venerdì 25 luglio 2008

Eppur si muove


Si è fatto un gran parlare del piano della sosta in questi mesi, è stato anche protagonista della campagna elettorale.
Il piano della sosta è stato sospeso sine die o meglio è stato pesantemente modificato per essere poi rivisto in seguito.
Il risultato è la fuori, c’è chi parla di disastro e di caos. Forse sono esagerazioni ma di certo la situazione con questi cambiamenti, vuoi il periodo, non è migliorata.
Il piano della sosta non può essere abolito. Sono stati fatti investimenti, spesi denari pubblici ed è chiaro che la città, per il numero di abitanti e la vocazione turistica, necessiti di un piano della sosta che la renda più funzionale, fruibile e meno inquinata. Questo sembra non essere in discussione anche nel palazzo municipale.

I problemi ambientali e della mobilità non si risolvono in due giorni, non si risolvono mettendo i parcheggi a pagamento, con qualche parcheggio scambiatore, con le rotonde al posto dei semafori ne con due pullman in più. Tutte queste cose insieme danno un valido contributo, ma non sono condizione sufficiente.
Il più grande passo, quello risolutivo e anche più impegnativo è far cambiare mentalità alle persone. Lo stesso Aristotele era convinto che si dovesse prima educare e poi porre limitazioni ai cittadini.
Ma anche senza scomodare il grande filosofo greco si capisce benissimo che non si possono mettere parcheggi a pagamento in tutta la città con la scusa dell’inquinamento quando poi in centro girano indisturbati enormi pullman (vuoti) euro 0 (o forse -1) SUV di tutte le taglie e compagnia bella.
Si voleva impedire che le persone prendessero l’auto anche per gli spostamenti più brevi, si è arrivati semplicemente a mettere un’altra “tassa” che non ha risolto il problema e ha creato malcontento.

La soluzione non è semplice e non ci si può arrivare senza la collaborazione di tutti. Intanto, un passo semplice, economico e non sgradevole, sarebbe quello di incentivare l’uso della bicicletta, specialmente nei periodi in cui il tempo è più clemente. Anche questo passo però non deve essere imposto, calato dall’altro. Lo si deve far penetrare lentamente nelle persone, con l’educazione nelle scuole, con eventi, manifestazioni, con l’esempio di chi ha visibilità, basta poco per cominciare a cambiare, basta volerlo.

L’argomento non è banale ma cominciamo a trattarlo partendo dalle cose più semplici. Poi ci sarà tempo di parlare di pullman elettrici, ZTL, parcheggi e quant’altro.

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