sabato 28 marzo 2009

L'Altra Economia e la Crisi




Il termine risorsa è entrato nel linguaggio degli economisti nella sua versione francese di ressource, ma trae il suo etimo dal latino resurgere. Dalla radice surgere deriva l'italiano sorgente, che ritroviamo anche nel corrispondente termine tedesco per risorsa (Hilfquelle, letteralmente, fonte di aiuto); il prefisso re sembra indicarne come carattere intrinseco la rinnovabilità, cioè il suo legame con i cicli biologici dell'allevamento del bestiame, delle colture agricole, della crescita delle foreste e dei prodotti spontanei della terra.

Guido Viale economista ambientale afferma che dietro questa crisi c'è una crisi finanziaria con tutte le sue conseguenze sull'economia reale, c'è una crisi ambientale legata alle fonti di approvvigionamento delle energie non rinnovabili quali petrolio e uranio che trasformeranno i rapporti di forza fra le nazioni, c'è una crisi culturale con la crisi del pensiero unico che ha dominato la nostra società negli ultimi 30 anni.

L'umanità uscirà cambiata da questa crisi per cui non usciremo semplicemente da questo cambiamento in atto : i rapporti di forza, gli assetti economici e gli stili di vita saranno diversi quando saremo fuori da questo tunnel. Non dobbiamo attrezzarci per uscire dalla crisi , ma per vivere la crisi cercando di modificare i nostri comportamenti adattandoci al modello di sviluppo che verrà modificato da questa crisi.
Crediamo veramente in quello che diciamo, cioè che il mondo uscirà dall'era dei combustibili fossili cercando di modificare il nostro modello di sviluppo e di mobilità cercando di utilizzare fonti di energia alternativa? Siamo convinti che l'alimentazione e l'agricoltura possa vivere con un'agricoltura interamente biologica visto che quella intensiva dipende inesorabilmente dal petrolio? Il mondo può garantire la mobilità collettiva cercando di evitare quella privata? Saranno veramente praticabili tutte queste attività virtuose entro pochi anni? O dovremo semplicemente aspettare che per uscire da questa crisi dovremo rifondare una radicale rivoluzione ecologica di tutto il sistema, compreso quello delle piccole, medie e grandi imprese?

Guido Viale è impegnato anche sul fronte dei rifiuti in Campania.

Il consumo è produzione di rifiuti. Con questo siamo giunti all'ultima delle trasformazioni che si verificano nell'attimo in cui decidiamo di sbarazzarci di un prodotto: fino a un momento prima esso era una merce, con un preciso valore d'uso (una "utilità") e un preciso valore di scambio (un prezzo); ora è un rifiuto: un residuo che non ha più né l'uno né l'altro.
Se guardiamo le cose dal punto di vista delle merci, che è quello proprio delle discipline economiche, quell'attimo è precisamente il momento in cui la merce cessa di essere tale, "annichilita" nell'atto con cui si conclude il suo itinerario più o meno lungo dal produttore al consumatore.
Se guardiamo la cosa dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti, che è quello degli operatori del settore e di alcuni ambientalisti, vediamo che il rifiuto ha la sua origine proprio nel consumo, cioè nella morte della merce in quanto merce. In altre parole, vediamo che il consumo - tanto quello del "consumatore" finale che il consumo produttivo attraverso cui le merci cambiano forma liberandosi di una parte di sé sotto forma di residui di produzione - non è altro che un gigantesco processo di produzione di rifiuti.
Queste quattro trasformazioni, che accompagnano il "trapasso" delle merci al loro "al di là" di rifiuti, hanno dunque origine in un cambiamento del nostro atteggiamento psicologico ed "esistenziale" nei confronti degli oggetti che ci circondano: l'inclusione o l'esclusione dal mondo delle cose pulite, utili, appetibili, dotate di valore.

La riconversione solidale della nostra società passa attraverso una partecipazione attiva della conoscenza e delle risorse condivise e quindi il soggetto principale che sarà protagonista di questa riconversione è tutto ancora da definire, ma sarà uno spazio pubblico dove far convergere le energie e le risorse intellettuali e cognitive delle imprese, delle amministrazioni locali, dei comitati e delle associazioni, che procederanno di pari passo a costruire insieme la vera alternativa per affrontare il cambiamento necessario della nostra società.

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