sabato 10 ottobre 2009

La moneta locale e il piccolo usuraio




Intervento di Tonino Perna economista e sociologo, Professore Ordinario di Sociologia Economica presso l'Università degli studi di Messina alla Croce Verde di Viareggio.

Dall'esposizione del suo ultimo pamphlet "il manuale del piccolo usuraio" Perna analizza il capitalismo finanziario, che esasperando il processo di autolegittimazione dell'accumulazione di capitale, ha creato un baratro tra i «punti alti» del sistema (le grandi istituzioni finanziarie, i mercati borsistici ecc.) e il resto della società. Un baratro che può portare alla catastrofe, ma può anche provocare una presa di coscienza per rifondare il rapporto tra economia-denaro-società anche attraverso l'emissione di moneta locale, la localizzazione dei sistemi produttivi e la realizzazione dell'autonomia alimentare ed energetica del nostro paese.
Studiando il fenomeno dell'usura e quei pochi che la denunciano, a questo scopo è stato scritto un libro sull'usura e sul bisogno che nella realtà va incontro a chi la richiede.L'usura nasce con l'uomo come la prostituzione e dove viene condannata molte volte in diversi passi nel vecchio testamento mentre non viene stranamente menzionata nel nuovo testamento, al contrario della prostituzione appunto.L'usurato va a chiedere un prestito a usura sapendo che rischi corre, magari consigliato da colletti bianchi che lo spingono nelle mani dell'usuraio per il suo bene.
Anche paesi oggi considerati emergenti e quelli sudamericani si sono indebitati negli anni '70 quando i tassi erano bassi, ma si sono trovati da una parte gli americani che hanno rivalutato il dollaro e dall'altro prestiti a tasso variabile che hanno facilmente strangolato paesi che in realtà pur ricchi di materie prime, sono stati affossati dal debito e dalle politiche dissenate del fondo monetario internazionale.
Nella crisi del '29 al contrario di oggi, gli Usa avevano una bilancia commerciale in attivo esportando più di quello che importavano e i bilanci degli altri stati avevano piccoli deficit.Oggi solo in Italia si paga ben 80 miliardi di euro solo di interessi sul debito pubblico contratto e i margini di manovra sono molti diminuiti.
Il denaro era originariamente uno strumento, funzionava come un interscambio finchè appunto favoriva e funzionava come scambio.Le quattro funzioni del denaro erano:
1)unità di conto 2) intermediario degli scambi 3)mezzo di scambio 4)funzionamento entro certo limiti di denaro/credito.
Oggi il denaro è diventato altresi uno strumento di potere, di pressione e di dominio.
Grazie alla crisi finanziaria attuale però, siamo arrivati ad un punto di rottura interrompendo il modello di crescita che creava solamente disparità sociali, aumentando l'impatto e la crisi ambientale.
Come riaproppriarci allora del valore sociale del denaro ed evitare che sia uno strumento di dominio da una parte e di distruzione dall'altra?
Lascio la risposta all'esauriente video dove ril prof.Perna prova a spiegare i modelli ed i meccanismi di uno strategia globale che pur evitando uno scontro frontale, ci porterà inevitabilmente a dividerci ed aumentare altresi i conflitti territoriali legati ad un federalismo fiscale e politico.Ma la risposta la troviamo anche nella creazione di una moneta locale accanto ad una moneta globale che sarà il paniere di alcune valute a discapito dell'era del dollaro.
Dall'altra dovremo limitare le importazioni di materie prime e puntare ad una maggiore autonomia energetica ed alimentare fino alla sua completa sovranità, che possa portarci ad affrontare e superare i limiti di una economia che dalla competizione di un mercato incontrollabile, passi ad un meccanismo di collaborazione dei vari stakeholders present,i in una economia che si concentri sempre più su una profonda localizzazione degli strumenti produttivi, con una visione però più ampia e solidale ai problemi globali.

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