domenica 13 settembre 2009

Come trasformare i rifiuti in risorse



Intervento di Guido Viale economista ambientale a Calci (Pi) su come smaltire correttamente i rifiuti, e sull'inutilità di incenerirli poichè bruceremmo l'energia grigia contenuta nei prodotti post-consumo stessi, dà una visione globale sulla politica italiana e sulle strategie di come riciclare quelli che sono rifiuti per la maggior parte degli italiani, ma che dovrebbero essere considerati come delle risorse da parte una comunità che ancora non conosce le potenzialità di una tale ricchezza inesplorata.
UNA QUESTIONE CHE CI RIGUARDA TUTTI.Non importa se abitiamo in una grande città o in un piccolo paese. Dobbiamo tutti imparare a gestire meglio i nostri rifiuti, buttando meno e buttando meglio. Le risorse che abbiamo per vivere non sono tutte rinnovabili ed è quindi indispensabile recuperare e riciclare tutto quello che può essere riutilizzato. Non solo. a raccolta differenziata non è più un optional, ma un obbligo, con obiettivi precisi, fissati dal Governo, da raggiungere a breve. Entro il 2008 si dovrà arrivare al 50% di raccolta differenziata; entro il 2009 al 60%.
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: UN PO' DI NUMERI.Attraverso dati concreti possiamo capire l'importanza di una migliore gestione dei rifiuti.Ciascuno di noi produce circa 500 kg di rifiuti all'anno, di cui il 40% è costituito da imballaggi. Il modo in cui vengono smaltiti, però, non è uguale in tutta Italia. La raccolta differenziata arriva al 38% nelle regioni del Nord, al 19% nelle regioni del Centro e al 9% in quelle del Sud.Ultimamente, anche se con diverse modalità e sistemi, la raccolta differenziata è cresciuta in quasi tutte le regioni e per quasi tutti i materiali, in particolare per i rifiuti organici e la carta, ma è ancora necessario un ulteriore impegno da parte di tutti.Ci sono novità anche sullo smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Già dal 1° gennaio 2008, chi acquista una nuova apparecchiatura elettrica (piccoli e grandi elettrodomestici) o elettronica (computer, stampanti, etc.) potrà consegnare quella vecchia al rivenditore, che sarà obbligato a ritirarla e avviarla agli appositi luoghi di raccolta ed isole ecologiche.Separare in casa e ridurre la quantità dei rifiuti è ormai una necessità E DEVE DIVENTARE UN IMPEGNO DI TUTTI.
Dobbiamo buttare meno e buttare meglio. E' un percorso che comincia in casa attraverso comportamenti facili da adottare e criteri semplici da seguire. Basta seguire alcuni accorgimenti che vi suggeriamo qui.
QUANDO SI FA LA SPESA:al momento di scegliere i prodotti, attenzione alle confezioni:
dare preferenza a imballaggi semplici e ridotti
preferire prodotti concentrati
preferire merci fabbricate con materiali riciclati
preferire contenitori con vuoto a rendere, pile ricaricabili e imballaggi recuperabili
preferire i formati famiglia a quelli monodose
usare le ricariche dei detersivi
evitare gli usa e getta (piatti, posate di plastica, rasoi)
fare la spesa con una borsa di stoffa (un sacchetto in meno da buttare o conservare)

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN CASA
Quando un prodotto non è più riutilizzabile, il materiale di cui è composto può ancora costituire una risorsa utile e preziosa. Per questo è importante separare i rifiuti che produciamo in casa, avviandoli al servizio di raccolta differenziata già divisi, in modo da facilitare i processi di lavorazione e trasformazione per produrre nuovi materiali riciclati, e diminuire quindi il prelievo in natura.
E' IMPORTANTE CONOSCERE IL MODO CORRETTO DI SEPARARE I RIFIUTI.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN UFFICIO
Il primo passo è verificare se la raccolta differenziata è già in atto sul posto di lavoro e, in caso contrario, promuoverla. Ecco tutto quello che possiamo riciclare al lavoro:
carta e cartone
carta carbone
nastri stampanti
componenti di fotocopiatrici
cartucce esaurite
piccoli oggetti in plastica e bakelite
penne
toner
DVD

In più, stampando fronte e retro o utilizzando entrambi i lati del foglio si riduce a metà il consumo personale di carta.

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lunedì 30 marzo 2009

40 volte Paul Connett




Paul Connett per la 40° volta in Italia, Professore di chimica ambientale e tossicologica alla St. Lawrence University a Canton di New York, Paul Connett si occupa da più di 15 anni di studiare la gestione dei rifiuti, con un’attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento, ricercando alternative più sicure e sostenibili. Ha partecipato ai più importanti convegni internazionali sull'argomento e pubblicato diversi studi e documentazioni che ha presentato poi nel corso di numerosissimi incontri con il pubblico negli Usa e in molti altri stati. E’ considerato uno dei massimi esperti internazionali sulla questione della gestione rifiuti.
Ha parlato anche a Capannori della sua teoria “Rifiuti Zero”, secondo la quale è possibile un sistema di smaltimento e soprattutto riutilizzo dei rifiuti che tenda progressivamente ad eliminare del tutto discariche ed inceneritori.
Gli studi di Connett partono dall’osservare come nei paesi in via di sviluppo la quantità di rifiuti abbia raggiunto, negli ultimi anni, livelli altissimi - per via della popolazione in continuo aumento, della migrazione dalle campagne verso le città, e per gli effetti della globalizzazione, che hanno reso ubiquitari i modelli di consumo occidentale e per il proliferare delle confezioni monouso.
Le discariche, spesso semplici ammassi di rifiuti a cielo aperto, sono stracolme e la dilatazione dei confini delle città limita la possibilità di crearne di nuove. Per questo molte nazioni guardano alla possibilità di incenerire i rifiuti come la situazione ideale. Ma si tratta di una tecnologia che presenta numerose problematiche e che i paesi più evoluti si avviano ad abbandonare. Le alternative hanno un costo inferiore, forniscono maggiori posti di lavoro e determinano un minore inquinamento.
Il movimento Rifiuti zero punta infatti ad una cospicua riduzione dei rifiuti prodotti. Un processo difficile ma rivoluzionario che prevederebbe, a livello locale, diverse iniziative, tra cui:
1- Adottare di un programma di smaltimento dei rifiuti che non preveda l’incenerimento.
2- Decentralizzare la gestione dei rifiuti facendo affidamento sulle risorse delle comunità locali.
3- Tenere separati i materiali da riciclare per preservarne la qualità.
4- Dare impulso al compostaggio, appetibile dal punto di vista economico
5- Rendere la partecipazione al programma conveniente e significativa, istituendo se necessario, un sistema di incentivi economici.
6- Sviluppare un mercato per i materiali riciclati possibilmente a livello locale.
7- Impegnarsi per responsabilizzare i produttori relativamente a tutto il ciclo di vita dei loro prodotti.
8-Educare il più possibile gli utenti diffondendo la nuova filosofia a livello mediatico, negli ambienti lavorativi e nella scuola, inculcando il concetto che l’Opzione zero protegge l’ambiente, crea posti di lavoro e rafforza le economie locali e regionali.

Una soluzione non impossibile, e probabilmente l’unica che garantisce una reale salvaguardia ambientale, anche se in Italia c'è parecchia strada da fare. Attualmente infatti si ricicla solo il 18% della spazzatura (a Napoli il 10% o meno, anche se alcuni piccoli centri campani offrono invece esempi virtuosi), mentre il decreto Ronchi imponeva agli enti locali di raggiungere almeno il 35% entro il 31 dicembre del 2003.
Una strategia che implica anche però un cambiamento radicale nelle modalità di consumo: l’obiettivo non è infatti soltanto smaltire i rifiuti, ma anche ridurne drasticamente la produzione. Esempi già funzionanti sono già da anni il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda e molte grandi città degli Stati Uniti, dove si è raggiunta in breve tempo una diminuzione della spazzatura di oltre il 50%: in tutti i supermarket di queste zone sono stati installati ad esempio dispositivi di erogazione al minuto di shampoo, detergenti, acqua e vino, evitando così la produzione di milioni di contenitori di plastica.

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