durante tutti gli interventi, anche dalla maggioranza, a sorpresa di tutti, al momento della votazione è stata rigettata dal blocco compatto del PdL.

Troppo vincolante hanno risposto i consiglieri Peralta e Ratti, dopo che alcuni di noi erano andati a chiedere spiegazioni in merito a questa assurda levata di scudi. Gli altri hanno preferito rimanere in silenzio.

Troppo vincolante... Vincolante in cosa? Abbiamo letto e riletto il documento (che tutti possono leggere) e anche assumendo l'aria meno etica ed ambientalista possibile gli unici vincoli trovati sono quelli imposti dalle leggi nazionali e dalle direttive europee, che devono essere rispettati anche senza la delibera. Per il resto si trattava solo di uno sprone per il sindaco, di uno stimolo al miglioramento. Per lui e per la cittadinanza tutta. Un voto unanime sarebbe stato un gesto netto e chiaro: basta allo spreco, basta produrre troppi rifiuti. Si accennava a malapena all'inceneritore, ad aumentare i rapporti con provincia e altri comuni sul tema rifiuti. Per il resto c'era già da parte dell'amministrazione l'impegno alla copertura totale con la raccolta porta a porta. E allora quali sono i vincoli? Ce lo spieghino i consiglieri che si sono opposti, qui, davanti a tutti. Ci inviino una mail (basta cliccare la letterina sulla destra dopo i banner) con le loro motivazioni e noi la faremo leggere a tutti. Consiglieri: "dite una cosa di sinistra! Dite una cosa anche di non-sinistra, di civiltà! Consiglieri dite una cosa! Dite qualcosa! Reagite!"

Il tempo del muro contro muro deve finire, non si può ragionare in modo politico su questi fatti. Non si può ridurre in politica la salute delle persone, il futuro dei propri figli e nipoti. Basta! Non siete più in campagna elettorale, dovete fare il bene della città!


La mappa di inceneritori e discariche europee

La quasi-citazione

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sabato 17 gennaio 2009

Mangiafuoco e il teatrino della politica


Giovanni Peralta consigliere nelle liste PdL, ha ricordato nell’ultimo consiglio comunale come non esistano filtri per bloccare le micro polveri emesse dagli impianti di incenerimento, ha chiesto di tutelare la salute pubblica, attuando controlli giornalieri. Il consigliere ha definito importante la mozione “verso rifiuti zero” incoraggiando l’amministrazione a superare la quota dell’80% di raccolta differenziata per poter fare a meno di discariche ed inceneritori…… Salvo contraddire quanto precedentemente affermato votando contro le due mozioni proposte dall’opposizione sulla chiusura definitiva dell’impianto, compresa la stessa mozione “Rifiuti zero 2020″ semplicemente obbedendo agli ordini arrivati, dissenatamente nella mancanza anche del principio di precauzione, dalla sua scuderia di partito.


Ma se il consiglio comunale deve essere un teatrino, certi consiglieri burattini sono zerbinati al potere altrui, allora chi è Mangiafuoco?


I Grilli Versiliesi ricordano alla cittadinanza che la commissione speciale provinciale ha messo in rilievo nel loro rapporto, come il famigerato contratto Daviddi che lega i comuni della Versilia con l’attuale gestore dell’impianto di incenerimento Veolia, già multinazionale francese molto attiva nel mondo anche nel campo della privatizzazione dell’acqua pubblica, possa essere interrotto per “gravi e inderogabili esigenze di pubblico interesse” e dove “i casi accertati di comportamenti dolosi del concessionario, quali la manomissione dei dati relativi alle emissioni di sostanze inquinanti, possono essere motivi di revoca del contratto”.E come definire altrimenti quello che è successo dopo 10 mesi che Veolia era proprietaria dell’impianto, di essersi accorta del taroccamento dei dati di inquinamento delle diossine e dell’ossido di carbonio emessi dal suo inceneritore? Quali garanzie di sicurezza ambientale può dare ai cittadini un impianto rimasto sostanzialmente lo stesso anche dopo gli sbandierati e limitatissimi interventi promessi dalla multinazionale in questione?

Chi ci darà la bonifica del territorio circostante e chi sarà il controllore in tempo reale dei microinquinanti emessi da un impianto che non ha neanche la valutazione di impatto ambientale (è anche molto rumoroso come se non bastasse) e uno straccio di concessione edilizia? Certo le fonti di inquinamento sono molteplici in un territorio vasto come il nostro, occorreva quindi che le amministrazioni dei nostri comuni avvallassero contro il parere di esperti, associazioni di medici, comitati di cittadini per la tutela dell’ambiente, un ulteriore, pericolosissima (ricordiamo anche l’incremento di pubertà precoci delle bambine nel nostro territorio che viene correlato nella letteratura scientifica alle sostanze presenti che appartengono alla famiglia delle diossine) fonte di inquinamento ambientale che danneggia l’immagine turistica della Versilia, al posto di incominciare a finanziare progetti locali di studio e trattamento, riciclaggio, riuso e compostaggio dei rifiuti prodotti sul nostro territorio?

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mercoledì 17 dicembre 2008

Incenerire i rifiuti? No grazie!

Gianluca Ferrara in questo prezioso manuale spiega, in maniera semplice ma argomentata, come gli inceneritori (erroneamente definiti “termovalorizzatori”) siano l’ennesimo inganno imposto dalla classe politica succube della lobby di turno.
Gli inceneritori sono la risposta funzionale, partorita da un sistema economico malato che ha l’obiettivo di renderci dei consumatori obbedienti ed inconsapevoli. Il messaggio è: “Consuma tanto, poi noi bruciamo tutto!”. Ma gli inceneritori sono molto dannosi per le sostanze che emanano nell’ambiente e più studi dimostrano una stretta correlazione con l’aumento di patologie cancerogene nelle zone circostanti. Inoltre, non convengono dal punto di vista energetico, la loro realizzazione è molto dispendiosa e non producono occupazione a differenza della raccolta differenziata porta a porta. Raccolta differenziata che è incompatibile con la presenza degli inceneritori.

Ma quale soluzione al problema dei rifiuti? La risposta ci è data dall’intervento del professore americano Paul Connett teorico di “Zero waste”, vale a dire creare una società a zero rifiuti che miri al riutilizzo dei prodotti e la messa al bando di tutti quei materiali che non possono essere riciclati. L’esperimento sta prendendo piede in California ma anche in realtà italiane quali Capannori (Lucca) come è ben spiegato dal dott. Rossano Ercolini.

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