domenica 25 gennaio 2009

Mobilità sostenibile


La mobilità sostenibile è un sistema di mobilità urbana in grado di conciliare il diritto alla mobilità con l'esigenza di ridurre l'inquinamento e le esternalità negative, quali le emissioni di gas serra, lo smog, l'inquinamento acustico, la congestione del traffico urbano e l'incidentalità. Queste esternalità hanno un costo sociale che grava su tutti. Possono essere rimosse soltanto con una adeguata regolamentazione mediante intervento pubblico. In Italia la mobilità sostenibile è stata introdotta con il Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998. La normativa non ha però raggiunto i risultati sperati. I problemi relativi alla mobilità sono stati spesso demandati alle amministrazioni locali, senza un vero e proprio piano di intervento a livello nazionale e sovranazionale.

Gli interventi di mobilità sostenibile
Attualmente gli interventi di mobilità sostenibile possono considerarsi ancora alla fase sperimentale. Elenchiamo i principali:

Trasporto pubblico locale
E' la prima storica forma di mobilità sostenibile. Veicoli adibiti al trasporto di massa consentono di ridurre l'utilizzo dei mezzi privati.
Un esempio è il Piedibus è un mezzo di trasporto speciale, ma nello stesso tempo anche il più semplice che si possa immaginare: è il sistema più sano, sicuro, divertente e soprattutto ecologico per andare e tornare da scuola. Piedibus ha la stessa funzione di uno scuolabus, perché è formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da due o più adulti “autisti” e “controllori”, con la differenza che tutti si muovono a piedi.

Corsie preferenziali
Queste corsie sono autorizzate soltanto ai mezzi pubblici (autobus, taxi, mezzi di emergenza). Permettono di creare due forme di scorrimento, congestionata per i mezzi privati e scorrevole per quelli pubblici o di pubblico intervento.

Piste ciclabili
In alcune città del Nord Europa sono la vera alternativa all'automobile. Le piste ciclabili sono situate a lato delle strade e riservate esclusivamente alle biciclette. Città come Amsterdam dimostrano come questa scelta sia praticabile e a basso costo. Non è però adatta ovunque, soltanto nelle città pianeggianti o con bassi dislivelli.
Si é anche potuto osservare che l'uso della bicicletta offre vantaggi evidenti per distanze al di sotto dei 5 km. Per cui, la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili (o mista ciclo-pedonale) risponde essenzialmente all'obiettivo di incremento dell'accessibilità urbana in condizioni diffuse e lo raggiunge efficacemente solo se ben integrata con le politiche della mobilità e se non è limitata solo alle aree periferiche, ma allargata a tutta l'area di interesse e spostamento della popolazione mobile. L'inserimento nel tessuto viario esistente di sedi ciclabili, possibilmente protette, al fine di una riorganizzazione della viabilità rispetto alle diverse categorie di utenze, con la separazione del traffico veicolare da quello ciclabile, offre indubbi vantaggi nell'ambito della sicurezza e dell'incolumità dei ciclisti e contribuisce contemporaneamente ad una maggiore fluidità del traffico motorizzato stesso. La promozione dell'uso della bicicletta come alternativa ai veicoli a motore rappresenta uno dei più significativi impegni per uno sviluppo durevole e sostenibile, concorrendo alla riduzione di emissione di gas inquinanti nell'atmosfera e al decongestionamento del traffico urbano. Per incoraggiare i cittadini a ridurre l’uso della propria auto è fondamentale creare una rete di collegamenti ciclabili continua, sicura e ben riconoscibile, nonché integrata con altre forme di mobilità.

Pedaggio urbano
L'accesso a pagamento a strade o zone urbane. Trova la sua massima applicazione nel Road Pricing che estende il pagamento del ticket a tutte le automobili in entrata nella città (es. Londra).

Park pricing (o parcheggi a pagamento)
L'applicazione di ticket orari sui parcheggi tende ad aumentare il costo di utilizzo dell'automobile privata e facilita l'accesso al parcheggio per soste di breve periodo. In Italia sono conosciute come 'strisce blu'. Questa forma di intervento è adatta soprattutto nelle aree centrali della città. Crea invece malcontento nelle aree sub-urbane e periferiche.

Car sharing e Car pooling
Questi servizi sono basati sul principio dell'auto privata per uso collettivo. Nel caso del Car Sharing l'automobile è noleggiata per poche ore presso le apposite società e riconsegnata al termine del suo utilizzo. Nel caso del Car Pooling l'automobile è di proprietà di un privato che la mette a disposizione per compiere tragitti casa-lavoro insieme ad altre persone, spesso conoscenti o colleghi, con la stessa esigenza di orario e di percorso.

Mobility Manager
E' una figura quasi mitologica. E' stata introdotta nel 1998 con la funzione di analizzare le esigenze di mobilità dei dipendenti delle aziende pubbliche e private, agevolare il car-pooling e sincronizzare gli orari lavorativi con quelli del trasporto pubblico. I mobility manager partecipano a riunioni e incontri con le amministrazioni locali per migliorare la viabilità e il trasporto. La nomina di un mobility manager nelle aziende private è soltanto facoltativa e pertanto la norma è rimasta inattuata.

Blocco del Traffico
Il momentaneo blocco del traffico urbano è una misura di emergenza per ridurre il traffico veicolare e le emissioni inquinanti. Non risolve il problema. L'intervento mira a vietare l'uso dell'automobile per far provare forme di mobilità alternative e più sostenibili (es. trasporto pubblico). Il blocco del traffico può essere parziale o totale. In caso di blocchi ripetuti nel tempo viene applicato sotto forma di blocco per 'targhe alterne' (pari o dispari) o per tipologia di veicolo (euro0, euro1, euro2, euro3, euro4)

Strumenti conoscitivi e di analisi della mobilità locale
Per affrontare i tanti e complessi problemi legati al traffico e alla mobilità nelle città, le autorità locali dovrebbero dotarsi di strumenti di conoscenza, analisi e confronto che consentono un monitoraggio costante degli indicatori di efficacia degli interventi finanziati a favore della mobilità urbana e del trasporto pubblico.
In particolare e in stretta collaborazione con le altre Amministrazioni pubbliche del nostro territorio, occorre installare un sistema di monitoraggio che permette un confronto, continuo e sistematico, tra le diverse città, al fine di individuare una serie di parametri che incidono sulla qualità del nostro muoversi in città.
Per l’ambiente i parametri individuati sono la qualità dell´aria (con l'installazione di centraline in punti strategici della città); la sicurezza della mobilità ed il risparmio energetico; per il trasporto pubblico invece sono l’efficacia (numero di viaggiatori/ricavi tariffari); l’efficienza (costi operativi orari, velocità commerciale); la capacità di autofinanziamento (ricavi da traffico) e la qualità del servizio: indicatori per fattori di qualità (regolarità, puntualità, accessibilità e sicurezza del servizio).

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