lunedì 26 gennaio 2009

Requiem delle "liste civiche"

L'immagine qui sopra illustra la situazione del consiglio comunale di Viareggio al 29 Aprile del 2008. Una netta divisione in due blocchi contrapposti, maggioranza ed opposizione, ma con all'interno diverse provenienze, diverse liste, diverse "correnti di pensiero" e quindi anche vedute, magari anche solo leggermente, diverse. Da una parte la maggioranza (PdL, UDC, MCL, Vivere Viareggio, Per Torre del Lago) dall'altra l'opposizione (PD e Sinistra Arcobaleno).
Dopo poco più di otto mesi ecco come si presenta la situazione.


Il consiglio, magari con proporzioni e alcuni partiti diversi, è praticamente uguale al nostro parlamento. Due blocchi contrapposti con due maxi-partiti accompagnati da altrettante, più o meno piccole e più o meno schierate, compagini.
Le famose liste civiche, quelle del cambiamento, quello fuori dai giochi della politica, insomma quelle "dure e pure", semplicemente vaporizzate. Con buona pace di chi, magari per una voglia di cambiamento o non sentendosi ben rappresentato dai partiti che siedono anche e Roma, aveva votato per queste differenti realtà.
Liste civiche "storiche", quelle presenti nel panorama locale da oltre un decennio e anche quelle dell'ultima ora, indifferentemente, fagocitate dal maxi-partito PdL (il più grande che la storia del comune ricordi). E sui banchi della maggioranza, visto che l'unico non allineato siede altrove (e senza ruffianaggine possiamo dire svolge un ottimo lavoro) un grandissimo monocolore. Facilmente gestibile, facilmente manovrabile e di conseguenza che difficilmente si distacca dagli ordini di scuderia. Una piccola armata di ditini sull'attenti, pronti (a volte c'è da dire neanche tanto) al momento del voto a pigiare, senza pensarci troppo, si o no a seconda dei desideri di altri. Non si spiegano altrimenti certe scelte scellerate.
Lo stesso si dica di altre realtà, non rappresentate in consiglio, ma a loro volta confluite nelle varie "astronavi madre", da una parte e dall'altra con la promessa di qualche ricompensa, leggi poltrone.

In un sistema dove la parola "partecipazione" rimane appunto parola, vergata su carta o impressa su un monitor la lista civica è uno dei pochi modi, se non l'unico, che hanno i cittadini, quelli che magari non si riconoscono nelle ideologie, nei partiti o comunque in questo sistema di fare politica, che intendono la politica come un servizio reso alla comunità e non come un mezzo per arrivare ai propria scopi personali, di entrare nella "stanza dei bottoni", di portare le idee loro e di tutti quelli che vanno a rappresentare. Un sistema che per anni è stato utilizzato come traghetto dei "soliti noti" usciti dalla porta e rientrati dalla finestra con la scusa della terzietà rispetto a certi schieramenti. Un sistema che oggi, specie nella nostra città, risulta fortemente compromesso nella fiducia dei cittadini.

Con che faccia fra 4 anni e mezzo chi vorrà si potrà presentare (o ri-presentare) agli elettori come lista civica veramente diversa? Chi potrà assicurare i cittadini che un volta sulla poltrona non avvengano i ben noti "salti" da una parte e dall'altra? Certo il tempo lava l'onta ma il disagio (e le testimonianze) di quello che è successo rimangono e rimarranno a futura memoria.
L'unica soluzione possibile è che finalmente, una volta per tutte, i cittadini prendano in mano il timone della politica civica, mettendosi insieme e garantendo con la loro stessa presenza di essere veramente fuori dai "giochini di partito" e aldilà delle loro idee personali, collaborino per fare veramente le cose giuste, per far partecipare la città alle scelte politiche, in definitiva per il bene di tutti.

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