martedì 23 giugno 2009

L'Aquila, laboratorio di controllo...

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L'Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L 'Aquila non ci sono ancora stati. FATE GIRARE.

Ho visto l 'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits.
Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE.
Gli anziani stanno impazzendo.
Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L 'Aquila.
Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole.
Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là.
Ci voglio tornare.
Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

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sabato 11 aprile 2009

Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

"Impregilo!

Si, sempre lei (l'azienda di Caltagirone, suocero del segretario UDC Casini)

La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi.
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi.
La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta.

Chi diavolo è questa società dall'enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei?
Anche questa volta la passerà liscia?

PS: Se per qualcuno non fosse sufficiente basta andare sul sito dell'Impregilo e ricercare "Ospedale" per leggere. In questo settore IMPREGILO ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito indicati:
• Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21
camere operatorie.
• Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’
avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3,
210 posti letto, 7 camere operatorie.
• Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12
camere operatorie.
• Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle
infezioni da HIV.
• Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
• Ospedale Versilia: 80.000 m2, 600 posti letto.
• Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.

Inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio."

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lunedì 6 aprile 2009

Terremoto: l'aveva previsto ma è stato denunciato

Giampaolo Giuliani, scienziato dell’Istituto di Fisica Nucleare del Gran Sasso, aveva detto che in seguito allo sciame sismico che si è verificato negli ultimi mesi a L’Aquila ci sarebbe stata una scossa molto forte. La previsione era stata fatta attraverso lo studio del Radon, gas radioattivo che si sprigiona dalla crosta terrestre. Inizialmente Giuliani aveva indicato il 2 Aprile come giorno del disastro, previsione che due giorni fa era stata posticipata al 6 Aprile. Oltre a questo lo scienziato aveva indicato precisamente epicentro ed intensità del sisma. Querelato nei giorni scorsi per “procurato allarme”. Bertolaso si era scagliato: «Imbecilli che si divertono con notizie false». Quando vi diranno che non è possibile prevedere dove e quando colpirà un terremoto ricordatevi di Giampaolo Giuliani.
Una articolo a riguardo.

L'AQUILA - «Una forte scossa di terremoto investirà L'Aquila nei giorni a cavallo tra il 1° e il due aprile»: lo aveva predetto Giampaolo Giuliani, scienziato e ricercatore presso i Laboratori di Fisica del Gran Sasso, solo che aveva sbagliato di qualche giorno il verificarsi dell'evento: il suo allarme aveva comunque scatenato il panico in alcune zone dell'aquilano già sottoposte da mesi alle continue scosse di piccola entità definite "sciame sismico", tanto che avevano provocato le reazioni irate anche di Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, che si è scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare. Ed è appunto scattata appena un paio di giorni fa la denuncia nei confronti del ricercatore per "procurato allarme".

Giuliani nel corso degli anni si è dedicato allo studio del gas radon, che pare fuoriuscire in quantitativi superiori sulla crosta terrestre ogniqualvolta si stia per verificare una scossa di forte entità.

Lo scienziato, che ha studiato le condizioni chimico-fisiche della crosta terrestre in occasione dei principali terremoti verificatisi in passato in varie parti del mondo, ha messo a punto negli ultimi nove anni uno strumento chiamato "precursore sismico", in grado di rilevare la presenza di radon e le modifiche di concentrazione in una data zona, e che permetterebbe di prevedere un evento sismico con un anticipo variabile dalle 6 alle 24 ore e con una efficienza dell'80%.

Attraverso cinque stazioni (posizionate a Coppito, Fagnano, Pineto e nel Laboratorio dell'Infn del Gran Sasso) si triangolano i dati elaborati in contemporanea e si può prevedere con estrema precisione l'epicentro e il grado sismico dell'evento.

Gli studi e i risultati ottenuti finora da Giuliani però sono stati accolti tiepidamente da una parte della comunità scientifica, che ritengono le sue teorie ancora in fase di sperimentazione e non ufficializzate da pubblicazioni sulle apposite riviste scientifiche.

Il suo annuncio del verificarsi di un «terremoto disastroso» nell'aquilano aveva scatenato nei giorni scorsi una psicosi collettiva in particolar modo a Sulmona e dintorni, con scene di persone per strada con materassi e bagagli di fortuna, e famiglie che si dirigevano nelle palestre per chiedere accoglienza. Il sindaco Fabio Federico si era mostrato incerto sul da farsi: far scattare il piano di evacuazione o fare finta di niente? L'allarme però era rientrato in seguito alle rassicurazioni della Protezione Civile, e al trascorre dei giorni previsti entro i quali non si era verificata nessuna scossa di grave entità.

Forse sarebbe il caso che il sottosegretario si scusasse con colui che, se ascoltato, avrebbe forse potuto evitare qualche centinaio di morti e di feriti, ma si sa, in Italia chi dice il vero è messo alla gogna, ne sa qualcosa un certo Galilei da Pisa.


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