sabato 15 novembre 2008

L'energia che viene dai rifiuti...e non solo!


Tra le energie rinnovabili il biogas è una delle fonti più interessanti per la produzione di energia elettrica e calore.
E' una risorsa naturale a basso costo che converte le biomasse composte dai rifiuti organici e dagli escrementi animali ed umani in gas metano.
Per dirla in maniera semplice può essere considerato come il risultato della fermentazione del materiale organico allo stato grezzo da parte dei batteri che si trovano naturalmente e in larga quantità nello sterco degli animali e nelle tonnellate di immondizia ammassate all’interno delle discariche.
Se la fermentazione è anaerobica, il principale componente della miscela di gas generata è il metano; al contrario, in presenza di ossigeno, a svilupparsi è soprattutto l’anidride carbonica.
Il gas sprigionato dalla degradazione anaerobica, cioè in contenitori privi di ossigeno, è costituito mediamente dal 50- 70% di metano, da anidride carbonica, composti solforati ed acqua e viene raccolto da tubature di drenaggio e inviato a piccole centrali termoelettriche oppure ad impianti di teleriscaldamento. Il biogas rispetto a un combustibile fossile è rinnovabile e non impoverisce l’ambiente ed ha un bilancio di emissione e consumo di CO2 praticamente nullo.

Come racconta Associated Press, i rifiuti ammucchiati per decenni nelle 21 discariche che compongono il sito 1-E di Kearny nel New Jersey servono infatti a rifornire di energia migliaia di abitazioni, grazie al gas metano generato dalla decomposizione della spazzatura, convertito in elettricità. «È un po' come se la gente ricomprasse i propri rifiuti, ma in un'altra forma» ha detto Tom Maturano, direttore della Commissione per le risorse naturali del New Jersey Meadowlands. Ed è anche un po' come avviene già da tempo in alcune città italiane, come a Milano, per esempio, dove ogni anno lo smaltimento di 450 mila tonnellate di spazzatura consente di produrre elettricità per 250 mila persone.
Le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas) sono state indicate dalla Ue come sorgenti che possono assicurare non soltanto autonomia energetica, ma anche la graduale riduzione dell'attuale inquinamento ambientale e dell'effetto serra.
Per il 2010 si prevede che esse debbano ricoprire il 15% dell’energia utilizzata.
Al momento attuale le fonti energetiche rinnovabili sono meno del 6% con un tasso di crescita molto basso.



Ma allora, per esempio ci chiediamo noi, come mai l'ufficio ambiente della provincia di Lucca fa tante difficolta' (eufemismo per dire che non concede il permesso) a concedere l'utilizzo della falda superficiale a Viareggio per scambiare calore?
La cosiddetta energia geotermica si puo' estrarre dall'acqua o si puo' immettere nell'acqua con notevoli risparmi energetici delle fonti primarie.


Il piano energetico regionale prevede qualche soluzione simile?

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