sabato 30 agosto 2008

La Moneta di Transizione: i B.L.S.

In vista del raduno nazionale sulle monete locali che si terrà a Rimini nella prima metà di ottobre 2008 e che abbiamo deciso di chiamare "OKTOBERSCEC", abbiamo pensato di creare un post nuovo e riassuntivo sui Buoni Locali di Solidarietà (BLS in seguito) del progetto Arcipelago SCEC.
Un unico avviso per chi si intende di economia, la studia, la mastica o chi lavora in banca:questo post non è per lui, faccia finta di non averlo visto e passi oltre.
Per tutti gli altri, curiosi o semplicemente interessati all'argomento oppure per chi non sa o non ha mai capito da dove vengono i soldi e soprattutto dove vanno, prima di tutto si guardi QUESTO

PREMESSA La situazione economica caratterizzata dall’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle imprese a causa della deregulation finanziaria e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, evidenziata dal progressivo impoverimento delle economie locali accentuatasi con la globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare un circuito economico alternativo anche in Italia.La moneta complementare locale ed il sistema di compensazione creditizia, hanno rappresentato in passato e rappresentano oggi, le due più efficaci, affidabili e sostenibili alternative al vigente sistema bancario e monetario.S’intende inoltre dimostrare che la moneta, quando emessa correttamente, risponde a principi d’equità, merito e giustizia. Non crea ne inflazione ne debito pubblico. Sfortunatamente, altrettanto importante ed ingegnosa è stata nel corso degli anni la sua manipolazione e strumentalizzazione.I BLS nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, passato e presente, compreso il circuito WIR svizzero, gli ITHACA HOURS statunitensi, il FUREAI KIPPU giapponese e il REGIO tedesco.

L'ECONOMIA DI MERCATO (O MEGLIO L'ECONOMIA DEL DEBITO)
La nostra moneta ufficiale, l’euro, come tutte le altre monete a corso forzoso, la cui accettazione è imposta dalla legge, è una moneta basata sul debito. Lo Stato, che ogni anno deve adeguare la quantità di moneta in circolazione, necessaria per lo scambio di beni e servizi, si indebita con la banca centrale che stampa il denaro, emettendo titoli pubblici (Bot, BTP, CCT ecc.) per un pari importo e sui quali deve pagare anche un tasso di interesse. Dal 1971 inoltre nessuna moneta a corso forzoso e garantita dall'oro o altri metalli preziosi, quindi se la moneta deve essere solo la rappresentazione “cartacea” dei beni e servizi, ovvero della ricchezza prodotta in un territorio, la sua funzione dovrebbe essere praticamente neutra e non gravata da un debito a cui si devono aggiungere perdipiù i dannosissimi interessi.Per capire meglio questo concetto Vi consiglio di vedere questo video: è un pezzo del film "El Concursante", mai passato in Italia, per ovvi motivi...

Video

Il video rappresenta la situazione in cui la produzione di beni e servizi rimane stabile e quindi non c'è ogni anno un nuovo indebitamento. Nel giro di pochi anni tutto passa in mano del sistema bancario. Ma con l'innovazione noi sappiamo che la produzione tende a crescere di una percentuale ogni anno, il cui indice è il famigerato: P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) e quindi è necessario richiedere nuova moneta per adeguarla alla maggiore produzione.Maggiore produzione = Maggiore indebitamento + Aumento InteressiProduzione stabile = Pagamento interessi = Minore moneta in circolazione + CrisiAdesso capite come mai l'importo del debito pubblico italiano non diminuisce MAI, ma continua ad aumentare?I BLS sono dati gratuitamente o dietro veramento del solo costo di stampa, per coprire le spese, non creano debito e sono esenti da interessi come del resto quasi tutte le monete complementari passate e presenti.

TRANSITION MONEY
La via per l'abbondanzaLiberamente adattato da un report di Centrofondi dell'11 Maggio 2007...nel 2005, in Italia, abbiamo avuto una crescita pari a 0 (zero). Questo vuol dire che al netto dell’inflazione abbiamo prodotto come l’anno prima. Poiché non abbiamo fatto investimenti, seppur necessari, per carenza di copertura finanziaria, non avremmo dovuto aver bisogno - quindi - di altri €uro, quelli che erano in circolazione sarebbero dovuti bastare. Invece sappiamo dal bilancio di Banca “d’Italia” (spa) che sono stati emessi/prestati agli italiani dalla BCE – banca centrale europea, ben 90 mld di €uro pari al 6,5% del prodotto interno lordo 2005 appunto e per i quali, superfluo dirlo, ci siamo indebitati del pari importo + interessi.In pratica nel 2005 pur non aumentando la produzione ci siamo indebitati 6,5 volte in più del necessario. Questo dimostra due cose:1) che ci è stato imposto un indebitamento non richiesto e non necessario2) che l’inflazione reale è molto superiore a quella dichiarata dalle fonti ufficiali. In Usa una stima attendibile sulla massa monetaria – le stime ufficiali sono state soppresse (!!) –, ci dice che quest’anno essa crescerà del 13% contro una crescita del PIL che si assesterà all’1,3%. Il popolo USA quindi si indebiterà circa 10 volte il proprio fabbisogno reale di moneta. E’ utile ricordare che questa eccedenza di moneta provoca inflazione, la quale – diluendo il valore dei beni reali – toglie potere di acquisto alla moneta stessa, quindi a salari, stipendi, pensioni e redditi imprenditoriali. Ecco perché l’inflazione ci fa tanta paura ed ecco perché le nostre tasche sono sempre più vuote nonostante ci sia crescita economica costante. Immersi come siamo in questo girone d’inferno dantesco è chiaro come il nostro pensiero, condizionato da una quotidianità fatta di sofferenze e di stenti, non riesca a trovare la soluzione ai problemi che lo spudorato sfruttamento delle nostre persone (che debbono fare i salti mortali e due lavori per arrivare a fine mese e magari pagare rate) e delle risorse naturali, ci pone. La strada per uscirne, l’unica strada, è la decontaminazione del pensiero, la destrutturazione del pensiero, piegato dall’assillo del debito. La strada possibile è l’adozione di una moneta di transizione, una transition money*, rubando la definizione alle transition town. Una moneta che non sia affetta dalla malattia del debito e che venga capita e accettata facilmente da tutti; una moneta che agisca da antidoto alla malattia che affligge le nostre menti, che permetta di farci vedere che un futuro diverso esiste ed è possibile. Uno strumento, come qualunque moneta dovrebbe essere, che aiuti a pensare in modo corretto e che disattivi quel percorso perverso di pensieri negativi indotti dall’uso del denaro drogato dal debito. Questa è la funzione della moneta complementare, non deve essere complicata, deve avere una struttura semplice e di facile comprensione, ma soprattutto NON deve essere CONVERTIBILE IN MONETA UFFICIALE (in €uro). La riserva in €uro annullerebbe completamente i vantaggi di usare una moneta non legata al debito, una moneta – inoltre – che fa rimanere la ricchezza nel luogo in cui essa è prodotta. Sono concetti difficili da capire, perché troppo siamo abituati ad usare gli €uro senza capire cosa stiamo facendo.

MICROCREDITO, CREDITO e ECONOMIA DEL DONO
Il microcredito è nato dall’idea di Mohammad Yunus, il banchiere, che da oltre vent’anni concede ai poverissimi (cui nessuna altra banca al mondo darebbe mai una lira), piccoli prestiti per consentire loro di iniziare un’attività che li conduca fuori dallo stato di disperazione in cui versano. Sull’idea di Yunus sono sorte oltre duemila istituzioni che praticano questa finanza etica il cui scopo non è l’accumulazione monetaria, poiché i prestiti sono effettuati a tassi prossimi allo zero, ma il riscatto del maggior numero di persone dalla povertà e dalla miseria.In Italia la logica del microcredito è stata concretizzata dalla rete delle MAG, società finanziarie in forma cooperativa che supportano piccoli progetti di impresa tutti legati tra loro e che si sostengono reciprocamente senza gravare i soci con garanzie e interessi se non in misura ridottissima. La rete è anche connessa a Banca Etica, struttura che finanzia progetti di imprese non inquinanti e con un tasso di interesse inferiore a quello praticato dalle altre banche.Anche se questa non è la sede adatta a sollevare critiche sull'analisi di Marx della moneta, nel libro I, a pagina 159 del Capitale, leggiamo: "...la moneta di credito è sottoposta invece a rapporti che ancora ci sono completamente sconosciuti, dal punto di vista della circolazione semplice delle merci. Notiamo tuttavia, di passaggio, che come la carta moneta vera e propria sorge dalla funzione del denaro come mezzo di circolazione, la moneta di credito ha la sua radice naturale nella funzione del denaro come mezzo di pagamento...". Precorreva i tempi.Parliamo ora dell'economia del dono:E’ difficile che il singolo individuo possa pensare alla distribuzione della ricchezza che egli produce come ad un atto che gli genera benefici, ma in realtà è proprio così, se ci liberiamo della mentalità contadina che vede nell’accumulazione l’essenza della ricchezza. Un chiaro esempio di economia del dono è il software open source.Lo SCEC si integra bene nell'economia del dono, è una transition money come abbiamo visto in precedenza, ma può essere considerato anche un sistema di scambio non monetario in quanto agisce e rivitalizza le economie locali.

I BLS: COSA SONO I BLS
Sono delle “cartonote” e si usano insieme agli Euro. Il funzionamento è intuitivo. Vengono stampati dalle Associazioni locali e consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. Questi Buoni Locali danno diritto ad una riduzione sui prezzi di listino. Un associazione onlus, locale, coordina questa fase.Emissione:Viene fatta dall’associazione senza scopo di lucro costituita ad hoc in cui parteciperanno tutte le associazioni di categoria coinvolte, gli Enti Locali ecc. ove questo non sia possibile ogni commerciante e imprenditore aderirà a titolo personale. Questi buoni danno diritto ad un abbuono medio del 20% (dal 10% fino al 30%) sui prezzi di listino, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un bene sceglie la percentuale da applicare. I buoni non sono convertibili in euro e hanno la particolarità di ancorare sul territorio, arricchendolo, anche la parte di spesa pagata in euro. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, oltre che tra gli aderenti, attireranno nel circuito anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione o da altre località.Distribuzione agli aderenti:Come detto in precedenza i Buoni vengono distribuiti gratuitamente (o al solo rimborso spese di stampa) alle famiglie e agli iscritti. La quantità iniziale sarà di 100 Buoni locali ad iscritto, con la possibiltà da parte della associazione di distribuirne quote aggiuntive per attività benemerite per il territorio (GAS, raccolta differenziata, assistenza a domicilio, carpooling, ecc.) e per attività divulgative del progetto Buoni, o per donazioni nei confronti di enti locali che ne facciano richiesta o che operino in partnership con l'Associazione locale. I tagli sono sei:0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 - 50 SCEC.I BLS SCEC non sono accumulabili, non creano debito, non esigono interessi, aumentano il potere di acquisto (mediamente del 20%) di stipendi e pensioni, rinvigoriscono le economie locali. Sono una transition money che introduce concetti come Economia Del Dono e Reddito Di Cittadinanza (che vedremo più avanti).

I BLS: RICCHEZZA SUL TERRITORIO
I BLS, hanno la particolarità di circolare solo in un territorio limitato, (a livello regionale). Questo consente ad una parte della ricchezza prodotta nel territorio, di rimanere e di essere spesa tra le aziende, industriali, artigiane, commerciali e contadine aderenti al circuito. Il fatto di essere uno strumento di scambio che non rappresenta una riserva di valore e che non produce interessi, potrà “contagiare” positivamente anche la moneta ufficiale a cui è legata e consentirà una maggiore velocità di circolazione.E’ auspicabile che alle imprese, si affianchino anche professionisti come commercialisti, dottori, geometri, ingegneri ecc., professori che impartiscono lezioni varie, musica, lettere, matematica ecc., baby sitter, badanti, asili privati e pubblici, scuole di ballo, palestre ecc. Maggiore sarà la diffusione dei BLS, maggiore sarà la ricchezza che circolerà e rimarrà sul territorio.Gli Enti locali coinvolti potranno studiare agevolazioni per le imprese che aderiranno all’iniziativa e per le nuove imprese (industriali, commerciali, artigiane e contadine) che decideranno di aprire la loro attività nel territorio accettando e favorendo la circolazione dei BLS.Sia nel settore agricolo che nei comparti artigianali e industriali verranno attuate delle riduzioni della filiera produttiva che permetteranno anche di poter comprare a prezzi concorrenziali, prodotti e manifatture locali, favorendo il mantenimento della tradizione. Questi piani aziendali, a disposizione open source sul sito, sono parte integrante del progetto.Al fine di favorire il successo dell’iniziativa è auspicabile che venga attivata una adeguata promozione nel territorio che faciliti la comprensione dei cittadini sull’uso ed sui benefici che ne potrà trarre l’intera comunità dall’adozione dei BLS. Si deve ricreare il senso di appartenenza ad una comunità, ad un territorio. Per favorire l’integrazione degli immigrati presenti si potranno studiare forme per favorire l’uso del Buono che sarà strumento di inserimento di queste comunità nel tessuto sociale. Con l’uso dei BLS i Comuni possono svolgere una vera funzione di supporto sociale senza costi aggiuntivi per la popolazione.L’obiettivo è quello di favorire e coordinare la diffusione di questi BLS in tutto il territorio italiano e poi permettere, avendo la stessa struttura e gli stessi criteri di emissione e distribuzione, di potersi scambiare le merci e i servizi in eccesso fra le varie realtà pagando ognuno in percentuale in buoni della propria località di origine. Questo permetterebbe di ricreare in poco tempo una economia nazionale, non più dipendente dalle assurde e dannose logiche della globalizzazione, portare ricchezza pura non gravata dal debito e dimostrare che esiste un altro modo di fare economia.Ecco perchè i Buoni sono sì locali, ma mai limitati nel loro utilizzo. Sono un valido contributo alla rinascita della produzione locale non essendo spendibili fuori rete, meno che mai sono accettati lontano dall’Italia.

I BLS: COME USARLI
Il Buono Locale di Solidarietà, viene accettato per l’acquisto di beni e servizi all’interno del circuito. Chiunque offra un bene o un servizio alla comunità la arricchisce, contribuendo alla fine dell’incubo della quarta settimana. Ad esempio: 100 Buoni Locali aumentano il potere di acquisto delle pensioni di 500 euro del 20%.Immaginiamo di recarci al piccolo market del quartiere (uno di quelli sopravvissuti alla GDO), acquistiamo per € 36,00 e l'esercente accetta i BLS al 20%; pagherò (circa) 29 in euro e 7 in Buoni. Il negoziante batterà uno scontrino di 36 euro con 7 di abbuono e pagherà le tasse e le imposte sui 29 euro effettivamente incassati. Successivamente il negoziante potrà riutilizzare i 7 SCEC presso ogni altro aderente al circuito, per soddisfare i suoi bisogni in termini sia di beni che di servizi.Il negoziante in possesso di molti Buoni vorrà dire che ha avuto anche un proporzionale incremento di euro e comunque non avrà mai superato il rapporto di 20SCEC contro 80Euro. L’importante è che si faccia un’opera di informazione per cui per i negozianti diventi automatico dare e ricevere Buoni e per i clienti diventi un’abitudine portare Buoni in tasca. Il Buono è reale potere di acquisto per chi lo usa.

FISCO E SCEC
Dal momento che il testo è abbastanza lungo rimando alla pagina su Arcipelago Toscana, dove Paolo Tintori, imprenditore orafo, insieme a commercialisti ed esperti del settore inquadra molto bene la fiscalità del sistema.Ci sono stati alcuni osservatori che dicono che a lo Stato ci rimetterebbe dal mancato gettito dovuto agli abbuoni. A queste persone rispondo: E' un falso problema!Questa è una visione statica (solo contabile) dell'evento, ed è un errore comune che compie chi non comprende bene la dinamica dei flussi economici. Ci viene insegnato che più la moneta circola (e più lo fa velocemente) per via degli scambi di beni e servizi più la ricchezza aumenta, quindi e ipotizzabile che un aumento della ricchezza ancorata al terrirorio (e non dispersa per effetto della globalizzazione) possa far rimanere stabile (o aumentare) il gettito fiscale. Ovviamente stiamo parlando di numeri tali da rappresentare una percentuale del PIL italiano, parlarne adesso è solo accademia.Infine, un po' provocatoriamente, a questi, che conoscono molto bene la contabilità, ma (dal momento che fanno queste osservazioni) non conoscono per nulla il motivo per cui esiste un prelievo fiscale (se non quello che ti viene insegnato a scuola per cui le tasse servono alla collettività), consiglierei la varia letteratura presente in rete (con google) su moneta, fisco e banche.

REDDITO DI CITTADINANZA
Ho deciso di separare il testo in diverse parti data la complessità di alcuni concetti.
Domenico De Simone nel suo testo "Altra Moneta" (rifacendosi all'economista Keynes) scrive: "...un esempio esilarante è quello di una persona che fa pulizie per conto di un’impresa privata, che viene conteggiata nel PIL di un paese per l’intero stipendio, oltre che per l’utile che la sua attività produce. Se la stessa persona fa le pulizie per conto di un ente pubblico, la sua attività entra nel PIL al solo costo, poiché non genera utili.Se infine, la stessa persona si mette a fare pulizie a casa sua o di amici, allora quella attività non viene conteggiata affatto nel PIL, nonostante essa sia altrettanto importante per la sopravvivenza della società. Immaginate che cosa può succedere in un paese se tutti quelli che puliscono le case, a qualsiasi titolo lo facciano, si rifiutino di continuare le proprie prestazioni senza una remunerazione. Dopo meno di un mese, tutto il paese sarebbe fermo per essere sprofondato nella sporcizia...".In poche parole: "...la stessa attività, infatti, è produttiva se inscritta nell’ambito dell’accumulazione monetaria e non lo è se è fuori da questo meccanismo...". Questo sistema ci fa vivere in una sociètà in cui la rarefazione monetaria sarà sempre presente.

REDDITO DI CITTADINANZA /2
Quindi, tornando a noi, è evidente che l'economia di mercato sta "dismettendo" gradualmente lo Stato Sociale. Per questo, nessuno (di noi), crede più alle ricette di questo o di quel politico... Cercano tutti di far andare insieme l'economia di mercato con l'economia del dono, ma quest'associazione è impossibile!Le pensioni, il SSN, prima o poi verranno dismessi (mettiamocelo tutti in testa) per via del nostro enorme debito pubblico che, come abbiamo già visto in precedenza non diminuirà MAI. Stiamo a guardare? Fortunatamente, NO! Ci sono molti economisti che conoscono bene queste tematiche e le appoggiano, oppure ci sono presidenti che rischiano la vita creando la moneta sociale (comunale.
A questo proposito Salvatore Tamburro nella sua tesi di laurea ci ricorda che molti presidenti americani, che tentarono di creare una moneta popolare, fecero una brutta fine: "Harrison avvelenato, Taylor avvelenato, Lincoln sparato, Garfield avvelenato, McKinley sparato, Roosevelt avvelenato, Kennedy sparati".Per i due Kennedy è certo che fu "una convergenza di interessi" a toglierli di mezzo, non solo quelli delle banche.In Italia abbiamo solo una possibilità, vista la casta di politici e imprenditori che ci ritroviamo.
Agire dal basso, fare rete e lavorare con il terzo settore. Il RdC, quindi può essere la soluzione ai problemi della dismissione del Welfare, basta comprendere che la cooperazione ed il volontariato (che fanno parte sempre dell'economia del dono) facciano parte della nostra vita. Concludendo: la casalinga che pulisce casa (e cresce i figli) avrà un suo RdC pari a € 500,00 al mese, a vita. Un bambino alla nascita avrà un RdC di € 150,00/250,00 al mese per poi essere incrementato crescendo, a vita. Ognuno di noi dovrebbe avere un RdC mensile a vita... perchè? Per il semplice motivo che la nostra esistenza è garanzia di produzione e consumo.Fate attenzione! Un individuo mangia, si veste, ecc. quindi crea domanda di beni e servizi che devono essere compensati con l'offerta da parte dei produttori di questi ultimi; la moneta, inteso come strumento di misura del valore prodotto, è irrilevante, potrei usare conchiglie, carte da gioco, bastoncini, basta che ci sia la fiducia di accettarla da parte della popolazione e di farla circolare. Anche in questo caso nel sistema attuale viene creata rarefazione monetaria.Il RdC non significa non dover più lavorare, il lavoro resterà sempre, ma per spiegare anche questo avrei bisogno di un ulteriore capitolo. Per chi vuole ci sono delle tesi di un profssore di economia della facoltà di Pavia che esprimono bene il concetto anche a 10 anni dalla stesura, andrebbero adattate...
http://isole.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm
E' tutto qui, lo SCEC, nelle sue emissioni mensili (a regime) di 100 buoni al mese è un primo approccio al RdC; poi il progetto, visto che è open source, può essere sempre migliorato nel tempo (poichè l'economia non è scienza esatta) ed adattato alle necessità sociali che nasceranno.

tutto il thread lo troverete su: http://beppegrillo.meetup.com/1/boards/thread/5273995/

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1 Commenti:

Anonymous janejacobs ha detto...

Complimenti per questa iniziativa. L'ho letta con incredulita' e commozione.

Da qualche tempo mi sto occupando della traduzione del libro di Jane Jacobs "Cities and the wealth of nations" che spiega l'importanza delle citta' per l'economia e gli errori delle monete nazionali, le quali dovrebbero essere sostituite da monete cittadine. La traduzione e' consultabile a questo sito: http://janejacobs.wordpress.com/2008/08/12/piccola-storia-della-moneta/ cliccando "Continua" alla fine del post potrete leggere il seguito del pensiero di Jane Jacobs in materia. Sulla vostra dimostrazione poi che i dati sull'inflazione sono completamente falsi, mi trovate pienamente d'accordo. Buona fortuna per la vostra iniziativa e spero che il libro di Jane Jacobs che sto traducento sul mio blog possa in qualche modo aiutare la vostra causa.

31 agosto 2008 alle ore 08:49  

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