mercoledì 3 dicembre 2008

Tagliare, tagliare, fortissimamente tagliare...

Mentre l'Italietta si scanna per l'Iva su Sky, a causa della quale probabilmente i poveri onesti cittadini non potranno più permettesi di vedere la partita la domenica, nubi ben più pesanti si addensano all'orizzonte.

"E' in discussione la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. È questo lo scenario prefigurato dal decreto legge 185/2008, che all'art.29 modifica la procedura per usufruire dell’agevolazione fiscale riservata a chi ha effettuato interventi che migliorano le prestazioni energetiche degli edifici nel 2008, procedura prevista dall’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 296/2006, e prorogata dall’articolo 1, comma 20, della legge 244/2007. La norma infatti ha effetto retroattivo e impone a chi intenda usufruire della detrazione del 55% delle spese già effettuate nel 2008 l’obbligo di prenotare il beneficio fiscale inoltrando una richiesta, esclusivamente per via telematica (anche attraverso gli intermediari abilitati), all’Agenzia delle Entrate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio 2009. Occorrerà poi attendere la risposta dell’Agenzia la quale – dopo aver esaminato le istanze secondo l’ordine cronologico di invio - dovrà comunicare, entro 30 giorni, al richiedente del beneficio se la sua istanza è stata accolta; in caso di silenzio, l’istanza dovrà ritenersi respinta (silenzio-rifiuto). In ogni caso, chi ha effettuato lavori o chi decuderà di effettuarli non avrà la certezza di detrarre il 55% delle spese sostenute. [...]"

Non si era mai vista una legge retroattiva in materia di agevolazioni fiscali, cosa da pazzi visto che magari privati cittadini o imprenditori che avevano in programma (o peggio hanno già compiuto) la riqualificazione di un edficio, probabilmente non potranno avvalersi dell'agevolazione (che in pratica rende economici lavori di questo tipo).
Senza contare che questo "sconto" rappresentava un volano economico, specie in tempi di crisi, per artigiani ed installatori. Oltre a questo un altro effetto: i cittadini erano obbligati a chiedere la fatturazione, causando l'emersione di introiti che potevano non essere dichiarati.
Un elenco degli effetti negativi di questa mossa:
- porobabile rimessa di denaro di cittadini che già hanno effettuato l'investimento;
- ulteriore rallentamento dell'economia;
- minor risparmio energetico che ci allontana ancora di più dagli impegni di Kyoto e dal famoso 20/20/20 dell'Unione Europea;
- probabile maggiore evasione fiscale causata dalla fatturazione a nero dei lavori.

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