martedì 11 agosto 2009

La situazione del "Laghetto dei Cigni" e dei suoi "abitanti"

Abbiamo sofferto e continuiamo a soffrire molto in quest'ultimo periodo, abbiamo vissuto momenti terribili, ma certe scene, nonostante tutto, continuano a toccarmi, anche se non si tratta di uomini ma di animali. Ho inviato una lettera al sindaco e ad alcuni assessori sulla situazione del "Laghetto dei Cigni", ricordiamoci sempre che gli animali soffrono come i "cristiani" (come si dice a Viareggio).

All’attenzione:

- del sindaco Luca Lunardini, responsabile per il decoro urbano;

- dell’assessore Vittorio Fantoni, con delega alla tutela degli animali;

- dell’assessore Roberto Bucciarelli, con delega ai lavori pubblici ed infrastrutture;

- dell’assessore Pierluigi Alfonso Cinquini, con delega alle politiche ambientali e igiene del territorio.

Mi sono trovato a transitare nei pressi del cosiddetto “Laghetto dei Cigni” nella pineta di ponente, in questi giorni di agosto, vorrei dunque presentarvi alcune osservazioni.

Credo innanzitutto che tale denominazione sia errata, il laghetto deve essere rinominato “Laghetto DEL Cigno” o “Laghetto dei Piccioni”. A tutt’oggi infatti sono uno di quei magnifici e maestosi volatili è presente all’interno del lago.

I cigni sono animale che usualmente formano coppie che rimangono unite tutta la vita, lasciarne solo uno significa condannarlo ad un’esistenza di solitudine e tristezza.

In effetti il pennuto pareva aggirarsi molto malinconicamente, solitario, per lo specchio d’acqua. Inoltre le rive del lago dovrebbero essere in lieve pendio per consentire ai cigni d'entrare ed uscire agevolmente dall'acqua, cosa questa assolutamente disattesa.

In compenso a decine (forse centinaia) i piccioni infestano il laghetto, cito da un sito di igiene ambientale:

“Il piccione è portatore di circa 60 malattie, alcune delle quali mortali, contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi. Citiamo solo alcune tra le più comuni e pericolose: Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite, Tubercolosi, ecc. Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni. Non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc., contaminando gli alimenti, gli utensili da cucina, la biancheria, ed innescando i processi infettivi. Associata alle colonie di volatili, c'è sempre la presenza dei loro ectoparassiti, in particolare pulci, cimici, zecche (zecca molle del piccione - argas reflexus -) ed acari, [...] questa è una fonte di seri problemi igienico-sanitari, essendo questi insetti a loro volta vettori di gravi malattie infettive ed anche potenziali parassiti dell'uomo.”

Visto e considerato che il sito in questione è molto frequentato, specie da bambini ed anziani magari accompagnati da animali domestici le conclusioni sono più che logiche, tralasciando anche di descrivere l’odore nauseante che si sprigiona tutto intorno, ma siamo di fronte ad una vera e propria bomba biologica.

L’ultima delle mie considerazioni è di carattere etico: vi sono infatti all’interno del sito due oche domestiche che presentano gravi ferite. Vi allego due foto esemplificative.

Una presenta l’ala destra spezzata. L’altra, in situazione a mio avviso ben più grave e compromessa, ha la parte superiore del becco spezzata in diagonale per circa la metà. Mi è stato riferito che questa condizione perdura dallo scorso inverno, causata si dice da alcuni loschi personaggi frequentanti la pineta, e che la seconda oca abbia comprensibilmente serie difficoltà ad alimentarsi.

Sono rimasto sinceramente impressionato dallo sguardo, dalla calma e dalla tranquillità con cui questo animale si è fatto avvicinare e fotografare, era visibilmente sofferente e sembrava chiedere, seppur sommessamente, aiuto. Non mi considero un animalista sfegatato ma in tutta sincerità mi si è stretto il cuore vedere queste oche in tali condizioni.

Recentemente il lago è stato interessato da lavori che permetteranno, attraverso un sistema di ricircolo dell’acqua (prima a perdere), un risparmio idrico sostanzioso e quindi un beneficio economico per la comunità, sono state rimosse inoltre le tartarughe che avevano infestato il lago. I soldi risparmiati dalla bolletta dell’acqua credo dovrebbero, almeno in minima parte, essere reinvestiti nel complesso.

Sono fermamente convinto che le istituzioni debbano farsi il più velocemente possibile carico della tutela degli animali del laghetto (magari coinvolgendo un’associazione di volontari come la LIPU o inviando periodicamente un veterinario a visionare lo stato degli animali) e, in un secondo momento, anche delle condizioni igieniche e strutturali del complesso. Non è solo un cittadino a chiederlo, ma gli stessi “abitanti” del luogo. Non credo che tutto questo comporterebbe un costo eccessivo, ma i benefici sarebbero enormi.

Spero che la mia preghiera non rimanga inascoltata, lo chiedo con il cuore in mano, certe scene lasciano il segno, anche nel profondo.

Maximiliano Bertoni


Le foto allegate

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