sabato 21 marzo 2009

Ti Voglio Bere

Si scrive T.V.B. e si legge Ti voglio bere: non una semplice dichiarazione di affetto ma una manifestazione di intenti vera e propria. Destinataria? L'economicissima, sicurissima e comodissima acqua del rubinetto.
T.V.B. Ti voglio bere è il nome del progetto per il risparmio idrico e la valorizzazione dell'acqua della rete che il Centro Studi Ambientali di Torino realizza in diverse strutture scolastiche, turistico-ricettive e di pubbliche amministrazioni.
Nessun refuso, la dichiarazione nei confronti dell'acqua è chiara: T.V.B. Ti voglio bere. È questo il titolo del progetto che il Centro Studi Ambientali ha ideato per promuovere la riduzione dei consumi idrici e la valorizzazione dell'acqua di rubinetto. Obiettivo: stimolare la presa di coscienza individuale e collettiva sulla necessità di modificare i comportamenti attraverso l'acquisizione del concetto di risorsa limitata. Affinché T.V.B. Ti voglio bere da dichiarazione sentimentale diventi presto pratica quotidiana di tutti.

Le strutture ricettive (alberghi, B&B, rifugi) rappresentano un importante veicolo per la promozione di buone pratiche per il risparmio idrico e l'uso dell'acqua del rubinetto nei confronti degli ospiti.L'installazione di apparecchi per la riduzione dei consumi idrici e dei sistemi di trattamento per l'erogazione dell'acqua consentono anche un importante ritorno economico dell'investimento realizzato.Non ultima la continua informazione attrraverso volantini e gadget pubblicitari all'interno di strutture truristiche stimolano continuamente l'ospite a risparmiare acqua e a far rinviare il lavaggio degli asciugamani della stanza se non strettamente necessario.

T.V.B. Ti voglio bere va anche a scuola. Nelle scuole elementari e medie, dove si chiama T.V.B. Junior, e in quelle superiori, dove è nato.Per ogni fascia di età vengono attuati percorsi formativi diversi, ricorrendo a differenti registri linguistici e metodologie. Con un obiettivo comune: in-formare gli studenti sull'importanza del risparmio idrico e sulla qualità dell'acqua del rubinetto, buona da bere. Seconda missione , educare a loro volta i compagni di scuola (dando vita a un processo pervasivo di peer education, "educazione tra pari"), e addirittura gli adulti: insegnanti, famiglie, istituzioni e il popolo di internet, attraverso gli articoli scritti dalla giovanissima redazione di T.V.B. Tam Tam.

Il progetto può essere realizzato anche nelle strutture di competenza delle Pubbliche Amministrazioni (oltre alle scuole, centri sportivi, palestre, sedi e altri edifici pubblici) per sensibilizzare amministratori, dipendenti pubblici e, a cascata, le famiglie del territorio a un uso consapevole della risorsa idrica.Un'ulteriore importante ricaduta, è quella di ridurre il costo della "bolletta idrica" dell'Amministrazione e la massa dei rifiuti all'origine, preferendo bere l'acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia.Il progetto per le Pubbliche Amministrazioni prevede cinque fasi distinte:
1) analisi socio-economico-ambientale della situazione idrica delle strutture dell'Amministrazione;
2) interventi tecnici per il risparmio idrico e il bere l'acqua della rete;
3) monitoraggio del risparmio idrico ottenuto e contabilizzazione del conseguente risparmio economico;
4) monitoraggio della riduzione dei rifiuti raggiunta (bottiglie di plastica non consumate) e calcolo del relativo risparmio energetico e di CO2;
5) attività di comunicazione verso il cittadino/consumatore, con ideazione di materiale informativo e gadget in distribuzione durante momenti pubblici e conferenze stampa.
E a Viareggio sarà possibile intraprendere anche da noi un cammino cosi virtuoso?

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1 Commenti:

Anonymous Max Bertoni ha detto...

Bravo Enrico, anche per il giustificato... ;-)

Giusto l'altro giorno a casa mia abbiamo cominciato a "disintossicarci" dall'acqua gassata in bottiglia...

21 marzo 2009 alle ore 11:46  

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