mercoledì 3 marzo 2010

Censurati IN


Nel post del 25 febbraio denunciavamo una forma di nichilismo giornalistico per il quale "meglio parlare del grande fratello che dell'onorevole Lucio Barani".
Oggi quel video che avevamo caricato sul nostro canale YOUTUBE è stato rimosso, ma non per lesa maestà o dignità o altro genere di offese, che per altro, lo ricordiamo, non compaiono nel video.
Bensì per violazione dei diritti audiovisivi...cioè perché secondo i detrattori/titolari dello spezzone di video del reality show, avremmo violato il diritto d'autore di un video che gira e rigira sul web da svariate settimane e in più salse.
Oggi, in segno di disobbedienza civile, ma anche perché riteniamo di non violare nessun diritto d'autore, abbiamo deciso di ripubblicare il video altrove, in una piattaforma che ci auguriamo non si comporti come youtube.
E' assurdo assistere a certe forme di censura. Nel video si parla di mafia...è come se Riina e Provenzano ci mandassero un avviso peri violazione di copyright per aver usato il termine mafia.
Eppure il "bellimbusto" i cui neuroni si fondono con le fibre muscolari commette apologia di reato.
Allora i magistrati Anti-mafia, a cui va tutta la nostra stima, dovrebbero richiedere la rimozione del video in cui si fa apologia di reato...insomma, andremmo incontro a un paradosso relativistico tipo quelli dei gemelli.
Noi, per evitare collassi galattici o mettere a rischio l'integrità dell'universo, abbiamo ripubblicato il video.


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sabato 24 gennaio 2009

Rai, D’Angelo: ho votato contro la multa a Santoro

Il Garante per le Comunicazioni ha multato la Rai per 50 mila euro. Sotto accusa c’erano Santoro ed Anno Zero per la puntata del maggio 2008 che aveva rilanciato le aspre accuse di Beppe Grillo contro il presidente Napolitano e Umberto Veronesi. Il Garante – scrive oggi Repubblica – ha deciso la multa a maggioranza. Contro la sanzione si sono espressi tre commissari, Sortino, Lauria e D’Angelo. A quest’ultimo abbiamo chiesto il perché del suo voto contrario. “Sono stato contrario all’adozione dei provvedimenti nei confronti di Fazio e Santoro – afferma Nicola D’Angelo - non solo per specifiche ragioni procedurali e di merito ma soprattutto per una considerazione di ordine generale. L’attività giornalistica e l’informazione sono questioni troppo importanti perché siano oggetto di verifiche e censure in sede amministrativa. Una delle conquiste principali della nostra Costituzione – afferma il consigliere - è stata la tutela della libertà di informazione, anche e forse soprattutto quando è scomoda e non condivisa. Se ci sono eccessi, l’ordinamento appresta strumenti quali il giudizio penale, la rettifica e l’intervento dell’ordine dei giornalisti. L’esercizio di un sindacato diverso, secondo parametri di ampia discrezionalità, è un precedente rischioso. È vero che l’Autorità ha un compito di vigilanza sulla RAI, ma questo compito deve essere necessariamente svolto nel più rigoroso rispetto dell’art. 21 della Costituzione. Quanto poi all’affermata violazione dei diritti della persona nei casi trattati, la tutela di questi diritti, secondo la legge, si riferisce non a soggetti individuali ma ad interessi di natura collettiva e soprattutto tende ad evitare che le trasmissioni possano indurre all’odio, alla violenza e al razzismo, concetti certamente non rinvenibili in questi casi”. “D’altra parte – conclude Nicola D’Angelo - mi sembra che nella televisione italiana ci siano ben altre trasmissioni che non mostrano particolare riguardo per la tutela della persona, per esempio nel poco rispetto per le donne, per i bambini, per le minoranze”.

SPENGETE LA TV, ACCENDETE IL CERVELLO

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mercoledì 3 dicembre 2008

Ci vogliono imbavagliare?


Internet: per Italia tema da G8
Domanda cardine: si discute di regole o di liberalizzazione?
(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Il governo italiano proporra' al G8 del 2009 a La Maddalena, il tema delle regole generali di accesso ad Internet. Ad annunciarlo e' stato stamane il premier Berlusconi partendo dal presupposto che un fenomeno globale come la rete web non puo' che essere discusso a livello globale. Il tema richiede la massima concertazione. L'Italia non ha pronto al momento alcun documento al riguardo ma chiedera' se si intende discutere di regole o liberalizzazione di internet.

Sicuramente vorranno parlare di regole.

Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Immaginate una trentina di persone che non sanno neanche aprire un portatile,parlare di internet o della rete.
C'è da piangere.....e forte.

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