domenica 8 febbraio 2009

Il ferro da stiro non ha padroni

Da una nuova edizione della Guida al consumo critico, già diffusa in migliaia di copie.Notizie su centinaia di imprese globali, e idee per un uso collettivo dei beni di Francesco Gesualdi *

SE RIUSCISSIMO A GUARDARE AI CONSUMI come persone libere, ci renderemmo conto che il benessere si raggiunge solo in parte con la disponibilità di beni e molto più organizzando il tempo in modo da lasciare più spazio alle relazioni familiari e sociali, costruendo le città in modo da favorire l’incontro fra le persone, garantendo un bagaglio culturale che consenta a ciascuno di realizzare tutto se stesso.
Una delle parola d’ordine per vivere bene disponendo di meno è «consumare con rispetto», ossia trattare bene gli oggetti affinché possano funzionare a lungo. La società dei consumi ci ha abituato a buttare via la roba quando è ancora utilizzabile solo perché non è più di moda o perché non è più all’avanguardia tecnologica. Ma per battere la strada della sobrietà dobbiamo liberarci da questi condizionamenti. Un’altra parola d’ordine del futuro dovrà essere «efficienza», ma non come la intendiamo oggi. Oggi l’efficienza si misura con denaro e, se per una ragione qualsiasi, una risorsa viene fatta pagare poco, essa viene sprecata anche se è rara. L’efficenza vera è quella che riesce a garantire il massimo servizio col minimo impiego di risorse e con la minor produzione di rifiuti.

Nel settore dei trasporti il simbolo dell’efficienza è la bicicletta. Un altro simbolo di efficienza è l’uso collettivo dei beni. Quello dei trasporti è un esempio classico ed è interessante che in molte città si vadano delineando delle associazioni denominate car-sharing per utilizzare l’automobile in comune. Altri servizi, che oggi sono soddisfatti in casa propria in forma privata, potrebbero essere organizzati in maniera collettiva.

Invece di avere una lavatrice per casa si potrebbero avere delle lavatrici in condominio. Invece di avere ognuno il nostro ferro da stiro, il nostro computer, i nostri libri si potrebbe immaginare di avere una stireria, una biblioteca e una sala giochi di condominio. Finalmente la gente smetterebbe di vivere rintanata come topi e potrebbe incontrarsi.

* dalla Guida al consumo critico [Emi, http://www.emi.it/]

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