giovedì 4 dicembre 2008

LA partecipazione

Town Meeting di 1.300 persone ad Hamilton County, Ohio

"Libertà è partecipazione"
G.Gaber.

La Toscana è la prima Regione italiana ad avere approvato una legge che riconosce e garantisce a tutti il diritto alla partecipazione. La legge è stata approvata dal Consiglio regionale il 19 dicembre 2007. Ora, con la nomina dell'Autorità, è pienamente operativa.
Grazie a questa legge cittadini, associazioni e istituzioni toscane potranno presentare richieste perché sui grandi interventi e progetti, regionali e locali, si aprano processi di partecipazione. Una possibilità estesa a tutti coloro che abitano nella regione, per lavoro o per studio, anche stranieri, e non solo ai toscani.
Quella sulla partecipazione è una legge unica nel suo genere (L.R. 69/2007), che guarda al dibattito pubblico francese ma anche al town meeting anglosassone e ad altre esperienze nel mondo. È stata approvata e costruita assieme ai cittadini, grazie ad un coinvolgimento dal basso che ha sfruttato anche le nuove possibilità offerte da internet.una scommessa anche sulle capacità dei cittadini perché sui grandi progetti si apra una discussione prima e non quando, all'inaugurazione di un cantiere, si alzano le prime proteste”.
Sono tre le date, nel corso dell'anno, entro cui i cittadini potranno chiedere che venga aperto un processo partecipativo: il 31 marzo, il 31 luglio e il 30 novembre. Naturalmente anche la Regione potrà decidere di aprire un dibattito pubblico su uno o più provvedimenti inseriti nella propria agenda.
L'esito del dibattito pubblico non è vincolante. Nel caso il parere sia contrario, chi ha proposto il progetto può rinunciarvi o sostenerne uno diverso, oppure insistere con il progetto iniziale fornendo opportune motivazioni.
I progetti che potranno essere messi sotto esame sono quelli dal grande impatto sul territorio regionale e quelli a dimensione locale: strade, nuovi insediamenti, inceneritori, impianti eolici o di rigassifficazione, alta velocità, nuovi tracciati dell'autostrada ma anche grandi scelte sociali.

Adesso non ci sono più scuse, questa legge non è perfetta, ma è qualcosa, uno strumento che possiamo sfruttare a vantaggio di tutti, per il bene di tutti. Ora i cittadini che vogliono cambiare le cose devono AGIRE.

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