martedì 7 aprile 2009

La Caen di Viareggio prevede i terremoti?

Le misure effettuate dal tecnico dell’Inaf Giampaolo Giuliani nei giorni precedenti il terremoto dell’Aquila appartengono ad una serie di osservazioni iniziate parecchi anni fa e condivise con i fisici Victor Aleeksenco, direttore negli anni ‘70 del laboratorio russo underground di Baksan, e Nicola Zaccheo, all’epoca ricercatore alla Caltech University di Pasadena.
Risale a otto anni fa, infatti, la messa a punto del primo apparato rivelatore, con cui si decide di analizzare il fenomeno delle emissioni del radon, un gas che si libera dal sottosuolo in particolari situazioni d’instabilità e che si sospetta legato ai terremoti. Il fenomeno, va precisato, è già noto da tempo e ben descritto in un lavoro svolto da Chu King per lo U.S Geological Survey.
Ma la previsione dei terremoti è materia difficile, su cui ci si deve muovere con i piedi di piombo: se si annuncia un terremoto, bisogna anche dire quando, dove, quanto, e una generica stranezza nel comportamento del radon non basta. Anche a voler essere cauti, però, le misure di Giuliani sono tali e tante che un paese ad altissimo rischio sismico dovrebbe prenderlo in considerazione e lavorarci seriamente sopra.Tutto si basa su un particolare algoritmo ed un rivelatore di tipo innovativo, derivato dalla Fisica delle particelle, che segnala gli spike-likes, picchi istantanei tipici del radon: picchi che sembra si siano sempre prodotti finora nell’area interessata e nell’imminenza di scosse (poi puntualmente registrate dall’Ingv).

Non è un caso che di mezzo ci sia la Caen, industria toscana (di Viareggio) con sedi operative negli Usa, che sui grandi esperimenti di Fisica ha costruito la sua fortuna. La Caen si è occupata per vari anni dell’ottimizzazione del sistema radon e dell’analisi dei dati, sperando di avviare un programma di ricerca con le autorità del settore e di sperimentare la tecnologia su scala maggiore: “La nostra idea –spiega il Presidente Marcello Givoletti- era quella di costruire una rete di sensori nei territori a più alto rischio. Ma dopo anni di lavoro, ci siamo dovuti arrendere: poiché la nostra proposta non aveva seguito, abbiamo deciso di sospendere gli sforzi e gli investimenti, e abbiamo affidato gli strumenti a Giampaolo Giuliani, restando però sempre al corrente dei dati, fino a quelli della scorsa settimana”.

Ora dopo il chirurgo Macchiarini di Viareggio che abbiamo scoperto che era all’avanguardia nel mondo e che l'avevamo mandato a Barcellona a lavorare (ma sembra che sia ritornato a Careggi), abbiamo proprio a Viareggio un’azienda ad altissimo valore tecnologico come la Caen con ricerche all’avanguardia nel mondo, cosa aspettiamo a far si che questi studi intrapresi e ostacolati da chissachi anche se facilmente si intuiscono gli interessi nel settore della protezione civile e nella ricostruzione in particolare, possano essere difesi e tutelati proprio dalle nostre amministrazioni locali e regionali? Dove sono quei politici fautori delle filiere corte, dove proprio la tecnologia potrebbe fare la differenza nel portare avanti un know-how ad altissimo valore di ricaduta economica sul nostro indotto locale?

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