lunedì 21 luglio 2008

I supermercati de Il sapore del Cuore e gli SCEC Point Market

Secondo L’ISMEA i prezzi alla produzione in agricoltura sono aumentati nel mese di giugno del 4,5% e del 19,1% rispetto allo stesso mese del 2007 e le voci colpite dai maggiori aumenti ovviamente sono Gasolio e fertilizzanti chimici, anch’essi in gran parte derivanti dal petrolio..Dal 2000 al 2007 i prezzi alla vendita sono aumentati mediamente del 28% (fonte CIA)Mentre i redditi dei produttori sono diminuiti, sempre dal 2000 al 2007, del 18%.A fronte di questo sconfortante quadro, abbiamo un sistema distributivo con filiere “lunghe” che hanno portato i prodotti agroalimentari ad avere un divario enorme tra prezzi alla produzione e alla vendita. Eclatante il caso delle clementine che vengono pagate alla produzione 15-20 centesimi mentre al consumatore sono arrivate a costare, a dicembre scorso, anche 3 euro (fonte Coldiretti http://www.coldiretti.it/docindex/cncd/informazioni/890_07.htm ). Poco giustificati anche gli aumenti dei prezzi relativi a pane, pasta e farina.Il produttore quindi ha redditi sempre più bassi, costi sempre più alti ed una burocrazia che assorbe 100 giorni l’anno (fonte CIA) per gli adempimenti, contabili, fiscali e amministrativi.Sul fronte della qualità, prosegue la contraddittoria politica comunitaria che continua a non dare certezze agli agricoltori che chiedono invece risposte chiare e definite come quelle in tema di modificazioni climatiche che chiedono urgentemente un cambiamento degli orientamenti e un allargamento delle superfici coltivate a cereali oggi a set aside, ma la UE ancora non si pronuncia.Le risposte invece arrivano dalla Commissione europea (organo sovranazionale) in tema di Ogm. Mentre in Italia 3 milioni di persone si esprimevano nella consultazione sugli OGM a favore della sicurezza alimentare, la Commissione europea, contro alle indicazioni del Parlamento Europeo (eletto dagli elettori) e dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche, ha dato il via libera definitivo alla commercializzazione del mais transgenico 59122 o “herculex”, oltre a un tipo di barbabietola da zucchero geneticamente modificata e altre due qualità di mais ibridi.Dal fronte dei consumatori i dati Istat sulla spesa delle famiglie italiane hanno rilevato che dopo quasi un decennio di stagnazione i consumi sono calati a danno soprattutto dei consumi alimentari e della produzione della qualità dei prodotti, favorendo così gli acquisti nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e Hard Discount. Secondo un recente sondaggio http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/inflaistat-5/infla-sondaggio/infla-sondaggio.html l’inflazione percepita è almeno 3 volte quella dichiarata e per il 71% del campione intervistato la situazione familiare è poco o per nulla positiva.Il produttore che si affida al mercato vendendo i suoi prodotti alla GDO, quando ci riesce, o ai grossisti, spunta prezzi a volte molto inferiori anche al punto di pareggio, l’unica alternativa quindi è rivolgersi alla vendita diretta e perseguire la qualità (Farmers Market, Km 0, mercatini de biologico ecc.). La difficoltà maggiore comunque è creare il mercato alle produzioni e anche ove si riuscisse in questa impresa, si tratta sempre di una nicchia di mercato formato da consumatori consapevoli e disposti anche a spendere di più. Nicchia che però si ridurrà sempre più con l’aumentare della crisi economica, come sopra evidenziato, e del numero dei produttori che si rivolgono a questo segmento di mercato.Seguendo il paradigma in cui il prezzo finale di un prodotto è dato dai costi più un giusto guadagno, avremo prezzi molto elevati e quindi soddisferà solo una piccola parte di produttori e di consumatori anche se si avrà una qualità superiore della produzione, oltre naturalmente alla difficoltà a ritagliarsi spazi di vendita sufficienti, con un conseguente dispendio di risorse, economiche ed umane che poi inevitabilmente si riflettono, anch’esse, sul prezzo finale.Per affrontare adeguatamente questo difficile periodo e portare i prodotti di qualità sulle tavole di tutte le famiglie, facendo così tornare nella norma (il prodotto di qualità per tutti ad un prezzo accessibile) quello che oggi invece è l’eccezione (il prodotto di qualità solo ai ceti più agiati), è necessario inserire vari, ma facili correttivi.CREAZIONE DI MERCATO: il primo passo è quello di aderire al circuito che accetta i Buoni della Solidarietà ChE Cammina SCEC come percentuale del prezzo (mediamente dal 10 al 30%). Poiché questi Buoni sono distribuiti alle famiglie gratuitamente, si ottiene un aumento del potere di acquisto pari alla percentuale dei Buoni accettata.Le famiglie quindi preferiranno acquistare nei punti vendita che aderiscono a questo circuito rispetto ad esempio alla GDO o Discount che invece non li possono accettare a causa della loro organizzazione interna.Gli SCEC possono essere utilizzati in tutti gli esercizi commerciali, produttori, professionisti, strutture di ristorazione, alberghi ecc. non solo nella località, ma in tutte le città-regioni in cui si utilizzano e aderiscono al circuito di ArcipelagoSCEC. Questo permetterà alle eccedenze produttive di poter essere vendute nel circuito italiano aumentando notevolmente il mercato alle merci locali di qualità.Allo stato attuale molti enti locali stanno aderendo conferendo così corpo e consapevolezza a tutto il progetto e aiutando le proprie comunità e le economie locali.ACCORCIAMENTO DELLE FILIERE Concetto tornato prepotentemente alla ribalta dopo gli aumenti, a volte ingiustificati, dei prodotti agroalimentari, con punte che a volte hanno fatto pensare a vere e proprie speculazioni. Anche qui, tutti parlano di filiera corta, ma concretamente è difficile da mettere in pratica (farmers market-chilometri 0 ecc.) anche perché si richiede al produttore di avere risorse per la vendita diretta e strutturare l’azienda in modo leggermente diverso.Comunque sia, se applicato bene si potrebbero aumentare gli introiti dei produttori e offrire prezzi più contenuti ai consumatori.In questo concetto si inserisce perfettamente la filiera del grano che arriva fino alla vendita del pane, quella della carne (allevamento, macellazione, trasformazione e vendita), l’attività casearia ecc.
ECONOMIE DI SCALA In questo caso è necessario comprendere che il futuro delle piccole aziende sarà sempre più difficile e la collaborazione fra aziende invece il naturale antidoto all’attuale periodo molto complesso.I PSR (Piani di Sviluppo Rurali) regionale favoriscono l’unione fra produttori agricoli e incentivano le economie di scala che ne derivano finanziando molte attività e in alcune regioni, ad esempio la Calabria, la regione sta lavorando per destinare fondi alla realizzazione di strutture per la vendita di merci locali.L’unione di questi elementi: Creazione di mercato attraverso l’aumento del potere di acquisto alle famiglie con l’utilizzo degli SCEC i Buoni della Solidarietà ChE CamminaAccorciamento delle filiere e trasformazione dei prodottiEconomie di scala attraverso l’unione tra produttorida vita a dei supermercati locali de “Il sapore del cuore” dal nome del progetto http://www.centrofondi.it/sapore_cuore.htm e ai punti vendita denominati “SCEC Point Market”. In questi punti vendita si troverà l’alimentare e tutti i prodotti di aziende locali, artigianali che avranno una vetrina per le loro produzioni. Da specificare che i produttori non agricoli non interverranno nell’associazione, ma conferiranno la merce in conto vendita, pagando un canone.Nei supermercati Locali si attiveranno anche lavorazioni come la macelleria e la produzione del pane, dolci, pasta ecc., negli SCEC Point Market di superficie inferiore invece si venderanno prodotti locali senza trasformazione o trasformati direttamente dalle aziende o nei Supermercati del Sapore del Cuore. Utile prevedere un Supermercato che rifornisce più SCEC Point Market sul territorio.Queste due strutture avranno, oltre alla vendita diretta, la funzione di:snodo di rete per la piccola distribuzione locale (rapporto fornitore-commerciante)smistamento di ordini inter regionali che arrivano dalle altre Isole di ArcipelagoSCEC punto distributivo per i Gruppi di Acquisto Solidale presenti nella zonaOgni struttura, Il Sapore del Cuore e lo Scec Point Market, sarà gestito da più produttori riuniti in associazione, con l’aiuto di ArcipelagoSCEC che aiuterà e coordinerà le attività.VENDITA DIRETTA All’interno del Supermercato del Sapore del Cuore troverà posto il nucleo dell’agroalimentare con:un forno a legna per pane e prodotti da forno (pizza, pasticceria ecc.) necessarie due persone (fornaio e pasticcere) più una alla venditaortofrutta rigorosamente di stagionemacelleria con carni provenienti da piccoli allevamenti di qualità della zona (1 persona) pizzicheria e salumi anche piatti semilavorati o pronti da portare via (1-2 persone)Il settore avrà anche prodotti trasformati dall’associazione dei produttori, confetture, passate di pomodoro, succhi di frutta, sughi pronti, olive e altre produzioni locali oltre all’agroalimentare, che è il richiamo e la spina dorsale della struttura, troveranno spazio e visibilità anche le altre produzioni locali artigianali con un addetto alla vendita cumulativo. Ovviamente lo SCEC point Market non avendo le lavorazioni al suo interno avrà necessità di meno personale per la gestione.Nei punti vendita avremo anche prodotti alla spina come detersivi, latte, vino ecc. e molta cura e attenzione sarà dedicata al rapporto con il cliente per fare informazione (progettoSCEC, corretta alimentazione, antiche ricette locali da riscoprire, consigli, informazioni sui metodi di coltivazione ecc.).RIFIUTI O Tutta la merce verrà data sfusa, senza imballaggi, senza pellicola e polistirolo; ove sia necessario un imballaggio per la conservazione, ad esempio le conserve, confetture ed i succhi di frutta, ecc. saranno adottati contenitori di vetro e verrà richiesto un deposito cauzionale che sarà restituito alla riconsegna del vuoto. Per il vino, il latte ed i detersivi si useranno contenitori portati da casa dal cliente o forniti direttamente dal punto vendita, salvo, anche in questo caso, un deposito cauzionale. Un omaggio o un piccolo sconto per chi porta da casa il sacchetto per riporre la spesa, in ogni punto vendita comunque ci saranno in vendita borse di tela o di carta riciclata.In tutti i punti vendita ci saranno delle compostiere per i rifiuti organici derivanti dall’attività.Per quanto riguarda i punti di ristoro verrano usati il più possibile contenitori non usa e getta.ENERGIA Ove possibile verranno utilizzate fonti di energia rinnovabile. Nel Supermercato ad esempio si può adottare un impianto a biomasse, alimentato dalle aziende della zona, con il quale rendere autonomo dal punto di vista energetico il punto vendita e alimentare anche il forno a legna. L'eventuale sovrapproduzione di energia potrà essere immessa in rete e venduta alla tariffa di favore prevista in finanziaria 2008 per impianti a biomassa alimentati da filiera corta.SNODO DI RETE Il Supermercato Locale de Il Sapore del Cuore avrà la funzione di rifornire gli Scec Point Market sul territorio (i prezzi saranno uguali) e anche i negozi della piccola distribuzione (negozio di prossimità o dei Centri Commerciali Naturali del centro cittadino) che aderiranno al circuito ArcipelagoSCEC. In questo ultimo caso il prezzo praticato sarà inferiore di quello offerto al pubblico onde permettere anche al piccolo negozio aderente al circuito di offrire buoni prezzi.In particolare si potranno rifornire i bar, ristoranti, gli alberghi, agriturismo che aderiscono al circuito ArcipelagoSCEC e che avranno interesse a utilizzare gli Scec ricevuti dalla propria clientela. Anche in questo caso sarà cura di ArcipelagoSCEC di “formare” questi esercizi commerciali a sensibilizzare la loro clientela sul fatto che si stanno usando materie prime del territorio di qualità, magari attraverso la diffusione di un opuscolo preparato allo scopo che informa i clienti sull’intero progetto.SMISTAMENTO ORDINI da altre “isole” del circuitoIn questo caso il Supermercato de Il Sapore del Cuore avrà il compito di soddisfare gli ordini che arriveranno dalle altre “isole” dell’ArcipelagoSCEC che faranno richiesta, attraverso la piattaforma informatica, di produzioni che il loro territorio non può offrire. Un modo per gestire le eccedenze produttive.PUNTO DISTRIBUTIVO PER I GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE I nostri punti vendita, Supermercato de Il Sapore del Cuore e SCEC Point Market, posso assolvere anche alla funzione di centro di smistamento degli ordini dei GAS presenti sul territorio semplificando il loro lavoro organizzativo e gestionale.

RAPPORTI FRA I PRODUTTORI E I PUNTI VENDIT AI produttori agricoli riuniti in associazione che danno vita ai punti vendita del progettoSCEC, conferiscono la loro merce e sono pagati a fine mese con un prezzo medio di mercato. Periodicamente poi verranno ridistribuiti gli utili derivanti dalla vendita dei prodotti trasformati dedotte le spese gestionali del punto vendita. In questo modo si permette al produttore agricolo di avere un ritorno non solo dalla vendita del prodotto, ma anche dalla vendita del prodotto finito e trasformato. A puro titolo di esempio ricordiamo che 100kg di grano, che producono 100kg di pane, vengono oggi pagati circa 40 euro, mentre i 100 kg di pane vengono venduti da 200 a 300 euro. Per non parlare dei dolci dove la materia prima incide solo per un 3-5%. Stessa cosa per un piatto pronto o semilavorato, succhi, confetture ecc.Da specificare che ogni produttore viene considerato alla stregua degli altri senza fare differenza fra le merci conferite. Il plusvalore, oltre il prezzo medio pagato dal mercato, viene redistribuito equamente deducendo solo i costi di gestione. Il coordinamento di ArcipelagoSCEC varrà un 10% degli utili.Da specificare che al produttore non si richiede di ristrutturare la sua azienda, ma solo di fare bene il suo lavoro, al resto penserà, per quanto possibile, ArcipelagoSCEC.Un capitolo a parte per i produttori non agricoli che esporranno la loro produzione, artigianale e non, nei punti vendita. In questo caso possono dirottare nei punti vendita, parte della loro produzione (spacci aziendali) comprese alcune rimanenze di magazzino che possono essere vendute con percentuali di SCEC più elevate. La loro merce sarà in conto vendita e pagheranno solo un canone di affitto per la visibilità, lo spazio ed il servizio offerto dai punti vendita.PUNTI DI RISTORO I punti vendita possono essere arricchiti anche da punti di ristoro, chioschi o da ristoranti, magari stagionali gestiti sempre dalla stessa associazione che gestisce i punti vendita.Nel punto di ristoro si potranno trovare piatti freddi, panini e altre piccole cose, tutte rigorosamente locali.Nel chiosco, anche ambulante, si potranno vendere tutte le produzioni con la frutta, succhi, macedonie, angurie, sorbetti e gelati artigianali.La loro conduzione non richiede una particolare specializzazione mentre hanno un buon ritorno economico.Da utilizzare in zone turistiche, vicino ad uffici e anche questi possono contribuire al miglioramento della redditualità della produzione.Diverso è il caso del ristorante, anche stagionale, In questo caso va individuato o un locale adatto o una zona all’aperto da poter adibire alla ristorazione con 50/70 coperti. I prezzi molto contenuti anche con l’ausilio dei Buoni della Solidarietà ChE Cammina SCEC. Qui è necessaria una professionalità adeguata alla gestione anche se il menù sarà semplice e improntato alla cucina casalinga.

Saluti,Enrico

Etichette: , , , , ,

0 Commenti:

Posta un commento

Grilliversiliesi.it non ha alcuna responsabilita' sui testi contenuti nei commenti, perche' scritti direttamente dai lettori che se ne assumono la responsabilita' e che, nel caso, potranno essere individuati. Commenti che non sono soggetti a moderazione, ma che tuttavia grilliversiliesi.it si riserva il diritto di cancellare o modificare se giudicati inopportuni per forma e/o contenuti. E' vietato inserire commenti non significativi, volgari e offensivi. Grazie!

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page