sabato 2 agosto 2008

Il movimento della Transizione

TRACOLLO IMMINENTE! Il movimento della Transizione

Ecco il movimento dei comuni che si danno strumenti concreti per affrontare l’emergenza.
IL MOVIMENTO DELLA TRANSIZIONE.E’ partita dall’Inghilterra l’esperienza concreta della creazione di nuove forme di economia locale.Un movimento che si pone innanzi tutto il problema di organizzare l’autodifesa economica, energetica e alimentare contro la crisi del sistema petrolio.E’ necessario che anche in Italia il Movimento metta al primo posto la TRANSIZIONE dal sistema del petrolio al sistema del buon senso. In diversi Paesi industrializzati in molti hanno gia' fatto questa scelta. Centinaia di piccoli comuni stanno gia' convertendo la loro economia. In Italia si parla soprattutto di organizzare cortei.
Perche' abbiamo bisogno subito di un movimento che organizzi la transizione.Un anno fa il petrolio stava a 70 dollari al barile, oggi il prezzo del petrolio si aggira intorno ai 140 dollari: e' raddoppiato. Le derrate alimentari sono aumentate del 12-14%.Sul mercato dei future gia' si scommette sul prezzo del petrolio a 200 dollari a barile entro la fine del 2008. e' importante comprendere che la nostra economia, il nostro stesso sistema sociale, non può reggere un prezzo del petrolio a 140 dollari e tantomeno a 200 dollari al barile. L’effetto di questo aumento del petrolio non si e' ancora visto perche' il mondo e' pieno di merci prodotte quando il petrolio era a 18, a 30, a 70 dollari al barile....

trovi tutto l'articolo su:http://www.jacopofo.com/movimento-della-transizione

Città di Transizione
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le Città di Transizione (Transition Towns) rappresentano un movimento fondato in Irlanda a Kingsale e in Inghilterra a Totnes dall'ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. L'obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Il movimento è attualmente in rapida crescita e conta comunità affiliate in molte parti del mondo.

Storia
Il concetto di Transizione matura dal lavoro fatto da Rob Hopkins (esperto di permacoltura) assieme agli studenti del Kinsale Further Education College, culminato in un saggio dal titolo "Energy Descent Action Plan". Questo tratta di approcci multidisciplinari e creativi riguardo a produzione di energia, salute, educazione, economia e agricoltura, sotto forma di "road map" verso un futuro sostenibile per la Città. Uno degli studenti, Louise Rooney, ha poi ulteriormente sviluppato il concetto di Città di Transizione e lo ha presentato al Kinsale Town Council, il quale con una storica decisione ha adottato il piano e lavora oggi alla propria indipendenza energetica.
L'idea è stata poi riformulata ed espansa nel Settembre 2006 per la città nativa di Hopkins, Totnes, dove egli oggi vive. L'iniziativa ha avuto rapida diffusione e, alla data del 25 Aprile 2008, si segnalano oltre cinquanta comunità riconosciute ufficialmente come Transition Towns[1] in Regno Unito, Irlanda, Australia, e Nuova Zelanda. L'appellativo "Città" rappresenta in realtà comunità di diverse dimensioni, da piccoli villaggi (Kinsale), a distretti (Penwith) fino a vere e proprie città (Brixton).

Caratteristiche del progetto
Lo scopo principale del progetto è quello di elevare la consapevolezza rispetto a temi di insediamento sostenibile e preparare alla flessibilità richiesta dai mutamenti in corso. Le comunità sono incoraggiate a ricercare metodi per ridurre l'utilizzo d energia ed incrementare la propria autonomia a tutti i livelli. Esempi di iniziative riguardano la creazione di orti comuni, riciclaggio di materie di scarto come materia prima per altre filiere produttive, o semplicemente la riparazione di vecchi oggetti non più funzionanti in luogo della loro dismissione come rifiuti. [2]
Sebbene gli obiettivi generali rimangano invariati, i metodi operativi utilizzati possono cambiare. Per esempio Totnes ha introdotto una propria moneta locale, il Totnes pound, che è spendibile nei negozi e presso le attività commerciali locali. Questo aiuta a ridurre le "food miles" (distanza percorsa dal cibo prima di essere consumato, causa di inquinamento e dispendio energetico) e supporta l'economia locale.[3] La stessa idea di moneta locale verrà introdotta in tre Transition Towns gallesi. [4]
Fulcro del movimento delle Transition Town è l'idea che una vita senza petrolio può in realtà essere più godibile e soddisfacente dell'attuale. "Ragionando fuori dallo schema corrente, possiamo in realtà riconoscere che la fine dell'era di petrolio a basso costo è un'opportunità piuttosto che una minaccia, e possiamo progettare la futura era a bassa emissione di anidride cabonica come epoca fiorente, caratterizzata da flessibilità e abbondanza - un posto molto migliore in cui vivere dell'attuale epoca di consumo alienante basato sull'avidità, sulla guerra e sul mito di crescita infinita".[5]

Futuro del progetto [Il numero di comunità coinvolte nel progetto è in costante crescita, con molte città prossime alla "ufficializzazione". [6][7] Il movimento riceve sempre maggiore attenzione da parte dei media grazie alla propria rapida crescita.

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