martedì 28 aprile 2009

Per non dimenticare...


In questi giorni siamo stati talmente tanto impegnati tra terremoti, febbri suine, polemiche sulla resistenza e quant'altro da dimenticare una data cruciale nella storia dell'umanità, un capitolo nero che forse tutti vorrebbero scordare ma che è bene, visti i "chiari di luna" tenere come punto fisso, stella polare di certe nostre decisioni future... Il 26 aprile del 1986 infatti l'uomo ha sperimentato sulla propria pelle gli effetti devastanti del nucleare "civile"... Oggi, oltre al dolore dei parenti delle vittime e di chi ancora continua ad ammalarsi, a ricordare la catastrofe rimangono statue, due città fantasma, una foresta morta e svariati altri segni e simboli tra cui un enorme sarcofago pieno di crepe e buchi in cui un mostro rantola ma impiegherà secoli per spegnersi.

Eppure basta poco per ricordare...

Il disastro di Černobyl' (in ucraino: Чорнобильська катастрофа, Čornobyl's'ka katastrofa, in russo: Чернобыльская авария, Černobyl'skaja avarija) è stato il più grave incidente nucleare della storia, l'unico al livello 7 (il massimo) della scala INES dell'IAEA.

Avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:44 presso la centrale nucleare V.I. LeninČernobyl' (Russo: Чернобыльская АЭС им. В.И.Ленина, Ucraino: Чорнобильська АЕС), in Ucraina vicino al confine con la Bielorussia, allora repubbliche dell'Unione Sovietica. Nel corso di un azzardato test di sicurezza, un brusco e incontrollato aumento della potenza (e quindi della temperatura) del nocciolo del reattore numero 4 della centrale causò la scissione dell'acqua di refrigerazione e l'accumulo di idrogeno a così elevate pressioni da provocare la rottura delle strutture di contenimento, il contatto dell'idrogeno e della grafite di incandescente con l'aria che a sua volta innescò l'esplosione e lo scoperchiamento del reattore.

Una nube di materiali radioattivi fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale che furono pesantemente contaminate, rendendo necessaria l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336 000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione via via minori.

Il rapporto ufficiale redatto da agenzie dell'ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre) stila un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4 000 presunti (che non sarà possibile associare direttamente al disastro) per tumori e leucemie su un arco di 80 anni.

Il bilancio ufficiale è contestato da associazioni antinucleariste internazionali fra le quali Greenpeace che presenta una stima di fino a 6 000 000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro secondo lo specifico modello adottato nell'analisi. Altre associazioni ambientaliste, come il gruppo dei Verdi del parlamento europeo, prende le distanze dal rapporto Greenpeace, che considera una boutade con tuttavia il merito di segnalare il problema, e pur concordando sulla stima delle 65 morti accertate del rapporto ufficiale ONU, se ne differenzia e lo contesta sulle morti presunte che stima piuttosto in 30 000 ~ 60 000. [...]

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mercoledì 12 novembre 2008

TermoNucleoTechVeronesi


L'ultimo annuncio di Veronesi:"Ho appena firmato una lettera dell'associazione Galileo 2001 destinata al presidente Napolitano con la quale una parte della comunità scientifica italiana si dichiara preoccupata per la decisione del Parlamento di ratificare il protocollo di Kyoto assumendosi impegni come quello di ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra del 6,5 per cento, che siamo nell'impossibilità pratica di onorare e che ci costeranno una sanzione di oltre quaranta miliardi di euro. Credo che sia il momento di mettere da parte le posizioni preconcette, le paure e le emozioni. Dobbiamo aprire gli occhi. È vero, la fonte ottimale di energia in termini di produzione, efficienza, sostenibilità per l'ambiente e per l'uomo, non l'abbiamo ancora trovata, ma oggi il nucleare va considerato concretamente e subito....
Per NON scordare mai...






MA VEDIAMO CHI SONO GLI SPONSOR DELLA FONDAZIONE VERONESI IL QUALE DICHIARA TRA L'ALTRO, CHE "I MODERNI TERMOVALORIZZATORI NON INQUINANO".
TRA I SUOI SPONSOR CI SONO: VEOLIA CHE COSTRUISCE INCENERITORI

http://www.fondazioneveronesi.it/partners.html

ACEA - multiutility con inceneritori
PIRELLI - (petrolio, centrali ad olio combustibile)
ENEL (Centrali a Carbone ed oli pesanti e pure nucleare)
VEOLIA Enveirenment (ditta che costruisce inceneritori!!!)


UMBERTO VERONESI A “CHE TEMPO FA” HA DETTO :RISCHIO INCENERITORI ZERO!!!!!!!! (20-01-2008)

VERONESI, TIRELLI E GLI ESPERTI DI GALILEO 2000: IL PROBLEMA NON ESISTE, LE EMERGENZE SONO ALTRE (Gazzett. 14.6.03), MA LA TELECOM E’ TRA I SOCI DELL’IST. EUROPEO DI ONCOLOGIA DIRETTO DA VERONESI

http://www.ieo.it/italiano/il%20nostro%20istituto/soci.shtml http://www.ieo.it/italiano/index.asp


Le amicizie di Umberto Veronesi forse spiegano il perchè della sua ostinazione nel negare qualsiasi possibilità di rischi sanitari da esposizioni a cem.L’articolo, che è bene leggere per intero, fornisce una documentazione dell’intreccio di interessi che lega il Prof. Veronesi ad alcuni dei personaggi più importanti della finanza e del mondo imprenditoriale italiano e ne spiega le posizioni in tema di elettrosmog, OGM e altre emergenze ambientali, ben più che la presenza della Telecom tra i soci finanziatori dell’Ist. Oncologico Europeo, fondato e diretto dallo stesso Veronesi. (tratto dal Capitolo 24 B – Conflitto di interessi, questione illustrata dal Prof. Angelo Levis nell’incontro pubblico di Bologna del dicembre 2006).


OGM, E’ IL BIOTECH IL SETTORE DEL FUTURO PER VERONESI CHE E’ AZIONISTA DELLA GENEXTRA AL 4,13% http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=10274

E’ forse il caso di tornare sulla nascita di Genextra, piccola holding biotech che da qualche anno (dal 2003) fa ricerche farmacogenomiche sul gene p66, quello dell'invecchiamento, nel tentativo di individuare una specie di elisir dell'eterna giovinezza. L'uomo immagine della start up, nonché azionista al 4,13 per cento (tramite la fondazione a se medesimo intitolata) è quello stesso Veronesi Umberto oncologo di fama internazionale il quale va dicendo, anche sullo stesso Corriere (l'ultima volta il 9 maggio), che grazie alla genetica un giorno vivremo fino a 120 anni. MA NON L'HA DETTO ANCHE BERLUSCONI?

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